Ancora sul caso Marina Abramović e Barcolana. L’opinione di Luca Beatrice

Luca Beatrice, critico d’arte e curatore, interviene sul caso della censura al manifesto di Marina Abramović per la Barcolana di Trieste. In questo testo ci spiega perché non è d’accordo con chi difende l’artista.

Marina Abramović, We're all in the same boat, manifesto per Barcolana50, dettaglio
Marina Abramović, We're all in the same boat, manifesto per Barcolana50, dettaglio

No Marina, non siamo sulla stessa barca. Al massimo qualche volta mi è capitata una gita in vela con gli amici, ma sui giganteschi off-shore dei miliardari collezionisti, ovviamente illuminati e di sinistra, non ci sono mai salito. Per essere credibili bisogna conoscere ciò di cui parliamo. Nel nostro vivere quotidiano ci sarebbero mille occasioni per fare del bene, chessò prestare assistenza a un anziano o tenergli compagnia nei giorni di ferragosto, ma queste sono cose che non fanno abbastanza pubblicità. Chissenefrega se tanta gente in Italia campa sotto la soglia di povertà, molto più attraente e opportunistico solleticare la pubblica opinione di intellettuali viziati e conformisti sul tormentone dell’estate 2018, utilizzando ogni occasione, soprattutto quando ti viene pagata. Una catena umana ben protetta nella propria torre d’avorio che va da Gad Lerner a Saviano, che dice di amare il popolo (un certo popolo) ma non ne sopporta l’odore e ora assolda Marina Abramović il cui illuminato parere sulla questione migranti e barconi ancora non conoscevamo (per approfondire, qui l’articolo di Helga Marsala, n.d.r). Per il manifesto della Barcolana, storica regata velica triestina che si tiene da quasi cinquant’anni e che chiunque intende come una grande festa del mare, ha scelto un taglio polemico e divisivo che ha fatto infuriare il sindaco di Trieste e i tanti che avrebbe voluto un segno conciliante e inclusivo. Non solo gli elettori della Lega o i “neofascisti” che stanno prendendo il potere in Italia.

Luca Beatrice
Luca Beatrice

VALE SEMPRE LA PENA DI SENSIBILIZZARE L’OPINIONE PUBBLICA?

Altri sono i momenti in cui si può sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia ambientale, intento nobilissimo peraltro, e non è difficile leggere un riferimento esplicito, nel manifesto firmato Abramovic, alla tragedia dell’immigrazione. Ognuno la può pensare come vuole, ma qui si tratta di propaganda strumentale: da una parte i buoni, i giusti, gli artisti, le persone di cultura, dall’altra i cattivi, grezzi, rozzi, censori perché alla loro festa vorrebbero un messaggio di bellezza e serenità piuttosto che l’ennesimo predicozzo che, badate bene, al Paese reale interessa sempre meno. Dicono che la Abramović o la accetti così o rinunci. Mah, dipende chi paga. Comunque, è bene si sappia, ormai lavora solo più in Italia dove è considerata un guru e invece è espressione massima dell’ipocrisia e della falsità di quasi tutta l’arte contemporanea alla ricerca di drammi umani per farsi disperatamente notare.

-Luca Beatrice

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Luca Beatrice
Nato juventino a Torino nel 1961. Docente in Storia dell'arte all'Accademia Albertina di Torino. Presidente del Circolo dei lettori di Torino. Scrive orgogliosamente sulle pagine de Il Giornale. Critico d'arte, ha pubblicato diversi libri: tra i più recenti, "Nati sotto il Biscione" (Rizzoli 2015), "Robot" (24ore cultura, 2016), "Per i ladri e le puttane sono Gesù Bambino. Vita e opere di Lucio Dalla" (Baldini Castoldi, 2017). Tra le ultime mostre di cui è curatore, "Andy Warhol" (Palazzo Ducale, Genova), "Edward Hopper" (Vittoriano, Roma), "Crossroads" (Mauto, Torino), "Dai '60 ai '60" (Museo del Risorgimento, Torino).
  • https://it.linkedin.com/in/michelangelo-scali-244854108 Michelangelo Scali

    Io ritengo invece che sulla stessa barca ci siamo eccome.
    Mentre da questa parte si devono superare rigorosissime selezioni (normalmente in base al censo, perché siamo ancora nell’Ottocento e non nell’epoca post-industriale…) per scoprire se si hanno i titoli per dare una mano, dall’altra parte si prende la qualunque pur che sia e che faccia numero.
    Indovinate un po’ quale parte ha vinto?
    PS. Invito a rileggere le cronache dei giorni seguenti il sequestro Matteotti, quelle del cd. diciannovismo e, per non farci mancare nulla, quelle dalla Svolta di Salerno alla Costituzione.
    È Storia d’Italia, dopotutto, e male non farà.
    E proprio la nostra Storia ci insegna che chi divide impera e che se si deve vincere qualcosa la si vince uniti.
    Il resto, mi si perdoni, non porta da nessuna parte.

  • Luca Rossi

    Ottima lucidità complimenti

  • GloBoArt

    Aggiungo la mia. La Barcolana è una regata storica e frequentatissima, anche per i tanti non professionisti amanti della vela. La radical chic Abramovic super raccomandata sin dagli esordi, ha perso l’occasione di dare voce al profondo dolore del mare, tra plastiche e calore, e alla flora e fauna che ci stanno morendo dentro, innocenti e impotenti. Ma la sua piccola mente, chiusa tra arrivismo e conformismo al sensazionalismo emotivo, non ci poteva certo arrivare.

    • Santippo Xanthippos Socrate

      La Abramović può piacere o no, ma citarla come come ” piccola mente, chiusa tra arrivismo e conformismo al sensazionalismo emotivo” è assolutamente fuori luogo e si rischia una figura barbina.

