Gianluca Marinelli – Bazarov

Milano - 22/11/2017 : 31/12/2017

Il progetto espositivo prende spunto dal protagonista del romanzo ‘Padri e Figli (1862)’ di Ivan Sergeevič Turgenev (1818-1883) e riflette su vicende della società contemporanea.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA MONOPOLI
  • Indirizzo: Via Giovanni Ventura 6 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 22/11/2017 - al 31/12/2017
  • Vernissage: 22/11/2017 ore 18,30
  • Autori: Gianluca Marinelli
  • Curatori: Andrea Fiore
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: ore 14-19

Comunicato stampa

La Galleria Monopoli è lieta di presentare Bazarov, una mostra personale di Gianluca Marinelli (Taranto, 1983) a cura di Andrea Fiore. Il progetto espositivo prende spunto dal protagonista del romanzo ‘Padri e Figli (1862)’ di Ivan Sergeevič Turgenev (1818-1883) e riflette su vicende della società contemporanea.
Evgeny Bazarov è un giovane nichilista che non crede in nulla, ha solo fiducia nelle scienze. La consapevolezza del proprio ruolo in un sistema sociale che vorrebbe demolire, le sue spiccate capacità intellettuali associate al cinismo, lo allontanano dalla gente da cui è al tempo stesso ammirato e disprezzato

Evgeny muore di tifo, non combattendo la malattia, ma accettandola dopo averla contratta, affrontando con drammatica lucidità il suo epilogo. «La morte è una vecchia storia», dice Bazarov, «ma per ognuno è nuova». Il personaggio è il paradigma di ogni potenziale inespresso. Questo è il punto di partenza del progetto artistico di Marinelli. I lavori che definiscono il percorso espositivo – dipinti, fotografie e video – si esprimono mediante una modulazione di contrasti e idiosincrasie, tra energia e fallimento, radicalità e dispersione. L'eterogeneità dei materiali e dei registri narrativi si associano a libere incursioni in altre vicende storiche, nella consapevolezza che esse hanno delle chiare tangenze con i nostri giorni. L’idea di potenziale inespresso sembra accomunare Bazarov ai suoi ‘eredi’, esausti e sopraffatti dall’inevitabile precarietà.
Una frattura di riflessione di cui è portatrice la betoniera del video, un’entità meccanica e inquietante che nel suo impietoso soliloquio rimescola ambizioni e inettitudine, eistenzialismo, archeologia sentimentale e letteratura. Nelle serie dei lavori pittorici le immagini appaiono invece come scorie costruittiviste, rimasticate e oggetto di evocazione patetica.
In Bazarov la poetica dei frammenti e delle risonanze sfocate si lega alla ricerca di una propria identità, non dimenticando che «Senza il senso della propria dignità […] non ci può essere un solido fondamento per il bene sociale», come scrive lo stesso Tugenev.
«Al centro c’è il gioco della vita e il destino ineluttabile dell'uomo di fronte allo scorrere del tempo: le consuetudini, le dissimulazioni, gli sbagli, l'inadeguatezza» (dice Marinelli) e il dramma di una storia che si ripete, quella di Bazarov, che, in fondo, è la storia di ognuno di noi.