Pablo Volta – Omaggio

Nuoro - 27/08/2011 : 27/09/2011

Le sue immagini, donate qualche anno fa all’Istituto Superiore Regionale Etnografico, costituiscono una straordinaria rappresentazione della Barbagia e della Sardegna negli anni che precedettero la grande trasformazione economica e sociale degli anni Sessanta del Novecento.

Informazioni

Comunicato stampa

MAGGIO A PABLO VOLTA
(Buenos Aires, 1926 – San Sperate, 2011)

Dal 27 agosto al 27 Settembre 2011


Sabato 27 agosto, alle ore 19,00, presso lo spazio TRIBU in Piazza di Santa Maria della Neve a Nuoro, sarà inaugurata la mostra fotografica “OMAGGIO A PABLO VOLTA” realizzata dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna in collaborazione con il Comune di Nuoro

La mostra resterà aperta fino al 27 Settembre 2011
orario: 10 – 13 / 16,30 – 20,30 / Chiuso il lunedì
Ingresso gratuito



Pablo Volta, il fotografo e documentarista di origini argentine, che nel 1957 realizzò il primo reportage sulle maschere di Mamoiada, si è spento il giorno 28 dello scorso mese di luglio.

Le sue immagini, donate qualche anno fa all’Istituto Superiore Regionale Etnografico, costituiscono una straordinaria rappresentazione della Barbagia e della Sardegna negli anni che precedettero la grande trasformazione economica e sociale degli anni Sessanta del Novecento.

Pablo Volta giunse in Sardegna nel dicembre del 1954 per eseguire una serie di fotografie a Orgosolo, in vista di una nuova edizione, illustrata, dell’lnchiesta su Orgosolo di Franco Cagnetta, già pubblicata con grande risonanza sulla rivista Nuovi Argomenti. Appena ventottenne si trovò improvvisamente immerso in un mondo del tutto sconosciuto rimanendone profondamente colpito.

Volta ritornò in Barbagia anche negli anni immediatamente successivi. Nel 1957, tra l’altro, su suggerimento di Cagnetta, si recò a Mamoiada, dove realizzò il reportage sui mamuthones e issohadores.

Alcune delle immagini realizzate a Orgosolo e a Mamoiada sarebbero state pubblicate nella traduzione in francese dell’Inchiesta su Orgosolo di Cagnetta, edita nel 1963 da Buchet-Chastel con il titolo Bandits d’Orgosolo.

Altre tappe, della sua attività riguardarono Nuoro, Desulo Laconi e l’Ogliastra.

Questo omaggio presenta la gran parte delle fotografie esposte nella mostra che l’Istituto gli dedicò nel 2007, insieme a una serie di ulteriori documenti e oggetti personali, quali le macchine fotografiche, generosamente donati da Ornella Volta subito dopo la scomparsa di Pablo.

La mostra ripropone anche la proiezione del documentario di Giovanni Columbu Ritratto di Pablo Volta (2004).



Nota biografica
1926 Nasce a Buenos Aires da padre toscano, giornalista e collezionista rinomato, e madre argentina, di origine friulana.
1932-44 Dopo il trasferimento della famiglia in Italia, compie i suoi studi a Roma, Torino, Lucca e Viareggio.
1944-45 Durante la guerra, raggiunge i partigiani sulle Alpi Apuane e partecipa con loro alla liberazione di Modena.
1949 A Berlino, segue un corso di Elementary Photography, organizzato dall’esercito di occupazione americano.
1950-52 A Roma, partecipa, come operatore, al documentario Canto d’estate di Stefano Ubezio, e, come assistente volontario, ai film Due soldi di speranza di Renato Castellani, e Lo Sceicco bianco di Federico Fellini.
Inizia un’intensa collaborazione con il settimanale Il Mondo.
1954 Compie il primo viaggio in Barbagia, sulle tracce dell’Inchiesta su Orgosolo di Franco Cagnetta, pubblicata sulla rivista Nuovi Argomenti di Alberto Moravia.
1957 Fotografa il Carnevale di Mamoiada.
Si stabilisce a Parigi dove fotograferà un gran numero di scrittori ed artisti tra i più rappresentativi del XX secolo.
1959 Su richiesta di André Breton, illustra il manifesto e la copertina del catalogo dell’Exposition internationale du Surréalisme, allestita alla galleria Daniel Cordier di Parigi.
1960 Realizza due documentari per la RAI-TV: uno sugli anarchici parigini alla fine dell’Ottocento, e l’altro sulle trasformazioni urbanistiche operate a Parigi, nel Secondo Impero, dal barone Haussmann.
1963 Collabora come insegnante volontario al Centro audiovisivo per l’educazione popolare, nell’Algeria appena uscita dall’esperienza coloniale.
1966 Partecipa come giornalista al programma Cinq Colonnes à la une della televisione francese con una serie di trasmissioni sulla Sardegna.
È assunto all’ufficio di corrispondenza dalla RAI-TV di Parigi.
1977 Ritorna in Sardegna dove scopre il fenomeno del muralismo. Le sue fotografie figureranno in una grande mostra sull’arte muraria nel mondo, a Caen, in Normandia, nel 1981.
1978 Prima esposizione del suo lavoro nel quadro della mostra Appunti per una storia del fotogiornalismo in Italia, organizzata a Milano dalla galleria Il Diaframma, che negli anni seguenti girerà l’Italia.
1987 Si stabilisce nel “paese museo” di San Sperate, in provincia di Cagliari.
2007 A Nuoro, nei locali dell’ex tribunale, ora TRIBU, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico organizza la grande esposizione Pablo Volta. La Sardegna come L’Odissea. Catalogo Ilisso con testi di Tatiana Agliani e Uliano Lucas.
2008 A Villasor viene aperta la mostra di immagini digitali Demolizione Z organizzata dalla compagnia teatrale Fueddu e Gestu in collaborazione con Su Palatu e il Comune di Villasor. Catalogo Soter.
2009 A Villanova Monteleone, negli spazi espositivi di Su Palatu, si tiene la mostra Zucchero amaro con immagini in digitale.
2011. A San Sperate, nell’ambito del Campidano Film Festival viene allestita la Mostra Flash Back. Storia del cinema per immagini, trenta fotografie inedite sui protagonisti del cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta.
2011, (28 luglio) Pablo Volta muore a Cagliari. Riposa nel cimitero di San Sperate.