  • gianni cella

    analisi lucida e puntuale

  • Stefano Rosa

    Siamo alle solite, si sceglie per la realizzazione del Manifesto un artista che probabilmente non conosce la tradizione e la storia della regata ma è famosa nel Mondo, invece di indire magari un concorso per artisti italiani (prima gli italiani) e decretare il vincitore con una giuria competente.
    Se si chiama la Abramovic si sa a cosa si va incontro……..infatti si sta parlando di lei e del suo manifesto e la regata storica passa in secondo piano.

  • Santippo Xanthippos Socrate

    “Chi è causa del suo mal pianga se stesso.” A dispetto dell’ovvietà della citazione, non ho trovato niente di meglio per racchiudere il nocciolo della diatriba.
    L’opera rappresenta perfettamente l’Artista, perché è questo che ci si aspetta da un’artista, ovvero traspone se stesso nell’opera, e la Abramović come sempre è inappuntabile nel rappresentare se stessa.
    Se cercavano una bella grafica che rappresentasse la manifestazione nella sua essenza non dovevano rivolgersi alla Abramović, ma unicamente ad uno studio grafico pubblicitario. In Italia ce ne sono di eccellenti.
    Dopo il predetto mi rivolgo al “critico d’arte”, che poi oggi ‘sta figura professionale ha confini assai labili o non demarcati da specifiche competenze, tant’è che qualsiasi storico dell’arte (seppur bravo), può attribuirsi impunemente l’ambito titolo. La filippica di Luca Beatrice, è fuori luogo, fuori tema, e anche banale. Infatti ne riscontro la matrice sistemica di quella destra popolare atta ad influenzare masse e scaricare su altri responsabilità politiche e civili, come ad esempio Lerner e Saviano. Ci manca solo un boicottaggio commerciare contro illycaffè per terminare.

  • giorgio bonomi

    Luca Beatrice non si smentisce mai: è proprio un “trinariciuto”, che non significa “siciliano” come lui ha scritto in un catalogo, bensì essere non del tutto umano (termine che usava Guareschi per i comunisti)! Ma ci faccia il piacere… E se l’Abramovic fa un po’ troppo la star, beatrice prima di nominarla si sciacqui la bocca!
    Giorgio Bonomi

  • Giampaolo Abbondio

    Trovo che Marina Abramovic sia un’artista che ha passato da tanto tempo la data di scadenza, purtroppo l’intellighenzia che ci ha messo troppo a capirla a suo tempo ora la mantiene in vita (artistica) con un accanimento terapeutico del quale sarebbe meglio fare a meno. Questo per chiarire come la penso. Questo Paese poi ama i polemisti, vedi Sgarbi e Beatrice, che non seguiamo per le loro indubbie competenze, ma solo quando fanno i bastian contrari. Luca ma cos’è questo manicheismo? Ora solo perché uno o una frequenta circoli altolocati non può dire una cosa giusta? Ma sarai mica comunista??? La pubblicità in se la trovo brutta, il messaggio no: iniziassimo a pensare un po’ di più ai contenuti e a essere un filo più empatici e meno legati al nostro orticello forse le cose andrebbero meglio, per tutti. Perché siamo tutti sulla stessa barca.

    • Santippo Xanthippos Socrate

      …Perché “siamo tutti sulla stessa barca” e sotto lo stesso cielo.

  • http://www.athanor-arte.com Domenico Ghin

    Ha ragione Beatrice, non siamo sulla stessa barca ! E’ qui che sta la fallacità del messaggio. Marina Abramovic e Illy hanno lanciato un messaggio ipocrita e falso, perchè la stragrande maggioranza del pianeta, non può disporre neanche della minima percentuale delle risorse di cui dispongono loro e quindi non possiamo proprio dire di essere tutti sulla stessa barca. Sappiamo anche l’abilità di cui è dotata la Abramovic in questioni economiche, vedere per credere il caso della Marina Abramovic Institute, che poi non è stato realizzato.
    Quello che balza agli occhi oggi più di ieri è come note artistar internazionali cavalchino temi come quello sull’immigrazione che a livello di immagine e di tornaconto personale pagano più di altri.
    Il resto sono polemiche futili e senza senso, come quella di voler incanalare la discussione su orientamenti politici di destra o sdi sinistra.

  • Enrico

    Magari può non piacere Marina Abramovic…ma ciò non giustifica un articolo zeppo di luoghi comuni, ovvietà e banalità…ripeto: a uno può piacere o meno, essere o non essere d’accordo con il messaggio ma cosa c’entrano Saviano o Gad Lerner o gli yacht dei collezionisti miliardari…davvero patetico e ridicolo

  • Angelov

    Ho trascorso molti anni all’estero come immigrato; in una nazione dove convivevano 163 gruppi etnici; i più ostili, per me Italiano, erano i Serbi. Il loro complesso di inferiorità nei nostri confronti li spinge ad odiarci e a ricordarci in continuazione il nostro passato di fascisti. Ma la nostra supremazia culturale è tale da rendere possibile alla carriera artistica di una star come Marina Abramovich di decollare e di posizionarsi stabilmente in ambito internazionale; senza l’Italia Marina non esisterebbe.
    Per quanto riguarda il resto, non posso se non essere d’accordo con Luca Beatrice che ha colto nel segno, e Artribune che ha pubblicato il suo coraggioso articolo.

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  • http://www.danielecapra.com Daniele Capra

    Caro Luca, grazie per informarci delle tue gite in barca di amici, la cosa ci rende felici. Ti auguriamo invece di farti invitare in yacht da qualcuno di destra, non ti mancheranno le occasioni di certo. Magari anche a Trieste, adesso che ci sono i simpaticoni della Lega cui hai fatto l’occhiolino! ;-)

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