Palermo oltre Manifesta: 5 mostre da vedere in città inaugurate dopo l’opening della biennale

A Palermo si susseguono a ritmo incalzante performance, installazioni e mostre inaugurate subito dopo i giorni di opening di Manifesta, confermando come la città sia intenzionata a rimanere per i prossimi mesi sotto i riflettori dell’art system internazionale. Ecco i primi 5 eventi selezionati per voi

Bianco-Valente, Terra di me
Bianco-Valente, Terra di me

Se solo una settimana fa si sono svolte la press preview e la cerimonia di inaugurazione della tanto attesa Manifesta, la biennale d’arte contemporanea itinerante che lo scorso 16 giugno ha aperto le sue porte al pubblico a Palermo, è anche vero che il fitto calendario di eventi di quei giorni non si è concluso nella sola art week panormita, ma anzi è proseguita per tutta la settimana successiva, attraverso performance, installazioni e mostre che rappresentano solo “la punta di un iceberg” di una programmazione che nei prossimi mesi continuerà a crescere. Intanto abbiamo selezionato per voi 5 eventi inaugurati subito dopo i giorni dell’opening della biennale.

– Desirée Maida

1. IDENTITÀ E RIFLESSI IN CRIPTA

Andrea Bianconi, Trap for the minds

All’interno della suggestiva Cripta della Chiesa di Santa Maria del Piliere, l’artista Andrea Bianconi (Arzignano, 1974) ha presentato Trap for the minds, performance in cui si interroga, ispirandosi alla poetica di Luigi Pirandello, sul concetto di identità e di visione di noi e dell’altro. Posto in piedi davanti a uno specchio, Bianconi mette in scena una sorta di rituale volto a chiarire o mistificare la natura dell’essere umano: Sovrapponendo al suo volto trenta maschere di carta, ogni volta propone una versione altra di sé, visione che rimanda al pubblico di riflesso proprio perché l’artista è rivolto verso lo specchio e non verso gli altri.

Andrea Bianconi // Trap for the minds
Cripta della Chiesa di Santa Maria del Piliere
Via Bara all’Olivella, Piazzetta Angelini 1
www.amicimuseisiciliani.it

2. GIOVANI ARTISTI NELLA TEMPORARY GALLERY DI SPAZIO Y

Palazzo Savona, Palermo

Spazio Y, realtà indipendente romana guidata da Paolo Assenza, Ilaria Goglia, Silvia Marsano e Germano Serafini che si dedica da anni alla ricerca e alla sperimentazione in ambito contemporaneo, in occasione di Manifesta 12 si è trasferita a Palermo presso gli spazi di Palazzo Savona, nella centralissima Via Roma, e fino a novembre ospiterà al suo interno una serie di eventi, ponendosi inoltre come punto d’incontro e di scambio per gli artisti e operatori del settore culturale. Tra le attività in programma, il prossimo 25 giugno inaugurerà TALÌA: ricerche siciliane, collettiva che, prendendo in considerazioni il lavoro delle nuove generazioni di artisti siciliani, intende far emergere la complessità socioculturale che denota il passato e il presente della Sicilia. Attraverso un’analisi critica della storia e delle tradizioni siciliane, del peso che queste hanno avuto nella formazione e nella vita degli artisti e delle difficoltà legate alla scelta di rimanere o meno nella propria terra d’origine, si compone un mosaico di esperienze e prospettive diverse che rimandano a un vibrante scenario culturale: in mostra, le esperienze artistiche e di vita di: Stefania Artusi, Orazio Battaglia, Fabrizio Cicero, Emilia Faro, Alice Gras-si, Chiara Gullo, Adriano La Licata, Raffaele Milazzo.

Dal 25 giugno al 15 luglio 2018
TALÌA: ricerche siciliane
Spazio Y – Palazzo Savona
Via Roma 206
www.spazioy.com

