Compenso per copia privata: tassa o diritto degli autori?

In base ai principi in materia di diritto d’autore, ogni forma di sfruttamento economico di un’opera dell’ingegno tutelata deve essere autorizzata dall’autore, dal produttore e dagli artisti che interpretano o eseguono l’opera. Ma allora cos’è la “copia privata”?

Dario Franceschini

Con Decreto Ministeriale (MiBACT) del 20/06/2014 è stato aggiornato il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi (cosiddetta copia privata) previsto dalla legge sul diritto d’autore n. 633/41. Tale compenso consiste in un importo fisso da pagare sui supporti audio e video, variabile a seconda che si tratti di supporto analogico o digitale, dedicato o non dedicato, oppure in una percentuale sugli apparecchi idonei alla registrazione.
A livello mediatico si è parlato di una tassa. Tecnicamente, invece, si tratta di un diritto degli autori riconosciuto dalla legge n. 633/41.
In base ai principi in materia di diritto d’autore, ogni forma di sfruttamento economico di un’opera dell’ingegno tutelata deve essere autorizzata dall’autore, dal produttore e dagli artisti che interpretano o eseguono l’opera. Anche la riproduzione rientra fra le utilizzazioni che devono essere autorizzate dai titolari dei diritti. Ci sono, tuttavia, dei casi eccezionali e tassativamente indicati dalla legge in cui è possibile utilizzare un’opera altrui senza chiedere il permesso oppure pagando un equo compenso. Fra le “eccezioni e limitazioni” al diritto d’autore e ai diritti connessi c’è la citazione (riproduzione parziale di opere per fini di critica e discussione, a fini di insegnamento o di ricerca scientifica) e la fotocopia (riproduzione nei limiti del 15% con pagamento di un compenso). Anche la “copia privata” di fonogrammi e videogrammi rientra tra le “eccezioni e limitazioni” al diritto d’autore.
La legge chiarisce che è consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali (art. 71sexies legge n. 633/41). A fronte di una sorta di “rinuncia” al diritto d’autore, la legge riconosce agli autori, ai produttori e agli artisti il diritto a un compenso per tale riproduzione privata. Il compenso deve essere corrisposto alla SIAE, che poi provvede a ripartirlo tra gli aventi diritto sulla base delle ordinanze di ripartizione. L’entità del compenso è determinata con decreto del MiBACT e deve essere aggiornata ogni tre anni. In questo quadro normativo, dunque, si inserisce il Decreto del MiBACT che ha effettuato l’aggiornamento triennale di un diritto degli autori e della filiera dell’industria culturale.
Su un piano diverso, poi, operano le legittime esigenze di trasparenza circa le concrete modalità di gestione di ingenti somme di denaro. Si è parlato, infatti, di 150 milioni di euro all’anno, anche se la cifra non è confermata dalla SIAE.

Raffaella Pellegrino

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #21

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Raffaella Pellegrino
Raffaella Pellegrino è iscritta all'Ordine degli Avvocati di Bologna dal 2003; è esperta in diritto d’autore e proprietà intellettuale e svolge attività di consulenza e assistenza legale, stragiudiziale e giudiziale. Svolge attività di formazione e divulgativa in materia di diritto d’autore e proprietà intellettuale, ed è autrice di articoli in tali materie. Collabora con la redazione del portale di informazione sulla proprietà industriale e intellettuale Marchi e Brevetti Web (Giappichelli Editore). Collabora con la cattedra di Diritto Industriale (Facoltà di Giurisprudenza) e con la cattedra di Diritto e Proprietà Intellettuale (corso di laurea in Cinema Televisione e Produzione Multimediale), presso l’Università degli Studi di Bologna.
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  • Silvano Castiglione

    Infatti il groviglio è stato soltanto mediatico e causato da chi ha interessi nel creare polemica: la copia privata è un diritto degli autori, come da legge

    • asso

      Quale sarebbe la definizione di copia privata oggi il VHS? il dvd?

  • Fabiana Balestri

    Da quello che so, la SIAE si limita a raccogliere e ripartire i soldi, non li incassa, quindi smettiamola di infilarla ovunque come se fosse l’origine dei mali

  • Raffaella Pellegrino

    Sono d’accordo, spesso si parla della SIAE in modo “tecnicamente” non corretto.

    • asso

      Qual’è il modo corretto?

  • asso

    Aldilà del valore della SIAE e del suo direttore generale Ex Mibac a giudizio con Anemone e Balducci per gli appalti del G8 e non volendo fare polemica vi inviterei a documentarvi sulle discussioni relative al diritto d’autore leggendo magari Lessig Lawrence e capendo che la questione non si risolve così facilmente. L’equo compenso è equo solo per SIAE. Il mistro precedente aveva bloccato questa iniziativa adducendo delle altrettanto valide motivazioni.

  • Tasse e sempre tasse , per prima cosa un pittore , deve imparare copiando così matura la dimensione della propria opera ma se la copia diventa un multiplo industriale come l’immagine di Che Guevara allora va pagata. Non possiamo tutti essere dei Mike Kelly, Paul McCharty o Maurizi Cattelani ?