Tre mostre a Nuoro. E il MAN si consolida

Tre mostre inaugurano in contemporanea al MAN di Nuoro, proseguendo la recente stagione curatoriale sarda di Lorenzo Giusti. Fino al 3 novembre, tra le sperimentazioni in video di Norman McLaren, le riflessioni sistemiche di Alessandro Biggio e il paesaggio come pretesto di Laura Pugno.

Norman McLaren, Blinkity Blank, Canada 1955

La personale di Laura Pugno (Trivero, 1975; vive a Torino), raccogliendo un buon numero di opere realizzate negli ultimi cinque anni, permette di saggiare l’evoluzione di una pittrice che interroga con intelligenza il proprio mezzo espressivo d’elezione. A fare da fil rouge, il paesaggio utilizzato come “pretesto”, anche se la complessità del soggetto ben si presta alla peculiare sperimentazione dell’artista. Si passa così dai dipinti della serie KWh (2008) alle sintesi delle Percorrenze (2010), per poi insistere sulla manipolazione fisica e concettuale dei fondamenti della pittura di paesaggio. E così si arriva all’invisibilità nelle lastre di Paesaggio di spalle (2010), alle abrasioni su stampa fotografica di Esitando (2011) e Quel che Annibale non vide (2012), alla apticità (tramite l’uso del braille) di Didascalie n. 5 e di Taccuini di viaggio (entrambe serie del 2013).

Laura Pugno, Esito di uno spostamento, 2013, HD video, 4', still da video
Laura Pugno, Esito di uno spostamento, 2013, HD video, 4′, still da video

Quanto a Norman McLaren (Stirling, 1914 – Montréal, 1987), la mostra co-curata da Elena Volpato si compone di due monitor sui quali scorrono documentari dedicati all’artista, ma soprattutto di uno schermo che permette di vedere in sequenza alcune delle animazioni più importanti dell’artista naturalizzato canadese. A caratterizzarne l’opera, non nota quanto meriterebbe, un’estrema varietà di tecniche, non utilizzate quanto sperimentate se non inventate. Fra i molti esempi, oltre a quel Neighbours (1952) che gli valse l’Oscar come miglior documentario, il visionario Blinkity Blank (1955), le cui immagini emergono dall’incisione della pellicola nera, con un procedimento omologo al celeberrimo operare michelangiolesco nei confronti del marmo.

Luca Trevisani e Alessandro Biggio, 2013 (part.), gesso, banane, corda, dimensioni variabili, 2013
Luca Trevisani e Alessandro Biggio, 2013 (part.), gesso, banane, corda, dimensioni variabili, 2013

Infine, ma certo non da ultimo, la prima tappa del progetto Braccia (la seconda sarà al Museo Marino Marini di Firenze). A prima vista, una buona collettiva con opere di Alexandra Bircken, Michael Höpfner, Luca Francesconi, Jessica Parker Valentine, Ian Pedigo e Luca Trevisani. In realtà, qualcosa di molto più complesso, poiché Alessandro Biggio, che ne è il promotore, l’ha letteralmente costruita in loco dopo più o meno lunghi scambi con gli artisti invitati. Dunque, chi è l’autore delle opere? Che ne è della firma? E di tutte quelle figure del sistema dell’arte che vanno sotto l’etichetta di ‘curatore’, ‘allestitore’, ‘artigiano’? Le esperienze più interessanti di questi ultimi anni vanno esattamente in questa direzione, ovvero tentare di ridefinire ambiti di competenza e modalità operativo-relazionali. E questo è un esempio particolarmente riuscito di sollecitazione del sistema.

Marco Enrico Giacomelli

Nuoro // fino al 3 novembre 2013
Norman McLaren – Animazioni
a cura di Lorenzo Giusti ed Elena Volpato
Braccia #1
a cura di Alessandro Biggio
Laura Pugno – Altri sensi
a cura di Lorenzo Giusti
MAN
Via Satta 27
0784 252110
www.museoman.it

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.