Hayastan-Veraznut

Venezia - 08/09/2011 : 15/10/2011

La mostra nasce con l’intento di approfondire e comunicare la storia della popolazione armena, vittima del duplice genocidio, avvenuto nel 1894 e nel 1915, e costretta alla diaspora dalla propria terra natia. La drammaticità delle vicende armene è tutt’oggi poco ricordata, conosciuta e riconosciuta come tale, generando per le vittime del massacro e per i loro discendenti un’ulteriore ingiustizia storica.

Informazioni

Comunicato stampa

HAYASTAN - VERAZNUT nasce con l’intento di approfondire e comunicare la storia della popolazione armena, vittima del duplice genocidio, avvenuto nel 1894 e nel 1915, e costretta alla diaspora dalla propria terra natia. La drammaticità delle vicende armene è tutt’oggi poco ricordata, conosciuta e riconosciuta come tale, generando per le vittime del massacro e per i loro discendenti un’ulteriore ingiustizia storica.
Gli artisti invitati sono accomunati da una costante ricerca su questioni sociali e culturali che, in contesti e livelli di osservazione differenti, giungono ad indagare l’animo umano e il suo quotidiano

Attraverso un dialogo fecondo, e attraverso media espressivi differenti che vanno dalla video installazione alla pittura, Lello Lopez e Antonello Matarazzo rendono omaggio al popolo armeno, attraverso la rielaborazione artistica di storie personali e collettive.


Lello Lopez presenta Hayastan (2009-2011), un’installazione che indaga la realtà di un popolo che rinasce con forza e determinazione anche se sradicato dalle proprie origini: radici mai dimenticate che lentamente sbiadiscono attraverso le generazioni in flashback rievocativi. Una finale meditazione unificatrice indaga in maniera più ampia gli elementi comuni ad ogni conflitto. Un magistrale Stabat Mater di sottofondo ci ricorda, attraverso ripetizioni ossessive, che ogni uomo, sia esso vittima o carnefice, ha una madre misericordiosa , pronta a piangere il proprio figlio, o le sue azioni.


Antonello Matarazzo presenta la video installazione VeraZnunt (La rinascita) (2008-2011), il lavoro è frutto di uno studio d’archivio su testimonianze, testi e documenti che affrontano la questione del genocidio armeno. Con una forte valenza espressiva ed evocativa, l’artista narra le violenze subite da una famiglia armena, a partire dai racconti di Pascual Avedìs Abramian. L’opera vuole dar voce alla rinascita di un popolo segnato nella propria identità collettiva e nelle intimità familiari. Nel video la voce in primo piano si fonde con il canto liturgico armeno della “Congregazione Mekhitarista” di Venezia, come a sottolinearne l’intima sacralità.


Lello Lopez, il suo lavoro si fonda su un vissuto fatto di contatti con persone che fanno parte della sua realtà, frequentandola con cadenza quotidiana. Si stabiliscono così relazioni che sono esperienza concreta di un mondo concreto. Queste interazioni si manifestano attraverso l’installazione multimediale che è il mezzo di comunicazione scelto affinché l’esperienza-verità sia riproposta.

Antonello Matarazzo, pittore, regista e video artista, dal 1990 è impegnato nella ricerca nel campo delle arti visive. Il suo lavoro si colloca nella più recente tendenza denominata "Medialismo", intesa come integrazione dei vari media (fotografia, pittura, video ecc.). Il baricentro e trait d'union tra pittura, video e video installazioni è costituito dalla marcata inclinazione nell’approfondimento degli aspetti introspettivi e antropologici dell’umano.
HAYASTAN - VERAZNUT nasce con l’intento di approfondire e comunicare la storia della popolazione armena, vittima del duplice genocidio, avvenuto nel 1894 e nel 1915, e costretta alla diaspora dalla propria terra natia. La drammaticità delle vicende armene è tutt’oggi poco ricordata, conosciuta e riconosciuta come tale, generando per le vittime del massacro e per i loro discendenti un’ulteriore ingiustizia storica.
Gli artisti invitati sono accomunati da una costante ricerca su questioni sociali e culturali che, in contesti e livelli di osservazione differenti, giungono ad indagare l’animo umano e il suo quotidiano. Attraverso un dialogo fecondo, e attraverso media espressivi differenti che vanno dalla video installazione alla pittura, Lello Lopez e Antonello Matarazzo rendono omaggio al popolo armeno, attraverso la rielaborazione artistica di storie personali e collettive.


Lello Lopez presenta Hayastan (2009-2011), un’installazione che indaga la realtà di un popolo che rinasce con forza e determinazione anche se sradicato dalle proprie origini: radici mai dimenticate che lentamente sbiadiscono attraverso le generazioni in flashback rievocativi. Una finale meditazione unificatrice indaga in maniera più ampia gli elementi comuni ad ogni conflitto. Un magistrale Stabat Mater di sottofondo ci ricorda, attraverso ripetizioni ossessive, che ogni uomo, sia esso vittima o carnefice, ha una madre misericordiosa , pronta a piangere il proprio figlio, o le sue azioni.


Antonello Matarazzo presenta la video installazione VeraZnunt (La rinascita) (2008-2011), il lavoro è frutto di uno studio d’archivio su testimonianze, testi e documenti che affrontano la questione del genocidio armeno. Con una forte valenza espressiva ed evocativa, l’artista narra le violenze subite da una famiglia armena, a partire dai racconti di Pascual Avedìs Abramian. L’opera vuole dar voce alla rinascita di un popolo segnato nella propria identità collettiva e nelle intimità familiari. Nel video la voce in primo piano si fonde con il canto liturgico armeno della “Congregazione Mekhitarista” di Venezia, come a sottolinearne l’intima sacralità.


Lello Lopez, il suo lavoro si fonda su un vissuto fatto di contatti con persone che fanno parte della sua realtà, frequentandola con cadenza quotidiana. Si stabiliscono così relazioni che sono esperienza concreta di un mondo concreto. Queste interazioni si manifestano attraverso l’installazione multimediale che è il mezzo di comunicazione scelto affinché l’esperienza-verità sia riproposta.

Antonello Matarazzo, pittore, regista e video artista, dal 1990 è impegnato nella ricerca nel campo delle arti visive. Il suo lavoro si colloca nella più recente tendenza denominata "Medialismo", intesa come integrazione dei vari media (fotografia, pittura, video ecc.). Il baricentro e trait d'union tra pittura, video e video installazioni è costituito dalla marcata inclinazione nell’approfondimento degli aspetti introspettivi e antropologici dell’umano.