Videoartisti internazionali e sinestesie paesane. Alla Cantina Montone

Cantina Montone, Montoro Inferiore – fino al 16 marzo 2014. Maschera impenetrabile della saggezza o squilibrio. La follia raccolta da Pietro Montone è “sregolamento di passioni”.

Dérèglement des passions - veduta della mostra presso la Cantina Montone, Montoro Inferiore 2014 - photo Carmine Conte

La premura dell’Oust sfida il deciso odore di cantina, della terra che sta nell’aria, della botte che confessa i vini passati. Dérèglement des passions: lʼidea è di riflettere sul tema della follia, e ce ne vuole tanta per raccogliere cinque videoartisti internazionali e metterli a decantare in una cantina di Montoro Inferiore, in provincia di Avellino, dal 2013 frazione di un assemblage di micropaesi chiamato Comune di Montoro.
La psichiatria dellʼOttocento aveva concepito il delirio come uno sregolamento delle passioni”, afferma Pietro Montone, artista e fondatore di Cantina Montone. “Letteralmente, si tratta di un uscire dal seminato, dai limiti di logiche condivise e l’arte è il solco in cui i semi della follia, altrimenti sterili, possono produrre frutti nella società umana”. Così in My First Pipe of Opium Michel Auder utilizza come found footage il suo stesso sguardo suggestionato dall’oppio, riversato paranoicamente sullo schermo. “In nessun altro campo come in quello dell’elettronica, poesia e tecnica camminano tenendosi per mano”, sosteneva Michelangelo Antonioni, e tanto più vero sembra il sodalizio elettronico tra tecnica e follia.
Tanto che Claire Fontaine si sente in dovere di distruggere pezzo per pezzo uno dei primi iPhone, con martellate e fiamma ossidrica. Se agli albori della videoarte Wolf Vostell immergeva la televisione nel calcestruzzo, il nuovo totem da abbattere potrebbero essere proprio gli smartphone, eredi privilegiati di quell’estetica del narcisismo che rappresenta il tratto distintivo della cultura video e si esprime al meglio in alta quota, quando il mondo è rarefatto e l’io s’impone sul nulla con scatti anonimi (John Wood & Paul Harrison, Unrealistic Mountaineers).

Dérèglement des passions - veduta della mostra presso la Cantina Montone, Montoro Inferiore 2014 - photo Carmine Conte
Dérèglement des passions – veduta della mostra presso la Cantina Montone, Montoro Inferiore 2014 – photo Carmine Conte

A colpi di selfie, il video muore di un’introversione senza profondità e senza epica, suscitando non più di qualche gelosia. Andare a caccia di realtà armati di telecamera ha il sapore nostalgico degli ortaggi di Christian Jankowski, intento a cacciare nel supermercato con arco e frecce infilzando i prodotti più disparati e pagandoli regolarmente alla cassa, in uno sketch che sa più di Benny Hill Show che di pop art. Ma siamo nel 1992 e il tempo ha la sua arroganza sulla tecnica.
Anneè Olofsson omaggia il proprio tempo rinchiudendosi nella zucca di un trenino per bambini, materializzando i suoi anni in una scomoda estensione (come raccontano le lancette, non esiste alcun modo di misurare il tempo senza ricondurlo allo spazio). In un rannicchiamento fetale, Olofsson compie tanti giri quanti sono i suoi anni, o meglio quanti erano il giorno del suo compleanno del 2004. Per noi finisce al 33esimo giro. La Cantina Montone offre buon vino e, con buona pace dell’artronica, ai compleanni si brinda.

Alessandro Paolo Lombardo

Montoro Inferiore // fino al 16 marzo 2014
Dérèglement des passions
a cura di Pietro Montone
CANTINA MONTONE
Via Parrelle 149
334 2704480

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Alessandro Paolo Lombardo
Ignoto poeta e seminoto scrittore, nasce nell’ottobre del 1986 a Benevento. La furente surrealista Maria Gabriella Guglielmi dà un senso al suo percorso universitario, conclusosi con una laurea magistrale in Storia e Critica d’Arte sul fenomeno da lui battezzato “restauro pop”. Dal 2007 al 2012 collabora a fini didattici e creativi con la cattedra di Storia della Fotografia dell’Università degli Studi di Salerno, partecipando come relatore a seminari sul Surrealismo, sul Writing, su Moravia. Giornalista pubblicista, dal 2008 scrive per la spregiudicata testata «bMagazine» e realizza videoreportage. Ha al suo attivo come videomaker anche un corto e un evento multimediale in collaborazione con due amici pazzi. Esponente di una corrente letteraria dai tratti oschi e loschi (Oschi Loschi. Racconti solidi come castelli di carte, Never Mind 2011), è autore del testo Videomodernità. Eredità avanguardistiche e visioni ultracontemporanee tra video e arte (Aracne, 2011).