Scultura viva. Anzi, vivente

Due uomini, un artista. Una monade simmetrica, speculare. Uniti sotto una bandiera, la Union Jack Flag. Simbolo di inclusione, ma anche di imperialismo e… pop culture. La mitica coppia Gilbert & George ad Amburgo, fino al 22 maggio.

Gilbert & George - Up the Wall - 2008

Simboli, simboli ovunque. Come l’onnipresente bandiera inglese, la Union Jack, seconda forse solo alla presenza dei due artisti. Gilbert & George (Gilbert Proesch, San Martino in Badia, Bolzano, 1943; George Passmore, Plymouth, 1942. Vivono a Londra) hanno sempre amato definirsi “sculture viventi” e sono ancora una volta gli indiscussi protagonisti del loro stesso mondo. Su medaglie, stemmi, coccarde, monete, mappe, cornici. Convenzioni istituzionalizzate che contrastano con la deformità, la stranezza, la follia da cui sono state generate.
Così Jack prende vita, si trasforma in paesaggi, dettagli, persone, a volte pure in Dio, come in Jesus Jack. A simboleggiare come la religione, in particolare il Cristianesimo, la Chiesa romana, sia una delle prime convenzioni da smascherare e decostruire. Un tema centrale, racchiuso nella forma stessa delle opere esibite, che evocano le vetrate e i rosoni di una cattedrale. Una cattedrale della modernità e in particolare della loro modernità in cui, come ha affermato Michael Bracewell, “la storia antica diventa fantascienza”.

Gilbert & George - Christian England & Jesus Jack - 2008

Natura e spazi urbani si alternano. In una reminescenza di quella che è l’amenità dei luoghi di origine dei due artisti, le Dolomiti di Gilbert e il Devon di George, in contrapposizione con il pulsante microcosmo di vita moderna che li circonda nell’East End londinese, dove vivono e da cui traggono spunto per i propri lavori. “La nostra arte deve essere il presente, il futuro e il passato”, spiega Gilbert. Quello di cui sono testimoni si ritrova, debitamente “distorto”, sui muri del Deichtorhallen.
Così è per le Jack Freak Pictures, nate dopo la grande retrospettiva che la Tate Modern ha loro dedicato nel 2007. Al Deichtorhallen di Amburgo sono esposte 120 delle 153 fotografie che costituiscono la serie.

Gilbert & George - Salvation Army Dance e Burn - 2008

La mostra era già transitata per sette gallerie europee nel 2009, compresa la Galleria Alfonso Artiaco di Napoli, e ora sta proseguendo il suo tour nei musei pubblici, con il supporto del British Council e con la prossima tappa prevista al Lentos Kunstmuseum di Linz.
Nella stravagante Londra ricreata ad Amburgo si può osservare anche il film With Gilbert+George, che ripercorre la storia artistica e personale di oltre quarant’anni vissuti insieme. A partire dal fatidico incontro del 1967 alla St. Martins School of Art. La storia di una scultura vivente.

Guia Baggi

dal 25 febbraio al 22 maggio 2011
Gilbert & George – Jack Freak Pictures
Deichtorhallen
Deichtorstrasse, 1-2 – 20095 Amburgo
Orario: da martedì a domenica ore 11-18
Ingresso: intero € 9; ridotto € 6
Catalogo Hatje Cantz
Info: tel. +49 040321030; [email protected]; www.deichtorhallen.de

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  • Sono so voi ma sono maglifici i resistibile eccellenti che idee very British intramontabili Gilbert & George, ci stupiscono sempre con la loro Body art , vi consiglio mostra da non perdere . Per non rimanere a bocca aperta nota critica che colori che luci che eleganza by Roberto Scala