Di cielo e di terra

Bologna - 15/10/2011 : 30/11/2011

Il progetto nasce da un'idea degli stessi autori Gianluca Corona e Nicola Nannini che, seppure conducano due percorsi pittorici originali e distinti, sono legati da molte affinità intellettuali, innanzitutto la padronanza e il rispetto per la “buona tecnica”.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA FORNI
  • Indirizzo: Via Farini 26 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 15/10/2011 - al 30/11/2011
  • Vernissage: 15/10/2011
  • Autori: Gianluca Corona, Nicola Nannini
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: 9,30-13 e 16-19,30 – chiuso lunedì e festivi
  • Biglietti: ingresso libero
  • Catalogo: introduzione di Graziano Campanini, testi di Vladek Cwalinski e Franco Basile

Comunicato stampa

Il progetto nasce da un'idea degli stessi autori Gianluca Corona e Nicola Nannini che, seppure conducano due percorsi pittorici originali e distinti, sono legati da molte affinità intellettuali, innanzitutto la padronanza e il rispetto per la “buona tecnica”.
Un’evidente comunione d’intenti, nonché la profonda amicizia che da tempo li lega, permette loro di confrontarsi costantemente su vari temi estetici, perciò una genesi quasi fisiologica ha dato luogo a quest’idea di mostra comune


L’uno milanese, l’altro bolognese, sono entrambi figli della “grande pianura”, condividono l’amore per la loro terra e non a caso il forte desiderio di rappresentarla pervade da sempre la ricerca pittorica di entrambi.
Tuttavia il territorio di appartenenza rappresenta solo l’origine, il punto di partenza. E’ sì oggetto di indagine nell’ambito di questa mostra, ma lo sguardo dei due autori si allarga, si eleva e sconfina oltre il “localismo” per acquisire una dimensione universale. Come suggerisce il titolo, è “di cielo e di terra” che si vuole parlare, partendo da quel cielo e da quella terra che abbraccia quattro regioni d'Italia ma che evoca altresì un numero infinito di paesaggi oltre confine, non così dissimili dal nostro: gli orizzonti senza fine degli States, le lande mitteleuropee, gli sconfinati territori della brughiera inglese e qualsivoglia angolo del mondo che intimamente ciascuno di noi sente come proprio e rievoca davanti a queste tele.
L’analisi degli autori non si ferma alla visione naturalistica ma si allarga ulteriormente alla dimensione urbana, a quella degli interni e delle nature morte: il loro occhio indagatore sorvola i centri abitati e penetra nelle case, tra gli abitanti, ne scruta le esistenze. L’inquadratura si restringe sino a focalizzare alcuni frammenti di vita, mette a fuoco i particolari di un interno, il tavolo attorno al quale si dipanano le vicende umane e sopra al quale poggiano i prodotti dell’uomo e della terra, una sorta di zoom che parte dal vedutismo, passa attraverso la figura e conduce alla natura morta. Corona e Nannini riescono a dare una visione della grande pianura totalizzante e al contempo circostanziata, tra interno ed esterno, tra cielo e terra, natura e civiltà, finito e infinito.
Le opere in esposizione saranno una quindicina per ciascun artista, piccoli e medi i formati per Corona, medi e grandi i formati per Nannini.
Il catalogo della mostra avrà un’introduzione di Graziano Campanini. I testi saranno di Franco Basile e Vladek Cwalinski.
Gianluca Corona

Indagatore dell’interno è Corona con ritratti e rappresentazioni 'emblematiche' dei frutti della terra della “grande pianura”, da sempre perno della sua ricerca. Le primizie come allegorie, le carni come simboli dell’istinto carnale e appassionato delle sue genti, Corona sembra voler ritrarre l’anima di frutti, ortaggi e salumi, ne vuole sviscerare l’intima individualità, esplorandoli oltre la superficie, estraendone la sensualità, i profumi, le forme.



Si tratta di soggetti di natura apparentemente 'morti', sono in verità permeati da una luce calda, romantica che sembra infondere loro un nuovo soffio vitale. Una luce che li eleva a protagonisti assoluti di un’insolita rappresentazione teatrale, tanto che mortadella, radicchio e pancetta compaiono sulla scena mettendosi in mostra in visione 'macro' per mostrare la loro natura incorporea. Un fascio di luce li fa emergere dal fondo scuro, vuole svelarne l’essenza ed elevarli così ad una dimensione universale.
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Gianluca Corona nasce nel 1969 a Milano, dove vive e lavora.
Dopo aver conseguito la maturità artistica nel 1991 si diploma in Pittura all’Accademia di Brera di Milano.
Dal 1994 al ’96 frequenta lo studio dell’artista Mario Donizetti. Successivamente si distingue nel panorama artistico nazionale come esponente della giovane figurazione italiana nei generi della natura morta e del ritratto. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, italiane e straniere.


Nicola Nannini

Il paesaggio e le figure sono da sempre il cardine della ricerca di Nannini ed è attraverso tre tipologie di inquadratura che ne svela la propria interpretazione: bassi orizzonti con cielo prominente in campo lungo e variazioni cromatiche che derivano dalle diverse declinazioni della luce del giorno, colori caldi e pastosi si alternano a tonalità algide e rarefatte, cieli tersi leggermente striati di nuvole si alternano a cieli plumbei, pesanti e minacciosi, lungo i quali si staglia inesorabile l’orizzonte, simbolo di un infinito a cui anela la finitezza dello sguardo umano.





Un ciclo di lavori sarà inoltre dedicato a piccoli agglomerati, case assiepate lungo i fiumi, sugli argini ed un focus ancor più ristretto su dettagli di abitazioni ed oggetti.
Due dipinti rappresenteranno il punto di contatto più evidente tra il lavoro di Nannini e quello di Corona, ove interno ed esterno saranno protagonisti in egual misura.
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Nicola Nannini nasce a Bologna nel 1972. Vive e lavora a Cento (Ferrara).
Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna dà ben presto inizio alla propria attività espositiva, dedicandosi quasi interamente alla pittura: ad essa affianca l’insegnamento, come docente di disegno e figura alla Scuola di Artigianato Artistico di Cento e ai corsi liberi dell’Accademia di Belle Arti di Verona.