Crisalide Festival

Forlì - 01/09/2011 : 04/09/2011

Why Italy? La XVIII edizione di Crisalide - Festival di arti performative e filosofia, ideato e curato da Masque Teatro, propone uno spaccato della scena performativa contemporanea abitato dal lavoro di artisti nazionali e internazionali in cui la materia teatrale cessa d'essere rappresentazione per divenire processualita'.

Informazioni

  • Luogo: EX FILANDA
  • Indirizzo: Via Orto Del Fuoco 3 - Forlì - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 01/09/2011 - al 04/09/2011
  • Vernissage: 01/09/2011
  • Generi: performance – happening, teatro
  • Sito web: www.crisalidefestival.eu
  • Email: press@crisalidefestival.eu

Comunicato stampa

risalide è resa possibile grazie al contributo e il patrocinio di Regione Emilia-­Romagna Con il sostegno e il contributo di Comune di Forlì Provincia di Forlì-­‐Cesena Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna Istituto Svizzero di Roma
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WHY ITALY?

La XVIII edizione di CRISALIDE -­‐ Festival di arti performative e filosofia, ideato e curato da Masque Teatro di Forlì dal 1 al 4 settembre 2011 -­‐ propone uno spaccato della scena performativa contemporanea abitato dal lavoro di artisti di assoluto rilievo del panorama nazionale e internazionale in cui la materia teatrale cessa d’essere rappresentazione per divenire processualità. Crisalide si distingue nel panorama teatrale italiano per aver da sempre cercato di individuare concetti su cui far condensare una specifica tematica che potesse poi svilupparsi con interventi e scambi di pensiero. Nel 2010 il festival ha inaugurato il progetto triennale Winter Years, individuando come perno teorico la nozione di minorità, letta attraverso il diaframma teorico dei filosofi francesi Gilles Deleuze e Felix Guattari e filtrata da quella sensazione generale “desperate optimism” (F. Guattari) che sembra ancora possibile nonostante i disastri delle politiche insensate e oscuri annichilimenti. Quest’anno Crisalide avvicina il concetto di “normalizzazione”, nello specifico come le conoscenze, i saperi, le arti possano subire processi di omologazione e direi quasi di neutralizzazione. Vige un chiaro sistema di regole, che il potere costituito si dà, per proteggere gli strumenti con cui esercita la sua “governance” e in funzione di questo compromesso, palesato come saggezza operativa, operare livellamenti e coercizioni.

Perché Italia? Si chiede Felix Guattari guardando al nostro paese come metro e strumento per analizzare la crisi generalizzata del sociale, del politico e dell’esistenziale. La questione che pone il filosofo francese è di lancinante attualità: come modificare la mentalità, come reinventare delle pratiche sociali che ridiano all’umanità – se lo ha mai avuto – il senso di responsabilità, non soltanto per quanto riguarda la propria sopravvivenza, ma anche per l’avvenire della vita nel nostro pianeta, la vita delle specie animali e vegetali e la vita delle specie incorporee come la musica, l’arte, il teatro. E’ possibile un agire collettivo che preservi anzi che esalti la spinta soggettivante? Ogni artista è così posto difronte al tragico dilemma: andare “nel senso della corrente”, oppure lavorare al rinnovamento di pratiche estetiche in presa diretta con altri segmenti innovatori del sociale, esponendosi in tal modo al rischio dell’incomprensione e dell’isolamento.

Un punto centrale della XVIII edizione di CRISALIDE, come di quelle passate, è la connessione tra la dimensione artistica e l’elaborazione teorica che da essa si produce. In questa direzione, il festival si connota come spazio di osservazione e progettazione del divenire artistico, muovendo il suo interesse verso artisti capaci di designare, attraverso i loro lavori, una pratica condivisa e di produzione di senso.

Con la stessa intensità di intenti, si innesta la presenza di critici, pensatori e filosofi che confermano un orientamento teso ad attivare non tanto una riflessione sull’arte, piuttosto un’attenzione alla riflessione dell’arte, ovvero a come le forme artistiche riescano a pensare, con modi e mezzi propri, il loro fare. Artisti ospiti: MK, BAROKTHEGREAT, CINDY VAN ACKER, HABILLÉ D'EAU, SNEJANKA MIHAYLOVA, PLUMES DANS LA TÊTE, NICOLAS FIELD, MASSIMO SIMONINI, CRISTINA RIZZO. Pensatori e studiosi ospiti: FLORINDA CAMBRIA, LUCIA AMARA, MANOLA ANTONIOLI, UBALDO FADINI, RAIMONDO GUARINO.

