Lucenera. Il fumetto ottocentista contemporaneo

Barbara Baldi, già apprezzata colorista e illustratrice, esordisce nel romanzo grafico con un taglio espressivo molto particolare che, attraverso la colorazione digitale, ricrea atmosfere tipiche della grande pittura europea del secondo Ottocento.

Barbara Baldi – Lucenera (Oblomov Edizioni, Quartu Sant'Elena 2017)
Barbara Baldi – Lucenera (Oblomov Edizioni, Quartu Sant'Elena 2017)

Nottinghamshire, dicembre 1850. Flintham Hall Manor è una grande residenza nobiliare, che sorge isolata nella campagna inglese imbiancata eccezionalmente dalla neve. Il freddo meteorologico rispecchia alla perfezione il gelo che si diffonde alla notizia della morte dell’anziana Lady Sutherland. Ne sono eredi le due giovani nipoti, sorelle, ora sole al mondo.
Il testamento recita: “A Clara, che adora i cani e i suoi giardini, lascio Flintham Hall Manor, certa che nelle sue mani la tenuta tornerà ai fasti di un tempo. A Olivia, che ha sempre prediletto una vita libera e mondana, lascio l’equivalente del valore della tenuta in fondi fiduciari che potranno essere convertiti in sterline e garantire una dote importante”. Sembrerebbe che la nonna abbia agito molto accortamente nella suddivisione dei beni, ma a sorpresa la sanguigna Olivia si dichiara contrariata e offesa e fa subito le valigie per Londra, piantando in asso la più remissiva ed esangue Clara. Fin qui la premessa della narrazione.

Barbara Baldi – Lucenera (Oblomov Edizioni, Quartu Sant'Elena 2017). Cover
Barbara Baldi – Lucenera (Oblomov Edizioni, Quartu Sant’Elena 2017). Cover

DAL ROMANZO AL FUMETTO

Rimasta sola a gestire l’andamento della casa e dei terreni, la troppo giovane Clara – tanto tenace quanto fatalmente sperduta – nel corso dell’anno successivo deve affrontare una disgraziata sequela di difficoltà. I continui imprevisti negativi aggravano in modi irrimediabili la sua situazione finanziaria, tanto da costringerla ad abbandonare l’amata tenuta per andare a lavorare come inserviente, indecorosamente, presso un’altra famiglia ricca. Le sue umiliazioni continueranno implacabili, fino e oltre un fugace momento di reincontro con la sorella. Poi giungerà una conclusione relativamente consolatoria, che non sarebbe corretto rivelare qui. Ciò che importa è rilevare l’adesione della vicenda alle caratteristiche di quel tipico romanzo ottocentesco, soprattutto inglese, in cui scrittori – e più che altro scrittrici – di provata sensibilità psicologica narravano le vicissitudini esistenzial-sentimentali di più o meno fortunate signorine di buona famiglia. Una scelta come minimo sorprendente, oggi: del tutto controcorrente, tanto sul piano dei contenuti quanto su quello della vestizione grafica. Luci basse, luci spente, luci nere.

Barbara Baldi – Lucenera (Oblomov Edizioni, Quartu Sant'Elena 2017)
Barbara Baldi – Lucenera (Oblomov Edizioni, Quartu Sant’Elena 2017)

UN’OPERAZIONE CORAGGIOSA

L’operazione risulta senza dubbio curiosa, e a suo modo coraggiosa. Nel lungo lavoro di realizzazione, oltre cento pagine di immagini ricercate, Barbara Baldi mette a frutto le sue precedenti esperienze di illustratrice e colorista (in un ricco percorso dall’Accademia Disney, Monster Allergy e Sky Doll a collaborazioni con Pixar e Marvel, passando per il cinema d’animazione delle Winx) per sperimentare alcuni modi espressivi, anche differenti tra loro, al fine di ridar vita a un circoscritto universo dai sapori del tutto démodés: ovvero, le fitte pennellate preimpressioniste francesi e inglesi di metà Ottocento che eccellevano specialmente nelle atmosfere introspettive e nei paesaggi esterni più romanticamente evocativi. Il tutto – e pure ciò appare inusuale – facendo ricorso alla tecnica digitale in maniera quasi esclusiva e appena in pochi casi anche mista, tra matite e acquerelli infine perfezionati con lo sfumino Photoshop. A testimoniare una via di ricerca estetica “sentimentale” senz’altro autonoma e degna di attenzione.

Ferruccio Giromini

Barbara Baldi – Lucenera
Oblomov Edizioni, Quartu Sant’Elena 2017
Pagg. 120, € 20
ISBN 9788885621053
www.oblomovedizioni.com

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Ferruccio Giromini
Ferruccio Giromini (Genova 1954) è giornalista dal 1978. Critico e storico dell'immagine, ha anche esercitato attività di fotografo, illustratore, sceneggiatore, regista televisivo. Ha esposto sue opere in varie mostre e nel 1980 per la Biennale di Venezia. Come consulente editoriale, ha diretto collane di libri, cd-rom, video, periodici per diversi editori. Dal 1979 tiene corsi e laboratori per istituzioni scolastiche pubbliche e private, tra cui dal 1988 per l'Istituto Europeo di Design di Milano. È docente collaboratore della rete italiana dell’Università del Fumetto. Finora ha curato e presentato cinquecento esposizioni e manifestazioni su illustrazione, fumetto, fotografia, cinema d’animazione, arti visive contemporanee, in Italia e nel mondo, e ha fatto parte di centoquaranta giurie, in molti casi in qualità di Presidente. A partire dal 1982 è stato consulente artistico di varie manifestazioni: il Premio Andersen-Baia delle Favole di Sestri Levante, il Festival Internazionale Comics "Babel" di Atene, il Festival Nuvole parlanti. Fumetto in palcoscenico di Genova, il Mondo Mare Festival in Liguria, il Festival Suq di Genova. Per alcuni anni ha condiviso la direzione della mostra internazionale di cinema d'animazione Cartoombria di Perugia. Dal 2007 è direttore artistico del Premio "Sergio Fedriani" di Genova e nella stagione 2008/09 ha ideato e diretto il Festival Fantastiche Terre di Portofino in Liguria. Dal 2008 è condirettore del Premio Skiaffino di Camogli.