Dawn Kasper – The key

Milano - 13/10/2017 : 15/10/2017

Converso presenta the key, una performance dell’artista americana Dawn Kasper.

Informazioni

  • Luogo: CONVERSO
  • Indirizzo: Piazza S. Eufemia 3 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 13/10/2017 - al 15/10/2017
  • Vernissage: 13/10/2017 ore 18
  • Autori: Dawn Kasper
  • Generi: performance – happening

Comunicato stampa

Il 13, 14 e 15 ottobre Converso presenta the key, una performance dell’artista americana Dawn Kasper. the key interroga le potenzialità dei rituali di guarigione: guarire un corpo, guarire un’anima, guarire (sanare) un’ambiente. La guarigione, quindi, come l’humus che riceve e coltiva i semi del gesto artistico – una chiave [key], appunto, per passare attraverso, oltrepassare la soglia tra il fare e il creare

Nei rituali di Kasper una data coreografia è pregiudicata dallo spazio lasciato all’improvvisazione: movimenti, suoni (voci o di strumenti musicali o di oggetti – e quindi, anche, rumori), testi (parole, enunciati, dissertazioni) e configurazioni corporee si susseguono alla ricerca l’uno dell’altro, ma al di fuori del proposito di un climax. Si interconnettono, ma senza avviare una sequenza a spirale. Piuttosto tessono la monotonia di un motivo. Nelle parole dell’artista: “Individuare un’interconnettività attraverso movimenti improvvisati, in teoria, genererebbe dei motivi. I motivi verrebbero disegnati e così la composizione verrebbe creata durante l’azione di attivare determinati materiali. Materiali come strumenti musicali, arredi scenici, persone nello spazio. Questi stessi materiali descrivono e fanno riferimento a motivi disegnati intessendo domande teoretiche e filosofiche. I motivi diventano documentazione. La documentazione come raccolta di dati; la raccolta di dati come composizione; la composizione come suono – suono che infine viene archiviati.” Con the key – e tanto accade in molte altre performance di Kasper – ci troviamo prima e dopo il gesto artistico. Come un pubblico circonda un palcoscenico, siamo condotti alla periferia della creazione, una paesaggio caliginoso nel quale o vagabondiamo – e quindi ci smarriamo – o restiamo, ad agognare il centro. Dov’è l’arte? È laggiù? È qui? È con lei, l’artista? È con noi? Non ci siamo giusto riuniti (in una chiesa!) per prendere parte a un avvenimento artistico (una cerimonia!)? La fede è naturalmente la più pervasiva forza in gioco qui. E l’esercizio della fede è quanto le performance di Kasper invitano a un arresto, a una sospensione – in questo modo possiamo porci sempre più domande sui luoghi e i modi attraverso i quali l’arte si materializza.