Mimmo Centonze – Capannoni nel capannone

Matera - 18/10/2013 : 08/12/2013

La mostra è curata dal Soprintendente Marta Ragozzino e presenta una rigorosa selezione di opere dell'artista dedicata esclusivamente al suo tema per eccellenza: i Capannoni.

Informazioni

Comunicato stampa

Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Storici ed Artistici della Basilicata e realizzata in collaborazione con un modulo didattico della Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi della Basilicata, la mostra è curata dal Soprintendente Marta Ragozzino e presenta una rigorosa selezione di opere dell'artista dedicata esclusivamente al suo tema per eccellenza: i Capannoni.



Dopo lo straordinario successo ottenuto dalla mostra personale di Mimmo Centonze ospitata dal Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2012, curata da Vittorio Sgarbi in collaborazione con la Fondazione Roma presieduta dal Prof. Emmanuele F. M

Emanuele, dove è stata presentata una rigorosa selezione di oltre quaranta opere dell'artista a partire dagli intensi ritratti e dalle maestose figure fino ad arrivare ai grandi spazi luminosi dei capannoni realizzate negli ultimi dieci anni del suo energico percorso artistico, la mostra "Capannoni nel capannone" si concentra invece sulle opere dell'artista ispirate al tema dei capannoni, sorprendenti e mistiche intuizioni luminose che protendono al divino.



La mostra di Matera propone dipinti provenienti da collezioni italiane pubbliche e private - tra cui alcune opere prestate per la prima volta dal Museo della Follia inaugurato dalla Fondazione Sgarbi nell'agosto 2012 a Matera - che tracciano gli ultimi sei anni di sviluppo del tema dedicato ai capannoni industriali, soggetto comparso per la prima volta nelle opere dell'artista a partire dal 2008. Lavori che rivelano la straordinaria qualità della pittura di Centonze, ricercata con costanza e tenacia nel corso di ormai vent’anni di attività attraverso lo studio dei più autorevoli trattati di pittura, facendo riferimento alle opere di importanti maestri del passato, da Tiziano, Tintoretto, Rembrandt, Hals, Velazquez, Van Dyck, Constable, fino a Giorgio De Chirico e Lucian Freud.



La mostra "Capannoni nel capannone" è realizzata in collaborazione con la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi della Basilicata che, nell'anno accademico 2012-2013, ha istituito all'interno del corso di Fenomenologia dell'Architettura del Professor Armando Sichenze un modulo di Arte Contemporanea completamente dedicato all'analisi delle opere e dell'attività dell'artista Mimmo Centonze. Al modulo, tenuto dal Soprintendente Marta Ragozzino e volto alla definizione del progetto espositivo della mostra, hanno preso parte venti studenti iscritti alla Facoltà di Architettura.



Una rilevante esposizione monografica suddivisa, per la prima volta nella storia della città di Matera, in due contrapposte sedi espositive. La prima sezione della mostra sarà visitabile in una sala del Museo di Palazzo Lanfranchi e raccoglierà una selezione dei primissimi lavori del 2008, di piccole e medie dimensioni: raffinati dipinti di interni industriali bagnati da una luce seicentesca dal sapore quasi fiammingo, caratterizzati da una rappresentazione realistica impostata su delicati toni di grigio. Una mostra intima, 'da camera', in confronto a quella di impostazione più grandiosa e 'sinfonica' presentata nella seconda sede della mostra, il Laboratorio di Restauro, l'imponente capannone di restauro della Soprintendenza progettato dall'architetto Vincenzo Baldoni, ubicato nella zona industriale della città proprio a pochi passi dallo studio dell'artista nel quale hanno preso vita i dipinti sui capannoni. Da qui il tema della mostra, "Capannoni nel capannone". In questa sede, una sorta di cattedrale post-industriale a tre navate dove i capannoni dipinti dall'artista verranno finalmente 'restituiti' al luogo ideale dove sono nati, saranno presentati i grandi teleri dedicati al tema dei capannoni, di impatto drammatico e dalla stesura inquieta e densa di tensione, che disorientano e attraggono il visitatore come la luce sul fondo di una caverna. Opere di grandi dimensioni e dalla forte intensità emotiva che chiudono l’appassionante esposizione.



Una mostra dall'originale allestimento, dunque, capace di fornire al grande pubblico un approccio significativo e ancora più intimo all'affascinante percorso artistico di Mimmo Centonze ispirato al tema dei capannoni.



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Nel giro di pochissimi anni la fama di Mimmo Centonze è cresciuta esponenzialmente. Nato a Matera il 10 giugno 1979, a soli 14 anni comincia a riprodurre con notevole rigore alcune opere dei grandi maestri del passato e, curioso di carpirne i segreti tecnici e teorici, si immerge nello studio dei più autorevoli Trattati di Pittura e nell’osservazione diretta delle opere nei più importanti Musei a Roma, Firenze, Venezia, ma anche a Londra, Parigi, Amsterdam e New York. Si dedica inoltre all’incisione calcografica e all’approfondimento del disegno e della pittura “dal vero”, soprattutto dello studio della figura umana, sviluppando anche un forte interesse per il ritratto.



Le sue opere sono state esposte nei seguenti musei ed istituzioni pubbliche: al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Museo della Follia a Matera, alla Biennale di Venezia, al Palazzo Reale di Torino, al Museo di Arte Contemporanea di Lissone, al Museo Centrale Montemartini di Roma, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, al Museo della Mafia di Salemi, al Museo della Permanente e al PAC - Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, al MUMI - Museo Michetti di Francavilla al Mare.



Nel 2009 la prima mostra personale “Mimmo Centonze. Lo spazio e il nulla”, ideata e curata da Vittorio Sgarbi con testi di Oliviero Toscani e Marco Vallora negli spazi della Galleria Il Mappamondo di Milano.



Nel 2010 gli viene assegnato il “Premio Speciale Fondazione Roma”, importante riconoscimento che viene attribuito ad un artista particolarmente significativo a giudizio insindacabile della Fondazione Roma e del suo Presidente, il Prof. Emmanuele F.M. Emanuele.



Nel 2010 realizza il celebre ritratto del boss mafioso Totò Riina, conservato nel Museo della Mafia di Salemi in Sicilia e inaugurato nel maggio dello stesso anno dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.



Nel 2011 espone alla LIV Edizione della Biennale di Venezia nel Museo della Mafia all’interno del Padiglione Italia dell’Arsenale a Venezia.



Nel 2012 il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica una rigorosa esposizione monografica all’artista.