Affondo sul programma: Giovedì 1 settembre, all’Ex Filanda (via orto del fuoco 3, Forlì) dopo la presentazione della XVIII edizione del Festival a cura di Lorenzo Bazzocchi, Piersandra di Matteo, Lucia Amara e il video-­‐maker Luca Mattei – che ha realizzato una video documentazione della scorsa edizione (ore 20), l’inaugurazione vera e propria sarà affidata alla compagnia Plumes dans la tête che presenta Stato di Grazia (ore 21), studio che prende le mosse dal testo Psychopathia sexualis di Richard von Krafft-­‐Ebing, uno dei primi ad approfondire le patologie sessuali in ambito psicanalitico. La compagnia Plumes dans la tête sarà ospite in residenza dal 25 al 31 agosto negli spazi del festival. A seguire, alle ore 22 Silvia Rampelli coreografa e fondatrice della compagnia romana Habillè d’eau presenterà L’Igiene, ultimo affondo poetico su figura, spazio e durata, nella quale la presenza corporea di una performer, attraverso gesti silenti ma caparbiamente progressivi, porta alla conquista di una coincidenza tra azione e materia nell’incarnazione dell’immagine.

Venerdì 2 settembre alle ore 21 (Ex Filanda) gli spettatori avranno modo di immergersi nuovamente nel mondo poetico e performativo di Plumes dans la tête che presenterà Insorta Distesa, ulteriore tappa del progetto Formazione Pagana. Il lavoro si apre su un’immagine addormentata, per costruire via via un paesaggio scenico in cui i materiali sembrano sublimarsi come in una trasformazione alchemica che tende all’oro. A seguire, alle ore 22, Raimondo Guarino, Docente di Discipline dello Spettacolo alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre, entrerà nel vivo delle tematiche del festival, legate ai concetti di normalizzazione e potere con un intervento dal titolo: Difendere la società dal teatro/Difendere il teatro dalla società (eroismo e neutralizzazione).

Sabato 3 settembre si preannuncia la giornata più intensa: alle ore 21 Lanx, il solo firmato dalla coreografa belga-­‐svizzera Cindy Van Acker, esplora come un corpo possa disegnare linee, aprire angoli, giocare con le prospettive, trasformando la scena come se fosse preda di illusioni ottiche. Cindy Van Acker, con la sua scrittura coreografica asciutta, esatta e perfettamente fusa a sonorità elettroniche ideate da Mika Vainio dei Pan Sonic, è capace di esaminare con meticolosità scientifica la relazione tra corpo, suono e ritmo. A seguire due interventi filosofici: il primo di Manola Antonioli (ore 22) che insegna Filosofia dell’arte e Estetica all’École Supérieure d’Art et de Design de Valenciennes (Nord della Francia) e Filosofia all’École Nationale Supérieure d’Architecture de Versailles; a seguire quello di Ubaldo Fadini (ore 22:45), docente all’Università di Firenze, si occupa prevalentemente di estetica contemporanea e antropologia filosofica, redattore scientifico delle riviste “Millepiani”, “Fenomenologia e società”, “Iride”. La serata si chiude alle ore 23:45 con il concerto di Massimo Simonini che userà il theremin, il più antico strumento musicale elettronico conosciuto, composto fondalmentalmente da due antenne.

