Ciro Palladino – Dimensioni Parallelle

Più (oltre) che indizi, spie e referti relativi alla realtà fenomenica; più (oltre) che impronte, testimonianze e reperti memoriali in cui si condensano brani e scie del vissuto...sono,o sembra che siano, per il loro potere di suggestione, enigmatiche entità...fantasmi o simulacri (Lucrezio).

Informazioni

  • Vernissage: 20/08/2011 ore 20
  • Autori: Ciro Palladino
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni 10-14 16-24

Comunicato stampa

Sabato 20 luglio, per l’ultimo appuntamento della rassegna “Lo Zen del Negroamaro”, si inaugura la raffinata personale dell’artista di Torre del Greco, Ciro Palladino: "Dimensioni Parallele"


Più (oltre) che indizi, spie e referti relativi alla realtà fenomenica; più (oltre) che impronte, testimonianze e reperti memoriali in cui si condensano brani e scie del vissuto; più (oltre) che ipotesi e prefigurazioni dei percorsi imprevedibili dell’immaginario, sono, o mi sembra che siano, per il loro potere di suggestione, enigmatiche entità, per non dirli fantasmi o simulacri (Lucrezio)…
….con queste parole di Lucrezio si apre la presentazione di Nicola Micieli nella sua recensione critica sul lavoro di Ciro Palladino: “…i segni, gli oggetti, le figure che abitano gli spazi compositi con cui l’artista va costruendo la propria iconoteca visionaria, si mostrano immobili e silenti, come sigillati nella loro impronta corporale, sospesi in un tempo che scorre senza intervallo….provvisoriamente agglutinati sulla tela, come in sosta forzata e in attesa di rientrare nel loro recesso d’assenza….provenienti da un mondo sommerso e fluttuante come onde che giungono da regioni remote.
I segni, gli oggetti, le figure con i quali Palladino imbandisce la sua mensa visiva, sono emanazioni della mente più che proiezioni della psiche in senso freudiano: non raccontano storie personali…sono l’archetipo della melanconia, sono esempi figurali di antichi saperi che rimandano ad una sorta di Dimensione Parallela…la sua parte Ermetica.
La pittura di Palladino schiude ad un Universo del Visibile Potenziale, un mondo di presenze sfuggenti, incerte fra l’Esserci e l’Estinguersi” …
….catturate nel passaggio momentaneo tra un battito di ciglia e un respiro profondo…..
“E così il pittore assegna a se stesso il ruolo del Medium: un sensitivo pronto a captare e a catturare i passaggi di quelle presenze costringendole a rivelarsi sulla tela, a trattenersi in una teca per protrarre più a lungo il loro manifestarsi….si parla di Presenze riconosciute ed identificate da una spessa caligine e fasci di luce bituminosa…”
…..si parla di Archeologia dell’Anima….di Anime Antiche….non si conosce la loro Età….ci sono anime giovani e anime più anziane ma tutte hanno intrapreso già un lungo percorso nelle varie reincarnazioni…tutte hanno un compito da assolvere….raggiungere l’Uno nella Perfezione….esse attraversano le varie Dimensioni per svelarsi a noi con tutto il senso del Mistero, dell’Ignoto, testimoni di un Tempo che fu e di cui l’Uomo Moderno, attraverso Loro, porta le impronte, partecipe oggi, come allora, di un disegno Divino sin dalla Notte dei Tempi…..
La rassegna, dal titolo “Lo Zen del Negroamaro”, sottende all’interazione ed allo scambio fra due culture incredibilmente diverse, molto lontane ma vicine, che hanno trovato proprio qui, nella Valle d’Itria , un luogo di scambio e di felice convivenza rivalutando e fortificando tutte le similitudini e le differenze.
Il filo conduttore che lega le espressioni dei diversi artisti che esporranno in Rassegna è il percorso che porta la nostra Consapevolezza a ricongiungere il nostro Corpo con la Mente, l'Anima e lo Spirito. Siamo tutt' Uno con noi stessi e con l'Universo ma viviamo queste nostre parti fortemente frammentati; la pratica della Meditazione, aiuta a superare la Mente e a facilitare il ricongiungimento dell'Uno prima in noi stessi , poi con gli altri ed infine con L'Universo.
La nostra Terra, la nostra amata Puglia, è portatrice di uno "Spirito Profondo" naturalmente; infatti molte entità hanno costituito delle vere e proprie comunità Zen nel nostro territorio; ma tale Spirito è sentito anche nell'Accoglienza che da sempre ha contraddistinto la nostra gente; tutta la Valle d'Itria infatti accoglie da anni gente proveniente dalle più disparate parti del mondo;
Cosa c’entra il Negroamaro? Il Negroamaro è un vitigno molto antico e pregiato da cui si ricava un Vino Rosso Rubino dal sapore corposo e deciso; il Negroamaro con il suo carattere forte, deciso, vivo, resistente, identifica la nostra gente; ma il colore Rosso Rubino è anche il colore del Sangue...e cosa c'è di più Profondo e Vivo del Sangue?