Pittura&Pittura

Fortunago - 24/07/2011 : 18/09/2011

La mostra che tradizionalmente, nei mesi estivi, si tiene nelle sale del palazzo comunale di uno dei borghi più belli d’Italia, presenta il lavoro di due artisti vicini nella scelta di campo espressiva, la Pittura, ma assai diversi in quanto a poetica e linguaggio.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO COMUNALE
  • Indirizzo: piazza Aldo Moro, 1 - Fortunago - Lombardia
  • Quando: dal 24/07/2011 - al 18/09/2011
  • Vernissage: 24/07/2011
  • Autori: Clara Brasca, Pino Jelo
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: sabato e domenica 16.00 – 20.00 fuori orario per appuntamento
  • Telefono: +39 0383875213

Comunicato stampa

PITTURA & PITTURA
La mostra che tradizionalmente, nei mesi estivi, si tiene nelle sale del palazzo comunale di uno dei borghi più belli d’Italia, presenta il lavoro di due artisti vicini nella scelta di campo espressiva, la Pittura, ma assai diversi in quanto a poetica e linguaggio.
Clara Brasca presenta una serie di quadri ad olio su lino, incentrati su un tema costante del suo lavoro: il rapporto tra pittura contemporanea e la storia della pittura; o meglio del dialogo continuo tra passato e presente che esiste nella pittura al di là delle schematiche suddivisioni storiche

La storia della pittura viene qui considerata come simultaneità e compresenza dei vari linguaggi, luogo dove spariscono i "neo" e gli "ismi", dove tutto si può pensare liberamente per scrivere nuovi capitoli della pittura attingendo alla sua immensa complessità storica. Il quadrato nero, i fiori pop, le astratte geometrie... non sono da considerare come omaggi o citazioni, non sono nemmeno cover, bensì divengono frammenti di un linguaggio più vasto ed articolato; sono idee acquisite al pari della prospettiva o della teoria delle ombre; sono la rappresentazione dello spazio contemporaneo che noi abitiamo. Non si tratta dunque di rifare un capolavoro alla maniera di un De Chirico o di Picasso, ma di appropiarsene alla luce del proprio vissuto, della cultura, delle emozioni . In un epoca in cui tutto è stato già detto, scritto, dipinto, i margini d'azione per il nuovo (soprattutto in pittura) sono minimi e solo muovendosi liberamente nella storia, raccogliendo e ricomponendo frammenti del passato si aprono nuovi e possibili territori da esplorare. In arte, la storia è un eterno presente.
Pino Jelo ritiene la pratica della Pittura una straordinaria esperienza intellettuale, paradigmatica di un sistema complesso. Partire da un punto e via via costruire forme fatte di segni e di campiture dai contorni sfocati, continuamente alla ricerca di relazioni con altre forme, altri segni e altri contorni. Anche i tentativi di strutturare la composizione vengono messi in discussione dalla vibrazione di luminosità che pervade il tutto. Lo stupore e la meraviglia di svelare forme nuove in giochi di luci e ombre che appaiono improvvise, inaspettate nella loro reale e concreta visione ma lungamente attese e ricercate. Tutto si avvera e diviene nel fare pittura, attività che richiede competenze nell’uso di tecniche e materiali, ma soprattutto un colto e sapiente esercizio della percezione.
Il senso profondo della parola percezione è quello di conoscere e capire con i sensi. Capire con i sensi, percepire dunque è cogliere l’insieme e le sue molteplici relazioni tra le parti allo stesso tempo, diversamente dalla scomposizione in singoli elementi tipica della logica razionale. Restituire le vibrazioni del cambiamento, delle mutazioni formali svelati nella leggerezza dell’attimo della trasformazione. Questo il senso profondo della pittura di Jelo, di una ricerca pittorica che fa sua la dimensione intellettuale ed estetica delle infinite relazioni dei sistemi complessi.