Colate di pittura da siringa. Davenport a Roma

Tutto scorre nelle opere di Ian Davenport, profeta della modernità e maestro del nuovo astrattismo. Cromatismi accesi, materiali innovativi. Alla Galleria Giacomo Guidi di Roma fino al 24 novembre.

Ian Davenport - Reflex - veduta della mostra presso la Galleria Giacomo Guidi, Roma 2012

Linee di colore ripetute logicamente. Tonalità primarie. Uno stile molto vicino alla fotografia. Effetti cromatici dirompenti coinvolgono lo spettatore in un turbinio di emozioni riuscendo a ricreare su un supporto limitato l’idea di infinito. Sintetizzare il colore, riprogrammarlo, dargli ritmo, energia. Come se la gravità lo trascinasse naturalmente verso il basso facendolo colare. E così i flussi cromatici di Ian Davenport (Sidcup, 1966; vive a Londra) scorrono davanti agli occhi in perfetta sintonia. Un approccio intenso, riflessivo, non senza una matrice classica, anche se reinterpretata. Sperimentazioni che puntano anche a un nuovo utilizzo degli strumenti pittorici: non più il pennello ma siringhe per distribuire il colore cercando di controllarne la liquidità sul singolo supporto. Quasi fosse una scrittura. Arte che diventa performance, come nell’opera site specific realizzata nella galleria.

Michele Luca Nero

Roma // fino al 24 novembre 2012
Ian Davenport – Reflex
a cura di Luca Massimo Barbero
GIACOMO GUIDI
Corso Vittorio Emanuele II 282/284
06 68801038 / 393 8059116
[email protected]
www.giacomoguidi.it

 

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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.
  • Zamlap

    E’ il solito astrattismo stupido. Si è ispirato alla deframmentazione di windows? Banalità colorate, morte linee, è la sublimazione artistica freudiana del piacere di defecare, prodotti anali.