Daniela Brambilla – Natura donna

Volterra - 27/08/2011 : 10/09/2011

L’artista Daniela Brambilla sogna inventa riproduce quasi esclusivamente corpi femminili, nudi, che si muovono nella natura aperta, spesso a contatto con l’acqua, baigneuses, e a volte colti su soglie (porte, finestre) all’interno di case nell’atto di osservare l’esterno o di dirigervisi.

Informazioni

Comunicato stampa

Dalla presentazione di Ferruccio Giromini:



L’artista Daniela Brambilla sogna inventa riproduce quasi esclusivamente corpi femminili, nudi, che si muovono nella natura aperta, spesso a contatto con l’acqua, baigneuses, e a volte colti su soglie (porte, finestre) all’interno di case nell’atto di osservare l’esterno o di dirigervisi.

Queste donne si sono già liberate di tutti gli orpelli: denudatesi, sono ora completamente sé stesse, senza sovrastrutture. Si muovono con scioltezza, ben abituate a sé, in confidente armonia con la propria coscienza e con il proprio inconscio, serenamente meditative. Se stanno al chiuso, guardano all’aperto

Sono pronte a uscire.

Ed escono. Ancora del tutto confidenti, si muovono tranquille tra le vegetazioni, in euritmia completa con il Tempo della Natura. È come se ritrovassero un equilibrio per un poco dimenticato, ma innato, appunto “naturale”. Nel quale si sdoppiano, quasi magicamente si incrementano, coreografando in moltiplicata compagnia la loro misurazione dello spazio, la loro appropriazione di un terreno che ora è più che mai “comune”.

Non si tratta di un sabba, ma di una composta cerimonia sacrale. Pagana? Diciamo non confessionale. Animista, questo sì; panteista, sicuro. Più filosofica che religiosa, certo. Una danza di concordanza, un concerto di consonanze. Una riscoperta di bilanciata libertà.

Di certo l’acqua, in questa situazione, non è presente per puro caso. Il trasparente elemento liquido è il primo, quello da cui nasce tutto. Ogni bagno è un ricordo del fluido amniotico primigenio – una reminiscenza addirittura prenatale, potremmo dire atemporale, forse assoluta, che trascende la storia per galleggiare nell’infinito metafisico.