Renzo Maggi – Le parole di pietra

Pietrasanta - 23/07/2011 : 19/08/2011

L’aspetto specifico qui preso in rassegna è quello del senso che ancora può assumerel’idea di Bellezza in quanto scolpita.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA LA MERIDIANA
  • Indirizzo: Via Padre Eugenio Barsanti 29 - Pietrasanta - Toscana
  • Quando: dal 23/07/2011 - al 19/08/2011
  • Vernissage: 23/07/2011 ore 19
  • Autori: Renzo Maggi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dalle 18 alle 24, lunedì chiuso

Comunicato stampa

"Il 23 luglio 2011 verrà inaugurata, presso la Galleria - StudioLa Meridiana di Pietrasanta, la mostra di sculture e disegni “RENZO MAGGI– LE PAROLE DI PIETRA - L'inafferrabile della bellezza”. Perl'occasione la Fondazione Henraux, costituita di recente, pubblica con lostesso titolo una specifica monografia sull'artista, a cura di RobertoValcamonici e con testi di Paolo Carli, Giuseppe Cordoni, LodovicoGierut, Angela Lazzaretti e Roberto Valcamonici (Bandecchi & Vivaldi, 2011,20 euro e soltanto 10 euro durante tutto il periodo di esposizione)

Lamonografia e la mostra, prendendo a pretesto la vitalità creativa diPietrasanta nel panorama dell’arte contemporanea, si inseriscono neldibattito, fatto proprio anche dall'edizione in corso della Biennale diVenezia, in merito alle ragioni attuali della Bellezza. L’aspettospecifico qui preso in rassegna è quello del senso che ancora può assumerel’idea di Bellezza in quanto scolpita. Un’ipotesi verificataattraverso l’opera di uno scultore come il versiliese Renzo Maggi (figliodi una tradizione secolare del linguaggio del marmo) che, proprio in virtù diuno straordinario virtuosismo espressivo, ha riscoperto nella purezza di questomateriale nobile il tratto decisivo del suo linguaggio. Mito e marmo nesostanziano infatti la poetica. A partire dall’universo naturale eculturale nel quale egli, in quanto scultore, si è formato ed è cresciuto.

V’è un bello, dunque, che lo scultore avverte preesisterenell’ordine stesso del Cosmo e nei materiali che egli presceglie comesostanza delle sue figure. A fornirgliene la chiave è il classico mito dellaNiobe mutilata dei suoi figli che del marmo sostanzia la stessa genesi. Attraversouna Natura capace di trasmutare nel suo grembo il nero del dolore in candoreassoluto; così come la scultura di Maggi, attraverso la sua raffinatadistillazione formale, non fa che portare a compimento una tale metamorfosi dellutto in luce. Ed elegiaca è sempre la sua risposta, anche rispetto alladimensione più tragica di questo nostro tempo. Attraverso una assai dinamicapoetica del frammento, le sue figure-visioni balenano come catturate sul filodel sogno-mito-ricordo, pervase da un’aura lunare che ne determina lamatrice formale e il sentimento.

Sottili scaglie di statuario purissimo della Cava delle Cervaiole (leultime lacrime della Niobe) danno origine, allora, ai suggestivi“stiacciati” di queste sue Lune. Come se soltanto dinnanziall’amoroso sguardo di Selene l’uomo potesse ritrovare quellagiusta disposizione d’animo che gli consente di tornare a contemplare e ariflettere".