La semplice complessità di Ennio Tamburi

Un’approfondita personale permette di studiare il percorso sulla carta di un artista dal fantasioso rigore. Alla Galleria nazionale d’arte moderna, a Roma, fino al 9 settembre.

Ennio Tamburi - tempera su carta tibet - 2005

L’arte di Ennio Tamburi (Jesi, 1936; vive a Roma e Zurigo) si regge tipicamente sulla ricerca e resa di ritmi composti da segni minimi su carta. Quanto ai segni, l’ingombro della tradizione moderna incentrata su varie metafisiche del punto – da Kandinsky in avanti – non deve limitare la vista dell’operazione complessiva di Tamburi, fondamentalmente astorica poiché partecipe di scansioni visive che accompagnano l’espressione umana sin dalle pareti di Lascaux o Catal Huyuk: l’ornamento come relitto, insomma, di una dimensione psichica ormai irraggiungibile razionalmente, ma sempre attingibile dall’arte.

Ennio Tamburi

Quanto alla carta, sontuose trame artigianali di provenienza orientale sono il sostegno ideale per un’operazione semplice e insieme complessa come quella di Tamburi: carte, considerava Junichiro Tanizaki, che somigliano “alle foglie degli alberi”, e per questo assecondano mirabilmente il fluttuare dei segni dell’artista lungo le sue diverse stagioni.

Luca Arnaudo

Roma // fino al 9 settembre 2012
Ennio Tamburi – Semplice. Complesso
a cura di Maria Giuseppina Di Monte
GNAM – GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Viale delle Belle Arti 131
06 322981
www.gnam.beniculturali.it

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Luca Arnaudo
Luca Arnaudo è nato a Cuneo nel 1974, vive a Roma. Ha curato mostre presso istituzioni pubbliche e gallerie private, in Italia e all'estero; da critico d'arte è molto fedele ad Artribune, da scrittore frequenta forme risolutamente poco commerciali, come raccolte di racconti, poesie, prosimetri, ma più di recente si diverte soprattutto con storie illustrate per bambini. In una vita perpendicolare è anche giurista e docente universitario, esperto di cose che qui non interessano.