Maggie Cardelús e il suo ombelico

Il punto di vista si abbassa. Il baricentro dell’arte scende nella vita quotidiana ed entra nella sfera femminile. Nella pratica della domesticità. Maggie Cardelús, alla Galleria Kaufmann Repetto di Milano, fino al 19 gennaio ordina una personale alla ricerca di un proprio calendario fenomenico.

Maggie Cardelús - By way of total withdrawl - 2012

Doing life è una personale limpida, una vivisezione apollinea senza alcuno spargimento. Ogni liquido vitale viene infatti incanalato da riscontri affettivi. Da riflessioni e intuizioni disseminate in un raffinatissimo percorso, tra fotografie, installazioni ed esperimenti compositivi, dal baricentro basso. Maggie Cardelús (Alexandria, Virginia, 1962; vive a Milano) sceglie un atteggiamento di ricerca spensierata e immersiva nella pragmatica del quotidiano, spostando letteralmente il punto di vista. Tanto in A mother’s mother’s mother così come in The making of us, l’esperienza del fare trova un’unica linea di orizzonte: l’altezza dell’ombelico dell’artista. Parallelamente, l’utilizzo della fotografia, del proprio album familiare, sottolinea con intensità questo cambio di prospettiva indicizzando ambiti profondamente individualizzati e universalmente condivisi.

Ginevra Bria

Milano // fino al 19 gennaio 2013
Maggie Cardelús – Doing Life
KAUFMANN REPETTO
Via di Porta Tenaglia 7
02 72094331
[email protected]
www.kaufmannrepetto.com

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.