Guttuso e gli amici di Corrente

Seravezza - 01/07/2011 : 11/09/2011

Il percorso espositivo è composto da oltre 70 opere che abbracciano l’intera vita artistica di Guttuso: da gli anni Trenta ai Settanta. Dipinti e lavori grafici, alcuni dei quali riproposti all’attenzione del pubblico e della critica dopo anni di oblio. Per meglio comprendere i rapporti e le tematiche culturali, politiche e sociali, che hanno visto coinvolto l’artista nel suo lungo e infaticabile percorso, una parte cospicua della mostra è dedicata ai suoi amici artisti più cari, appunto, quelli del gruppo di “Corrente”.

Informazioni

Comunicato stampa

Da venerdì 1 luglio - vernissage alle ore 18 – fino all’11 settembre 2011, le sale del Palazzo Mediceo di Seravezza (Lu), in Versilia, ospitano la mostra “Guttuso e gli amici di Corrente”, curata da Enrico Dei e organizzata dalla Fondazione Terre Medicee e dal Comune di Seravezza. Il percorso espositivo è composto da oltre 70 opere che abbracciano l’intera vita artistica di Guttuso: da gli anni Trenta ai Settanta. Dipinti e lavori grafici, alcuni dei quali riproposti all’attenzione del pubblico e della critica dopo anni di oblio

Per meglio comprendere i rapporti e le tematiche culturali, politiche e sociali, che hanno visto coinvolto l’artista nel suo lungo e infaticabile percorso, una parte cospicua della mostra è dedicata ai suoi amici artisti più cari, appunto, quelli del gruppo di “Corrente”: (Treccani – Birolli – Sassu – Migneco – Morlotti, tra gli altri), con i quali Guttuso aveva instaurato un sodalizio fortissimo. L’esposizione è corredata da un ricco catalogo con testi critici che analizzano il percorso dell’artista nell’arco di mezzo secolo evidenziandone il ruolo di straordinario testimone del nostro tempo, in grado di rappresentare con le sue opere la complessità della condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni. In mostra anche un dipinto di Guttuso fino adesso mai esposto ( Pianta, 1980), e sul catalogo sono riportate una serie di lettere inedite tra l’artista e il critico d’arte Roberto Longhi.