Elena El Asmar – Spargo lancio divido cospargo

Milano - 10/05/2018 : 13/07/2018

Elena El Asmar ha da sempre il suo oriente in un luogo letterario che comprende l’epica di Gilgamesh e i cavalieri crociati, lo scintillio delle Mille e una notte e il nome e un pezzo di identità familiare; le divinità sono tutte fuggite e i templi sono in rovina.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA BIANCONI
  • Indirizzo: Via Lecco 20 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 10/05/2018 - al 13/07/2018
  • Vernissage: 10/05/2018 ore 18
  • Autori: Elena El Asmar
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Lunedì - Venerdì h. 10:30–13:00, 14:30–18:30 Sabato su appuntamento

Comunicato stampa

Elena El Asmar ha da sempre il suo oriente in un luogo letterario che comprende l’epica di Gilgamesh e i cavalieri crociati, lo scintillio delle Mille e una notte e il nome e un pezzo di identità familiare; le divinità sono tutte fuggite e i templi sono in rovina. Quasi niente di storico e quasi niente che sia realmente accaduto. Nella serie di lavori raccolti sotto il titolo L’esercizio del lontano, Elena evocava calligrafie arabe, città, luci e penombre, svelando passo dopo passo l’artificio della memoria che presiede a ogni invenzione artistica

Schermate e compromesse da materiali ordinari, le immagini dell’oriente di El Asmar guidano lo sguardo sull’occidente di ogni pensiero (lì dove le cose, esauste per la lunga distanza percorsa, si estinguono, calano oltre l’orizzonte e preludono a un nuovo inizio). Qui l’artista si nutre, e di questo nutre il proprio lavoro, con la possibilità di utilizzare qualcosa di inservibile, come luoghi ed ere lontane o del tutto inventate, nella determinazione immanente del proprio tempo. Il tempo – quale tempo? – è la materia prima utilizzata da Elena nel lavoro lento di tessitura, di mascheramenti e fortuite agnizioni, che metodicamente emerge sulla carta e sulla tela.

All’origine di tutte le opere di El Asmar c’è un elemento reale, una matrice fisica usata per imprimere la sagome e impronte sui supporti adottati di volta in volta, o c’è un’oggetto tra le molte cose perse che affollano una disparata raccolta di dozzinali e preziose minuterie, un qualcosa scelto e osservato mentre giace su un piano non molto distante dallo sguardo dell’artista al lavoro. Immersi in un procedimento tra quelli previsti dalle tecniche dell’arte (la pittura, l’incisione, la tessitura), gli elementi perdono la loro aderenza al vero, ne vengono separati, e la loro semplice forma originale è superata da una nuova che si genera nel processo, li cancella e li contiene, così come l’invenzione della memoria erode il tempo accogliendolo nel suo grembo.