Frammenti di un discorso artistico #2

Torino - 06/09/2011 : 20/09/2011

Questa collettiva, con la sua pluralità di sguardi e spunti ispirativi,offre un angolo visuale aperto ad opportunità relazionali e investigative non solo per il fruitore, ma anche per gli stessi artisti.

Informazioni

Comunicato stampa

FRAMMENTI DI UN DISCORSO ARTISTICO

Generazioni e segni a confronto

dal 6 settembre al 21 settembre 2011

catalogo e mostra a cura di Willy Darko

testo di Giovanni Cordero

Questa collettiva, con la sua pluralità di sguardi e spunti ispirativi,offre un angolo visuale aperto ad opportunità relazionali e investigative non solo per il fruitore, ma anche per gli stessi artisti



Anche se non è intendimento di questa mostra proporre artisti che hanno sposato poetiche particolari o proporre inserimenti in correnti e collocazioni precise nell’ambito della storia dell’arte contemporanea, ne collegare tracce nascoste tra gli autori, o far intuire parentele, ascendenze o discendenze di alto lignaggio, tuttavia la
mission della collettiva vuole essere un’occasione di avvicinamento ad artisti di generazioni e poetiche ispiratrici differenti, senza speciose mediazioni filologiche e senza infingimenti critici.

Gli artisti sono stati scelti per la capacità del loro lavoro di incuriosire, di provocare piacere estetico, di attivare attenzione, di intrigare la mente o di testimoniare in modo originale lo spirito del tempo moderno. Ognuno di loro (chi con la pittura, la fotografia, la scultura o l’installazione) approfondisce la conoscenza del proprio vissuto percorrendo l’inesausto cammino di ricerca tra il colore e la costruzione di nuovi universi con le cromie più svariate, fino alla dissoluzione del tratto nell’entità fisica dei pigmenti pittorici. Taluni giocano con la luce e le sue vibrazioni ottiche più inquietanti e trasgressive o tracciano segni o plasmano la materia o inventano architetture spaziali. Altri danno vita a forme di disegno con calligrafica precisione: un nuovo ornato o un arabesco stilizzato. Oppure sanno proporsi con una sorta di scrittura concettuale dove il segno non è più la descrizione del reale, ma la dimensione dell’esistente avulso dal giudizio temporale.

Le opere in galleria si accomodano le une alle altre come nel luogo privato di una collezione domestica. Insieme innescano una sorta di dialogo. Un colloquio dove ci pare si realizzi un sottile scambio poetico tra gli autori, quasi una forma di dono reciproco. Da tutto ciò si attiva una speciale energia creatrice capace di sancire nuove amicizie e fattive collaborazioni.

Artisti in mostra:

Bogliacino Mariella: la sua arte ricca di un segno lussureggiante e pastoso ci parla di un sogno: possedere il potere seduttivo e distruttivo dell’eros, custodito nella bellezza immortale di una dea dell’antica Grecia, senza rimanerne annientati ma vivificati dalla sua forza potente e generativa.

Borgarelli Anna: sa captare nell’aria l’essenza nascosta delle cose, il sottile fascino della bellezza muliebre e le vibrazioni del paesaggio inteso come stati d’animo. Con sensibilità profonda, senza forzare se stessa in un obsoleto ripiegamento accademico, utilizza una tecnica acquerellata incentrata sul rapporto fra tono e colore, sulla variazione degli effetti di luce e li esprime con un segno personale libero e appassionato.

Giachetti Giovanna: rompe con i canoni classici della scultura. Modella le sue figure raccolte in una riposante contemplazione o in dinamico movimento giocoso. Le opere custodiscono un’energia ancestrale che scatena un intenso piacere tattile oltre che visivo.

Giammarinaro Mario: il suo impegno artistico, non si risolve soltanto nell’utilizzare materiali e metodi esecutivi innovativi, ma testimonia anche col suo operare un’attenzione sociale e una riflessione ecologica. E’ chiara la sua volontà di portare nell’arte l’analisi di una realtà contemporanea fosca di presagi futuri.

Lerda Piero la sperimentazione di sempre nuovi linguaggi espressionistici l’ha indotto a ricercare nei materiali impoetici della vita quotidiana (ritagli di stoffe, frammenti cartacei, fili e altro ancora) quei valori estetici nascosti ai nostri occhi pigri e oziosi. Sono qualità che denunciano, invece, la forza creativa di un artista, capace di proporci nuove visioni, con il suo sguardo pregno di spiazzante innocenza ma anche di sediziosa provocazione.

Montà Fernando: dipinge la grande onda cosmica e il mistero della materia allo stato nascente che pulsa ancora dentro e fuori di noi. Generatrice di ritmo, armonia e bellezza la grande spirale celeste o degli abissi marini, si riflette nei meandri e nella circonvoluzione della nostra mente, nei labirinti della nostra identità, negli intrichi insondabili dei nostri sentimenti.

Strona Pier Paolo: un mondo intero bloccato in un’immobilità senza tempo si riflette in una superficie specchiante deformante, è uno spazio ricco di attese, di apparizioni, di potenziali eventi fatali, di storie minime di ordinaria quotidianità che fanno meditare sul rapporto complesso fra realtà e finzione.

Rivetti Carlo: lo scorrere del tempo si riflette come metafora nelle stagioni della natura e nelle età dell’uomo, il pittore ne ricerca l’armonia nascosta nel mondo degli oggetti che diventano simbolici protagonisti della scena quotidiana e la scopre nella bellezza del mondo evocata nelle sinfonie musicali.

Zignone Maya le sue istallazioni sono linee luminose, fosforescenti quasi trasparenti. Forme pure, lontane da ogni tipo di deriva sentimentale. Vettori di forza ed energia: il naturalismo astratto è la sua grammatica. Si accendono in un grande vuoto spaziale e ci obbligano a guardare oltre che intorno a noi anche dentro di noi.