Paolo Maggis

Napoli - 29/09/2011 : 10/11/2011

Alcune persone cambiano la vita delle persone, alcuni quadri rappresentano passaggi fondamentali nella vita di un artista: è la visione di Paolo Maggis, l’artista che con Small Town Boy è attualmente nel Padiglione Italiano della 54º Biennale di Venezia per la Regione Lombardia e che per la prima volta, da quando ha cominciato a dipingere, mette insieme i suoi lavori più “forti” degli ultimi 10 anni in un unico catalogo dal titolo "Paolo Maggis" e in un’unica mostra personale a Napoli.

Informazioni

Comunicato stampa

La galleria the Apartment contemporary art è lieta di annunciare la prima personale a Napoli di Paolo Maggis, in concomitanza con la presentazione ufficiale del libro "Paolo Maggis" di Carlo Cambi Editore sui 10 anni di lavoro (2000-2010).



La mostra è a cura di Claudia Cosmo, giovane curatrice indipendente tedesca, di origini napoletane, che conduce con successo il programma radiofonico di arte e cultura presso la radio 1 Live di Colonia, Germania.



I Testi critici in catalogo sono in lingua originale : spagnolo, tedesco, italiano, con traduzioni in inglese



Autori dei testi: Claudia Cosmo, curatrice della mostra, Marco Meneguzzo, Critico, Curatore e Docente di Storia dell'Arte Contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Luca Doninelli , scrittore italiano, Aurelio Picca, scrittore e poeta italiano, e con un’intervista di Eleonor Solano, intervistatrice e giornalista del Barcelona Work Box-Barcelona.



Durante la presentazione del libro è prevista una lettura pubblica di Aurelio Picca: il noto romanziere, già vincitore del premio Alberto Moravia e Grinzane Cavour, attualmente in libreria con la “Fortuna è nostra” di Rizzoli, leggerà il Testo “Sarà Alì”, scritto per il catalogo di Paolo Maggis.





Alcune persone cambiano la vita delle persone, alcuni quadri rappresentano passaggi fondamentali nella vita di un artista: è la visione di Paolo Maggis, l’artista che con Small Town Boy è attualmente nel Padiglione Italiano della 54º Biennale di Venezia per la Regione Lombardia e che per la prima volta, da quando ha cominciato a dipingere, mette insieme i suoi lavori più “forti” degli ultimi 10 anni in un unico catalogo dal titolo "Paolo Maggis" e in un’unica mostra personale a Napoli, che inaugura il 29 settembre nella galleria the Apartment.

Opere “forti” perché rappresentano fasi di cambiamento e presa di coscienza, sia stilistica che umana; opere della lotta e dell’equilibrio, opere dove pittura e vita, immagine e linguaggio, vita e morte, si intersecano senza più distinzione.



“Sono i quadri che più di tutti mi hanno fatto fare dei passi in avanti, rappresentano dei passaggi, anche duri, che mi hanno cambiato la vita e il modo di fare arte”, spiega l’artista.



Milanese e poco più che trentenne, Paolo Maggis è già riconosciuto tra i maggiori talenti artistici europei. Ha esposto in diverse gallerie e musei di tutto il mondo, a partire da Berlino e Barcellona, due città diversissime in cui rispettivamente ha vissuto e vive attualmente. I suoi lavori sono stati in mostra in spazi pubblici e gallerie private in Italia, Spagna, Germania, Stati Uniti, China, Corea.



La personale di Paolo Maggis che passa in rassegna tutto il suo percorso stilistico e umano degli ultimi 10 anni sarà a Napoli, nella galleria the Apartment: tante le opere in esposizione che ritraggono i mille volti del genere umano, con le sue mille contraddizioni e sfaccettature, umanità tutta che l’artista dimostra di conoscere a fondo e di cui non poterne fare a meno.



In “Epilogue” il volto di un adulto è accarezzato da due mani paterne, quasi a voler compiere un atto di battesimo, di protezione, di un adulto verso un altro adulto; in “About a dream” vi è il desiderio incompiuto di un uomo che guarda il mare al di là di un cancello; in “Bath” vi sono due uomini in un bagno turco simile ad un altare sacrificale; nei ritratti e nelle tante opere in mostra luci ed ombre si accavallano in una sinfonia che è vita e morte allo stesso tempo. L’inquietudine, il lato oscuro del genere umano, è sfumato, spennellato, sovrapposto, energico, incontrastato. Netto. Il nero non cela più la sua malinconia, la tristezza e la fragilità escono allo scoperto, il disadattamento, la vergogna , sono visibili sotto la luce. Perché il tutto è tutto, anche il brutto.



Una particolare attenzione merita l’installazione “Birth”, una sequenza di nove quadri che rappresentano la nascita di una piccola vita, dove l’utero materno è in realtà un cosmo, un cielo. L’idea dell’artista, che potrebbe definirsi anti-abortiva, è che ogni nuovo essere può cambiare il mondo, renderci migliori, diventare una stella, sia che si tratti di grandi poeti o musicisti che hanno fatto la storia , che di persone comuni. Ogni vita nasce dall’universo e noi , così piccoli, non siamo nessuno per poter fermare la grandezza di una stella.

Per “Birth”, inoltre, lo scrittore Aurelio Picca ha scritto un testo che leggerà a Napoli in esclusiva, durante la presentazione del catalogo : “(…)E perfetti si crea quando ci si smemora che il mondo dipinto libererà il catrame delle tenebre in agguato attorno. Dunque, Lucifero non passerà se lo strappetto di colore fa mulinare il nero e esso stesso navigherà e sguazzerà nello spazio della pancia come la terra, le lancette degli orologi, le ruote delle supercar. Proprio identico il tracciare ellissi e mulinare degli astri che lo spermatozoo è quasi pulcino e poi coniglio che non c’è tempo per capire come il vomitarello di colore al centro è già uomo(…)”.



La tecnica utilizzata da Paolo Maggis é quasi sempre olio su tela, ad eccezione di “Birth” , che é olio e resina su tavola. A livellotecnico-pittorico i quadri non nascono piú dalla giustapposizione di colore , bensí dalla stratificazione di vari "livelli" che tendono ad una lettura orizzontale.



“Il mio tentativo é di sintetizzare immagine e linguaggio in una forma di equilibrio instabile dove nessuno dei due livelli prevalga e lo sguardo passi dal soggetto alla pittura costantemente. L'altro elemento checerco di evidenziare é la circolazione di energia e movimento in una sorta di indefinitezza dell'immagine. Questo tipo di sintassi è il prodotto di dieci anni di ricerca e di lotta continua tra questi due elementi, forma e contenuto”, spiega Paolo Maggis.



Per la curatrice della mostra, Claudia Cosmo: "L'avventura visiva inizia quando si riesce a separare la pelle del soggetto e dello stato d'animo dalla pelle della pittura e della materia. Paolo Maggis vuole spezzare la catena che ci vincola ad un approccio percettivo strettamente figurativo, per andare oltre e farci entrare nell'essenza della pittura”. “La realtà delle azioni quotidiane e delle certezze-continua- si dissolve nella luce scintillante della bellezza compositiva della pittura. Paolo Maggis rivela una realtà diversa dalla pura forma. La bellezza si mostra attraverso l'astrattezza della pittura superando così lo spettatore e sfuggendo i limiti della materia e del soggetto."