La mostra presenta circa 300 opere tra fotografie originali, fotomontaggi e stampe vintage e rientra nel programma di scambio culturale “Italia - Russia 2011” (Anno della Cultura Russa in Italia - Anno della Cultura Italiana in Russia).

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
  • Indirizzo: Via Nazionale 194 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 10/10/2011 - al 08/01/2012
  • Vernissage: 10/10/2011 su invito
  • Autori: Aleksandr Rodčenko
  • Curatori: Olga Sviblova
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, personale, disegno e grafica
  • Orari: Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 - 20.00 Venerdì, sabato: 10.00 - 22.30 Domenica: 10.00 - 20.00 Lunedì: chiuso
  • Biglietti: Intero € 12,50 Ridotto € 10,00 Scuole € 4,00 per studente dal martedì al venerdì (esclusi i festivi) minimo 10 massimo 25 studenti Per i gruppi e le scolaresche la prenotazione è obbligatoria Il biglietto è valido per tutte le mostre in corso.
  • Email: info@palazzoesposizioni.it
  • Uffici stampa: PALAEXPO, STUDIO LUCIA CRESPI, 24 ORE CULTURA – GRUPPO 24 ORE
  • Editori: SKIRA

Comunicato stampa

Aleksandr Rodčenko (1891-1956) è stato uno dei principali generatori della straordinaria stagione creativa e intellettuale nota come “avanguardia russa”, rispecchiandone perfettamente lo spirito e l’aura mitica.
Pittura, design, teatro, cinema, grafica e fotografia, sono gli ambiti in cui il talento di questa affascinante figura d’artista si è cimentato, aprendo nuovi percorsi creativi per lo sviluppo successivo di ciascuno di essi. Ma fu particolarmente nel campo della fotografia che Rodčenko introdusse i principi del Costruttivismo, la più rivoluzionaria tra le avanguardie, sviluppando metodiche e strumenti per la sua applicazione


«E’ la prima volta – dichiara il Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo, prof. Emmanuele F.M. Emanuele – che in Italia si mostra nella sua totalità e varietà il lavoro di questo straordinario e poliedrico artista».

Grazie alla tenace salvaguardia degli archivi famigliari da parte della figlia Varvara, l’immenso patrimonio d’immagini di Rodčenko è confluito nel primo museo russo dedicato alla fotografia, la House of Photography of Moscow, istituzione che insieme ai famigliari e ai maggiori specialisti di questo settore ha promosso una lunga e meticolosa campagna di studi di cui questa mostra è il risultato.

Curata da Olga Sviblova, direttore del Moscow House of Photography Museum, in collaborazione con 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE la mostra presenta circa 300 opere tra fotografie originali, fotomontaggi e stampe vintage e rientra nel programma di scambio culturale “Italia - Russia 2011” (Anno della Cultura Russa in Italia - Anno della Cultura Italiana in Russia).
Il catalogo sarà edito da Skira.




L’epoca, il metodo, la biografia

I primi anni Venti, in Russia, rappresentarono un periodo di transizione, in cui sperimentazione artistica e sociale coincisero. Fu allora, esattamente nel 1924, che Rodčenko concentrò la sua principale attenzione sulla fotografia, col risultato di produrre un vigoroso cambiamento nel concetto stesso di quel mezzo espressivo e nel ruolo pubblico della figura del fotografo-artista. Da mero strumento di registrazione della realtà, la fotografia divenne un mezzo per la rappresentazione dinamica di costruzioni intellettuali.

Rodčenko introdusse in fotografia i principi dell’ideologia costruttivista, sviluppando metodiche e strumenti per la sua applicazione. Il “Metodo Rodčenko”, che comprendeva il ricorso a composizioni diagonali, sfocati progressivi, inversioni orientative, si trasformò col tempo in un repertorio di “figure retoriche” a disposizione di quegli artisti che, attraverso l’adesione al linguaggio costruttivista, credevano nella possibilità di una trasformazione migliorativa del mondo e della civiltà.

Negli anni Trenta, soprattutto verso la fine del decennio, esasperato dalle critiche e dalla persecuzione del regime sovietico, Rodčenko decise di ridiscutere le forme più radicali del suo pensiero creativo e si orientò ad un’adesione progressiva verso i principi estetici del Realismo Socialista, senza tuttavia mai rinunciare ad un’interpretazione originale e creativa degli stessi.

Negli ultimi anni della sua vita, tradito da amici e seguaci, Rodčenko fu espulso dall’Unione degli Artisti (potente corporazione sovietica che garantiva il rapporto con la committenza) e privato del diritto di lavorare; la partecipare a mostre collettive gli venne interdetta, conducendolo ben presto all’indigenza, alla malattia e alla morte, avvenuta a Mosca nel 1956.