Eugenio Galli – L’ala di riserva

Alessano - 02/08/2011 : 31/08/2011

L'evento prevede la collocazione dell'opera in acciaio corten del maestro italiano Eugenio Galli, che appare oggi agli occhi della critica internazionale come una delle figure più innovative, interessanti e vitali, della nuova arte italiana contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

Ha preso il via, all’interno dello storico museo “MIMAC” (Museo Internazionale Mariano d'Arte Contemporanea) della Fondazione Don Tonino Bello di Alessano-Lecce, il nuovo progetto dal titolo “GLI SPLENDORI DEL TEMPIO”, un percorso artistico internazionale, di durata biennale, ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte di piano internazionale Prof. Carlo Franza., direttore dello stesso MIMAC

Questo evento dal titolo “L'Ala di riserva” è il quinto del nuovo percorso, e si impone come ulteriore gradino di un progetto più ampio che vedrà la la collocazione in territorio alessanese di sculture monumentali, veri fuochi di bellezza accesa per Tonino Bello ,in quanto è desiderio del curatore proporre sia nomi di rilievo dell’arte contemporanea, italiani e stranieri, che rassegne visibilmente accompagnatrici delle “notti insonni” di Don Tonino. L' evento oltre che essere dedicato a don Tonino Bello, padre dei buoni e dei giusti, rientra negli appuntamenti dell'estate culturale alessanese 2011, voluti dal Mimac e dalla Fondazione che ne porta il nome nel diciottesimo anniversario della morte dell'insigne vescovo italiano. L’evento è curato dall’illustre Storico dell’Arte di fama internazionale, Prof. Carlo Franza, che firma anche il testo in catalogo dal titolo “L'Ala di riserva” per l'inaugurazione e la collocazione dell'opera in acciaio corten del maestro italiano Eugenio Galli, che appare oggi agli occhi della critica internazionale come una delle figure più innovative, interessanti e vitali, della nuova arte italiana contemporanea. La collocazione e l'inaugurazione della scultura nelle vicinanze della tomba nella cittadina che ha dato i natali al Servo di Dio, è metafora forte del messaggio nuovo e trepidante di Tonino Bello ( “che la Pasqua porti via il macigno della solitudine da tutti i cuori” - Tonino Bello), seminatore di pace, ma anche testimone della parola e della bellezza.”

Scrive Carlo Franza nel testo: “Partiamo dalla lettura della grande opera monumentale “L'ALA DI RISERVA”, ultimo capolavoro dell'artista Eugenio Galli , portato a compimento grazie alla vivacità creativa e imprenditoriale dell'artista lombardo. L'opera in acciaio corten - capolavoro unico al mondo (alto ben quattro metri) proprio nella sua essenzialità costruttiva e nella sua cromaticità naturale- è stata pensata da Eugenio Galli, su mio suggerimento, come evento e come donazione per la collocazione permanente nel Cimitero di Alessano, sulla tomba del santo, le cui spoglie mortali qui riposano nella cittadina natale. Una grande opera pensata per la Tomba del fratello tra i fratelli, “primus inter pares”,così come don Tonino amava farsi chiamare, vescovo degli ultimi e dei beati i costruttori di pace, vescovo della Chiesa di Cristo che attende cieli e terre nuove. Mille sono le simbologie di Tonino Bello, mille i frammenti di questo linguaggio radicale,mille le metafore;rammento le più vive, la parrocchia una tenda che si gonfia, la chiesa del grembiule ovvero del servizio, costruttori di scale e di ponti,Maria che danza sotto la Croce, l'ala di riserva che Tonino voleva per ciascun uomo di buona volontà,e così via. L'opera che approda ad Alessano trae spunto e simbologia dagli scritti del venerabile,attinge all'icona dell'ala di riserva, esprime il volo,esprime la tensione per i credenti di volgersi al paradiso,ultima stazione per tutti. D'altronde il recente lavoro scultoreo di Eugenio Galli, artista lombardo, vanto della Brianza,ricerca incessantemente materiali e idee legate al nostro tempo. Sculture grandi e piccole in acciaio corten,materiale adesso molto in uso nella scultura contemporanea,con il quale l'artista italiano ritaglia, aggiunge,compatta forme che vivono la loro verticalità in modo intensamente plastico. Scansione ritmica, allusività, simbologie, tutto si avvita anche scultoreamente in una problematica informale che grazie ai condizionamenti materici del colore e degli acidi contribuisce ad interiorizzare i valori della visione. L'efficacia di queste sculture, grandi e piccole, ma tutte innervate di poesia e di grazia nello spazio in cui svettano per via della verticalità capace di parlare attraverso le superfici purissime che invitano a una percezione tattile, è magistero alto e profondo in quanto le forme tendono ad alienare il corporeo nello spaziale puro. L'intarsio plastico di Eugenio Galli vive oltre il lavoro di Consagra, che pure ha indagato sulla spazialità bidimensionale, perchè la poetica della nucleoscultura con lui tiene in tensione sia il rigore stilistico e intellettivo che le esplorazioni esistenziali che

Cenni biografici dell’Artista
Eugenio Galli nasce a Seregno in provincia di Monza-Brianza nel 1951,dove oggi vive e lavora. Sin dall’adolescenza coltiva la passione per la pittura. Terminati gli studi scientifici a Monza lavora nella bottega orafa di famiglia specializzandosi in gemmologia e contemporaneamente frequenta lo studio di Gianni Arde. Con lui Galli comincia un intenso periodo di formazione e collaborazione giungendo ad una personale elaborazione del colore e della scena. Dopo aver abbandonato la figurazione, agli inizi degli anni '90 si sofferma sulla questione della luce approdando ad uno spazio creativo sottolineato da un colorismo fine e sommesso. Iniziano così i suoi cicli astratti, denominati materia e spirito, percezioni universali, iridescenza cromatica, sino ad arrivare alla recente produzione pittorica che sfocia in una particolare filosofia che va sotto il nome di elegia del bianco con opere che sono una originale galleria di mondi sognati, di toni delicati e sfumati nella ricerca dell’universalità spirituale. In linea con questa tematica nascono anche le recenti Stele, le opere multimateriche e le sculture in materiali vari,specie in corten, anche di grandi dimensioni. Eugenio Galli ha partecipato a numerose personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2009 su sollecitazione del Prof. Carlo Franza inizia a misurarsi su progetti di piano europeo con mostre singolarissime ed eventi prestigiosi. Sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private, nazionali ed internazionali. Ha vinto nel 2010 il Premio delle Arti - Premio della Cultura.

Cenni biografici del Curatore
Carlo Franza, nato ad Alessano-Lecce nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere. Docente nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, oggi a Libero fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. E’ fondatore e direttore del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Città di Alassio nel 1980, il Premio Barocco - Città di Gallipoli nel 1990, il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 ( di cui è presidente di giuria dal 2001) e il premio Città di Tricase nel 2008.