3. IL RESPIRO DELLA TERRA ALL’ARSENALE

Federica Di Carlo, We Lost The Sea, Palermo, 2018. Ph. Lorenzo Bucci

Una grande istallazione ambientale che mette in scena il “respiro della terra” attraverso i suoi elementi fondamentali: mare, luce e atmosfera. È questa We lost the Sea, l’opera immersivo-percettiva di Federica Di Carlo (Roma, 1984) che, attraverso un gioco di equilibri sottili e ammalianti, invita a una riflessione sulla situazione climatica attuale. L’installazione, ospitata all’Arsenale della Marina Regia di Palermo, è curata da Simona Brunetti e promossa dalla Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia e dalla Fondazione Mondo Digitale. Attraverso un’unica via d’accesso, un vero e proprio pontile di dieci metri eretto all’interno della sala semibuia dell’Arsenale, i visitatori si addentrano in un “mondo altro” in cui grandi aquiloni argentati, rappresentazione del vento e dell’atmosfera, fluttuano nello spazio a diversi metri d’altezza, creando nell’ambiente riflessi di luce costantemente in movimento, simili alle onde del mare. Mare che è anche rappresentato e conservato dentro grandi cisterne, dove l’artista ha collocato realmente l’acqua del mare di Palermo, simbolo visivo e culturale della situazione ecologica locale. Solitamente collocate sui tetti della città, le cisterne, raccogliendo l’acqua piovana, garantiscono la sopravvivenza nel quotidiano in casi di emergenza.

Fino al 15 settembre
Federica Di Carlo – We Lost the Sea
Arsenale della Marina Regia di Palermo
Via dell’Arsenale, 142

4. IL RITORNO A PALERMO DI FRANCESCA LEONE

Francesca Leone, Monaci, ph. Laura Daddabbo

“Due file di monaci silenziosi, assorti, appoggiati alle pareti, avvolti in un consunto saio cementizio. Muti esibiscono le stigmate di una crudele quotidianità offrendo stemmi araldici di un’attualità sofferente. Come silenziosi monaci guerrieri assistono alla processione liturgica di confratelli adornati di paramenti cerimoniali della strada, dello scarto, della marginalità. Nelle austere aule del Real Albergo dei Poveri si sta officiando il rito della contemporaneità”. Con queste parole il curatore Danilo Eccher presenta Monaci, la mostra dell’artista Francesca Leone (Roma, 1964) che fino al 23 settembre sarà allestita presso il Real Albergo dei Poveri. L’artista torna a Palermo a dieci anni di distanza dalla sua prima esposizione personale, un lasso di tempo che ha visto Leone impegnata in un ciclo di mostre in Russia, Cile e Argentina, oltre alle istallazioni museali realizzate per La Triennale di Milano e per il Museo Macro di Roma. Il percorso espositivo, composto di 26 opere inedite, sarà un’anticipazione della grande personale che Francesca Leone porterà in autunno a Madrid.

Fino al 23 settembre 2018
Francesca Leoni – Monaci
Real Albergo dei Poveri
Corso Calatafimi 217

5. LA RICERCA CARTOGRAFICA DI BIANCO-VALENTE

Bianco-Valente, Terra di me

Terra di me è il titolo del progetto che il duo Bianco-Valente (Giovanna Bianco e Pino Valente), presentano a Palermo negli spazi di Palazzo Branciforte in occasione di Manifesta 12, un lavoro che pone al centro il punto d’osservazione degli artisti sul confine sottile tra sé e l’altro e su quanto sia possibile condividere il vissuto altrui. Quella di Bianco-Valente è una ricerca sociologica, un esperimento linguistico ampio, in cui forma e rappresentazione diventano elementi subordinati alla consapevolezza di un codice condiviso. Per questo progetto è stato innescato un dialogo con alcune delle mappe del patrimonio cartografico esposto a Villa Zito, risalenti al periodo fra il XV e il XVIII secolo. Questo confronto con la rappresentazione cartografica della Sicilia e del Mediterraneo ha generato una serie di riflessioni sulle tematiche legate al viaggio e alle migrazioni e a come sia cambiata l’idea di Mediterraneo, che da formidabile strumento di diffusione culturale ed economica in epoca classica, viene oggi da molti considerato una sorta di barriera, che si vorrebbe invalicabile, perdendo così di vista la vera natura di questo mare che è stato l’elemento da cui si è generata e diffusa la cultura occidentale per come la conosciamo oggi. Parte fondante del progetto espositivo sono stati una serie di incontri avvenuti a Palermo durante i primi mesi dell’anno che hanno messo in scena un intenso scambio tra gli artisti e un gruppo di migranti, con cui è stato attivato uno sguardo reciproco sul tema dell’immaginario e della narrazione, volto a esplorare punti di contatto e a intrecciare le esperienze individuali.

Fino al 30 settembre 2018
Bianco Valente – Terra di me
Palazzo Branciforte
Via Bara all’Olivella, 2
www.palazzobranciforte.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.