Munch a Genova. Senza Urlo

Palazzo Ducale, Genova – fino al 27 aprile 2014. La mostra per i 150 anni della nascita del grande artista norvegese approda nella città della Lanterna. Capolavori inediti e prestiti esclusivi da collezioni private di tutto il mondo sono la garanzia di un percorso che interesserà molto anche agli specialisti. Mentre audioguide per adulti e bambini sono comprese nel prezzo del biglietto d’ingresso.

Edvard Munch, Vampiro II, 1895, litografia, carboncino, china, graffito - photo Linda Kaiser

Il capoluogo ligure celebra i 150 anni della nascita di Edvard Munch (Ådalsbruk, 1863 – Oslo, 1944) insieme ad altre due città europee, Oslo e Zurigo. Alla capitale norvegese Munch lasciò in eredità tutte le sue opere, e i musei che le detengono hanno potuto organizzare la selezione espositiva più completa, mentre la Kunsthaus svizzera ha puntato sulla produzione grafica.
La mostra genovese – curata da Marc Restellini, direttore della Pinacothèque de Paris – si distingue per diverse ragioni. Innanzitutto, le opere scelte sono in gran parte inedite, per cui anche gli specialisti vi troveranno diversi nuovi spunti, che arricchiranno le conoscenze e le ricerche sull’artista. Lo conferma Tor Petter Mygland, l’elegante collezionista norvegese, giocatore di polo, che ha coordinato i prestiti grazie ai suoi contatti personali e alle sue amicizie sparse in tutto il mondo. Le opere provengono interamente da collezioni private, “segrete” e sofisticate, che si trovano nelle Virgin Islands, in Uruguay, Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera, Francia, Danimarca, Svezia e Norvegia.

Tor Petter Mygland - foto Linda Kaiser
Tor Petter Mygland – foto Linda Kaiser

In secondo luogo, nelle sale di Palazzo Ducale è possibile osservare la perizia dell’artista nelle diverse tecniche da lui affrontate. Nel contrapporsi a Impressionismo, Simbolismo e Naturalismo, Munch scava negli strati di colore, insiste sulla linea e sul movimento, trasponendo su tela o su carta, nella pittura a olio o nelle incisioni, i suoi stati d’animo profondamente tormentati. Il senso della cinetica, che indaga con la fotografia, è la forza della sua opera, come ribadisce Restellini, e lo si può osservare, ad esempio, nelle incisioni della Madonna o del Vampiro, quasi fotogrammi di un film.
In terzo luogo, la mostra delinea – attraverso 69 opere suddivise in sette sezioni – un percorso che ben rappresenta i temi fondamentali della vita dell’artista e quelli a lui più cari, come la nevrosi e la morte. Dai primi paesaggi e ritratti alle “incisioni dell’anima”, dove l’arte è davvero “il sangue del cuore umano”; dai soggetti della “bambina malata”, che incarna i lutti famigliari, ai paesaggi espressionisti; dalla parentesi “luminosa” vissuta presso la famiglia del dottor Max Linde (è eccezionalmente esposto il portfolio completo, con 14 acqueforti e 2 litografie) agli splendidi ritratti vibranti e magnetici, che lo dichiarano davvero padre del Modernismo europeo.

Warhol after Munch, L'urlo, 1984, serigrafia
Warhol after Munch, L’urlo, 1984, serigrafia

È la mostra dell’“anti-Urlo”. Già, perché nessuna delle versioni del capolavoro per cui tutti conoscono Munch è esposta a Genova (le interpretazioni in serigrafia di Andy Warhol sono nell’ottava e ultima sezione, composta di sette opere). La scelta obbligata si rivela un’opportunità: messo da parte un emblema, ci si può concentrare sulla vera “voce” dell’artista.

Linda Kaiser

Genova // fino al 27 aprile 2014
Edvard Munch
a cura di Marc Restellini
PALAZZO DUCALE
Piazza Matteotti 9
010 5574000
[email protected]
http://www.mostramunch.it/

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Linda Kaiser
Linda Kaiser (Genova, 1963) è laureata in Storia della critica d’arte all’Università di Genova, dottore di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali all’Università di Milano, specializzata in Storia dell’arte contemporanea alla Scuola di Specializzazione in storia dell’arte dell’Università di Siena. È critico d’arte contemporanea, giornalista, fotografa e curatore. È specialista di Fluxus, Outsider Art, Mail Art, Arte Povera, Anacronismo, museologia e cultura d’impresa. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati (tra questi, Genova, Palazzo Ducale: “Arte Povera: la prima mostra”, 2012; “Andrei Molodkin. Transformers No. M208”, 2014). Ha tenuto seminari di arte presso le Università di Genova, Siena, Milano e Kassel. Già consulente scientifica di Assolombarda, ha contribuito a fondare nel 2001 a Milano l’Associazione Museimpresa. Ha ideato e curato l’Archivio Storico Riva a Sarnico (BG). Sta costruendo l’Archivio Storico Cressi a Genova. È autrice di monografie come “L’Anacronismo e il ritorno alla pittura. L’origine è la meta” (Silvana Editoriale, 2003) e della prima Guida Touring dedicata al “Turismo industriale in Italia. Arte, scienza, industria: musei e archivi d’impresa” (TCI, 2003). Pubblica servizi e foto su Artribune dal 2012; su altri periodici e portali scrive di arte, spettacoli, musica, cultura d’impresa, nautica, food & wine. Elabora e crede in modelli propositivi che promuovano una politica culturale interdisciplinare.
  • Francesca

    Grande artista… sarebbe ora che venisse preso in considerazione anche per le altre opere!