Viaggio al centro del museo

Qual è la differenza “classica” tra un museo e un teatro, dal punto di vista della fruizione? Dentro un museo immersi silenziosamente nella concentrazione davanti alle opere, al teatro rapiti dall’azione, e sospeso il tempo. E il Pecci di Prato prova a sparigliare le carte.

Viaggio al centro del Centro

Il Centro Pecci di Prato prova sfidare le comuni convinzioni e dal 10 maggio ha inaugurato l’iniziativa I Cinque Tesori Nascosti, una serie di appuntamenti settimanali, distribuiti su tutto il territorio regionale in cinque diversi musei toscani, sotto forma di visite guidate non convenzionali.
Si tratta di speciali itinerari didattici, rivolti a tutte le fasce d’utenza, dai bambini agli adulti, passando per le scuole, naturalmente, che si propongono come modalità alternativa ai fruitori per poter vivere la realtà museale diversamente, e renderla più accessibile secondo una formula performativa più dinamica. Attraverso il coinvolgimento e la partecipazione più diretti del pubblico, si tenta di tracciare un percorso di approfondimento più specializzato, che non si limiti a spettacolarizzare le differenti realtà istituzionali.

Compagnia dei Piccoli Principi

I “cinque tesori nascosti” sono il Pecci di Prato, il Museo Stibbert e il Museo Marino Marini di Firenze, il Museo d’Arte per Bambini SMS Santa Maria della Scala di Siena e Museo Archeologico di Artimino, che hanno raccolto la scommessa della Compagnia dei Piccoli Principi, alla “scoperta” del  museo. È il “viaggio” il trait d’union di questa esperienza trasversale, in cui le guide-attori accompagnano i visitatori nell’esplorazione più consapevole e profonda del luogo assegnato all’arte per eccellenza.
Non è la prima volta che il gruppo teatrale si cimenta in un’operazione del genere: già nel 2009 con il progetto Viaggio al centro del Centro, svoltosi al museo pratese, si era sperimentata questa tipologia di percorso guidato, al fine di motivare nuove e diverse possibilità di relazione con il patrimonio del museo e con i linguaggi della contemporaneità. Queste visite-spettacolo si moltiplicheranno, adesso, per 20 repliche per ciascun sito, e rappresenteranno le diverse tappe di un itinerario che comprende i cinque musei toscani e che si concluderà a febbraio 2013.

Sala della cavalcata

Non ci si focalizzerà esclusivamente sull’illustrazione di determinate opere o delle collezioni, seguendone l’evoluzione storica, ma, pur mantenendo un attento rigore scientifico, si interverrà entrando nel cuore del museo, scoprendo le relazioni che si instaurano tra contenitore e contenuto, e tra questi e il destinatario, rivelandone scambi, interferenze, incontri e dissonanze. Insomma, per delineare un intreccio di possibilità linguistiche ed espressive, più fedelmente allineate alle finalità educative del percorso museale.

Serenella Di Marco

www.centropecci.it

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Serenella Di Marco
Serenella Di Marco, palermitana 1982, lavora e vive a Roma, città che ama. Si laurea in storia dell'arte a Palermo, e comincia a interessarsi di arte contemporanea e didattica, a un tempo, quando comincia a lavorare all'interno del settore Educazione del neonato Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia, esperienza che la segna per gli anni a venire. Parallelamente la passione per la scrittura inizia a concretizzarsi in collaborazioni in veste di redattore per Balarm, magazine di aggiornamento culturale di Palermo, per Arskey, per Cronache parlamentari di Sicilia, per cui cura la pagina culturale per qualche tempo, per Exibart International, per approdare ad Artribune di recente. Altra passione, confluita in una pubblicazione, è il fumetto, quello mediorientale in particolare. "Fumetto e animazione in Medio Oriente. Persepolis, Valzer con Bashir e gli altri: i nuovi immaginari grafici dal Maghreb all'Iran", edito da Tunué, esce così a ottobre 2011, tema su cui continua a estendere la ricerca. Al momento è impegnata come operatore didattico in alcuni siti archeologici della capitale e in alcuni musei, tra cui MAXXI, GNAM e Palazzo delle Esposizioni.