Il festival si conclude domenica 4 settembre: alle ore 17 Snejanka Mihaylova, performer e filosofa bulgara residente ad Amsterdam, e Florinda Cambria, docente di Filosofia ed Epistemologia della Complessità presso l’Università de L’Aquila, si confronteranno attorno all’idea di teatro del pensiero, partendo ciascuna dalla propria formazione personale, avendo come pretesto il libro Theatre of Thought della Mihaylova, edito da Critique & Humanism (BG). La serata prosegue alle ore 19 con 4 danze coloniali viste da vicino a firma di Mk. Danze coloniali prende le mosse dal progetto Il giro del mondo in 80 giorni e desidera indagare gli episodi di incontro e distanza tra corpi e persone, partendo dall’assunto che ciò che è distante è “sempre vicino a qualcos’altro”. Alle ore 21 la danzatrice e coreografa Cristina Rizzo e la studiosa di teatro Lucia Amara daranno vita a LOVEEEE, conferenza ed esercizi coreografici incentrati sul concetto di Grazia connessa alle nozioni di movimento, dominio, potere e retorica. La serata si conclude alle ore 22:30 con Barokthegreat che presenterà Fidippide, lavoro nato per Marathon of the Unexpected, sezione sperimentale del Festival di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia 2010, che indaga la figura del leggendario corridore attico, messo della battaglia di Maratona, che comunicando ai suoi la vittoria, esala l’ultimo respiro. L’atto del correre si trasforma nel lavoro di Barokthegreat in reiterazione marziale del gesto degli arti superiori come affondo e fuga intenzionale dalla didascalia retorica del gesto.

Dall’1 al 4 settembre sarà fruibile l’installazione sonora per percussioni autonome di Nicolas Field, artista e musicista svizzero che lavora sulla dispersione del suono attraverso alcuni materiale specifici. Crisalide XVIII ospita, inoltre, il PROGETTO SD_SCIENZE DIAGONALI, spazio di riflessione critico-­‐teorica avviato attraverso la creazione di una redazione web, attiva dal 30 Agosto al 6 settembre 2010 all’indirizzo www.crisalidefestival.eu, diretta da Piersandra Di Matteo. La redazione, nutrita dagli apporti teorici di numerosi studiosi internazionali, è composta da un gruppo di studenti provenienti dall’Dipartimento SITLeC -­‐ Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori e dal DAMS dell’Università di Bologna, dal DAMS/Polo didattico in scienze e tecnologie delle arti, della musica e dello spettacolo dell’Università degli Studi di Roma Tre e il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze e Milano.

La storia: CRISALIDE nasce a Bertinoro nel 1994, sotto la direzione artistica e l’organizzazione di Masque Teatro con l’intento di far incontrare filosofia e teatro nel territorio complesso della riflessione, ma anche e soprattutto in quello della pratica. Una pratica capace di dar vita a una comunità e a un’identità, a un linguaggio e a un fare condiviso, una pratica che sappia sapientemente creare un luogo dove le idee possano circolare ed essere partecipate in uno spazio pubblico. Crisalide, nel suo percorso quasi ventennale, cerca di spogliare la filosofia di quell’elitarismo che l’ha segregata, per avvicinarla, grazie all’incontro con il teatro, alla prassi che, elevata a rango superiore, diventa responsabilità civile e politica di abitare un luogo con altre persone.

Tra le scorse edizioni: Winter Years/Minorità (2010); Ecosofia p er u na e cologia p olitica (2009); Dissenso. Un taglio nel caos (2008); I would prefer not to (2007); Atto Libero (2006); Epochè (2004); Felix culpa (2003); Impasse creativa (2002); Pensiero-­‐occhio (2001); Duchamp, Don Chisciotte, Wittegenstein, o il problema della realtà (2000); Fine dell’opera (1999); Atto di creazione (1998); Lo spazio scenico (1997). Tra le realtà teatrali ospitate: Socìetas Raffaello Sanzio, Kinkaleri, Mk, Cristina Rizzo, Simon Vincenzi, Motus, Thierry Salmon, Francois Tanguy e Laurence Chable/Theatre du Radeau, Teatro Valdoca, Teatrino Clandestino, Habillé d'eau, Fanny & Alexander, Accademia degli artefatti, Giardini Pensili, Terza Decade, Egumteatro, Ooff-­‐ouro, Sonia Brunelli, Zapruder, Santasangre, Richard Pinhas e Jerome Schmidt, Dalija Aćin, Agostino di Scipio. Tra i teorici: Raimondo Guarino, Tiziana Villani, Ubaldo Fadini, Antonio Caronia, Rocco Ronchi, Florinda Cambria, Antonio Attisani, Elio Grazioli, Nicholas Ridout, Gianni Zanarini, Silvano Petrosino, Riccardo Caldura, Daniela Cascella.