Lucia Vera Coccaro – Gli amanti

Roma - 04/06/2011 : 31/07/2011

Personale di fotografia e ambientazione site specific. Testo di Barbara Martusciello.

Informazioni

  • Luogo: THE DEEP
  • Indirizzo: Via di San Calisto 9 – Roma - Roma - Lazio
  • Quando: dal 04/06/2011 - al 31/07/2011
  • Vernissage: 04/06/2011 ore 18-24
  • Autori: Lucia Vera Coccaro
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: dal martedì al giovedì, h 14 – 22, venerdì e sabato h 14 – 24, chiuso domenica e lunedì.
  • Email: barbara.martusciello@gmail.com

Comunicato stampa

Lucia Vera Coccaro è una giovane ma già edotta fotografa venezuelana (Caracas, 1982) che si è formata all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, città a lei molto cara, e studiando a Roma Fotografia. Come scrive il critico Barbara Martusciello, essa “dimostra un interesse per il paesaggio e il reportage che sa restituire rivelando debiti consapevoli nei confronti del Pittorialismo e della successiva composizione straight di storica memoria”. Ma è soprattutto attratta “da quanto avviene sotto la superficie del visibile”

Infatti, “scava alla ricerca del nervo scoperto della società e di quel lato oscuro del quale è capace di cogliere l’intima fragilità, la sconcertante dolcezza e la dolorosa malinconia. Dove il desiderio e la necessità di essere e di vivere si palesano nascondendosi dalla luce e dal quotidiano ritagliandosi spazi di libertà. Come avviene al Gender, locale romano che da 12 anni fa conoscere la cultura transgender - o meglio nogender - e noto per avere spazi dark ove gli avventori possono ritirarsi per conoscersi e praticare sesso. Lucia Vera, quindi, in accordo con il patron del club, Klaus Mondrian, molto conosciuto anche nel mondo dell’arte contemporanea, è entrata in questo tempio inconfessato e ha scattato moltissime foto con il suo sguardo indagatore mai severo, empatico, che è riuscito a dare una documentazione e un affresco d’umanità coloratissimo, di forte caratterizzazione pittorica. Tra clienti occasionali e assidui, semplici curiosi e quanti lavorano nel locale, le categorie di frequentazione del Gender si dilatano senza avere mai limiti invalicabili come sembra non ne abbiano le queer fotografate”.



Al The Deep sono esposte una quarantina di immagini realizzate con tecnica mista tutte scattate in posa B con pellicole scadute, senza flash e senza cavalletto, stampate su supporti misti: i ritratti su carta fotografica, gli zoom della stanza principale su carta fotografica stesa su pannelli rigidi di metallo e quelli della suite del peccato su alluminio. “La scelta dei supporti non è un vezzo ma corrisponde all’atmosfera che in ognuno degli specifici ambienti del Gender Lucia Vera Coccaro ha captato e che ha voluto riportare: è palese, per esempio, quanto la carta, per quanto fotografica, rimandi a un’idea di calore e come, al contrario, l’alluminio sia un supporto rigido e freddo e richiami il gelo e il distacco...”.



In mostra anche circa 18 foto di dimensioni 15 x 20 scansionate nude e crude, persino con i numeri di avanzamento della pellicola e stampate su plexiglass trasparente che quindi, per essere viste, avranno bisogno del controluce, come fossero delle diapositive.



“Per condividere con il pubblico la situazione più complessa e stratificata del Gender filtrata dai suoi occhi e dalla sua sensibilità, le sue fotografie non potevano, in questo caso, bastare. Ecco, quindi, da quale esigenza nasce la ricostruzione ad hoc di una dark room in un’installazione site specific con le poltrone originali del locale dove ci si potrà sedere ed ascoltare con delle cuffie (attraverso un sound design curato da Maurizio Bergmann) ciò che solitamente si sente dentro lo spazio privè.



Le persone che trasgrediscono al comportamento previsto dal ruolo del loro genere sessuale sono, al Gender, esattamente quello che sono, fuori dai ruoli imposti dalla società. Lucia Vera non fa altro che indicarci qualcosa di loro e gli accadimenti ad esse connessi, in cui sono spettatori e il più delle volte protagoniste, dandoci anche i loro spazi vuoti abitati in cerca di quella particolare compagnia. Se ne deduce quel lato contraddittorio e incoerente di quanti cambiano le regole del gioco e le carte in tavola una volta usciti dall’ordinario ed entrati nella notte e si celebra la solitudine che trova una casa, anche solo occasionale, per farsi emozione”. Raccontata con lucidità, rispetto e partecipazione riservata ma allo stesso tempo empatica.