Sky Arte Updates: una nottata in compagnia di Leonardo da Vinci. Per carpire i segreti della sua inconfondibile pittura

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Monna Lisa

Artista, ingegnere, scienziato, inventore: Leonardo da Vinci è stato capace di portare innovazione e raggiungere risultati strabilianti in qualsiasi campo del sapere umano. La Notte Leonardo in onda martedì 16 febbraio sarà dedicata proprio a questo mito del Rinascimento, grazie a una serie di approfondimenti sulla sua ricca produzione pittorica. L’episodio in prima visione de I predatori dell’arte perduta, Le lezioni di Leonardo, intitolato a uno dei più celebri e controversi capolavori leonardeschi, La Dama con l’ermellino, raccoglierà le minuziose ricostruzioni degli esperti attorno all’iconico dipinto, oggi conservato a Cracovia. Le ipotesi sull’identità dell’enigmatica dama ritratta da Leonardo sono molte: le più accreditate vedono in lei Cecilia Gallerani, giovane amante di Ludovico il Moro che, nel 1488, aveva ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine dell’Ermellino dal sovrano del Regno di Napoli. Ma le indagini restano aperte.

LA PIÙ COMPLETA RASSEGNA MAI ALLESTITA DEI DIPINTI DI LEONARDO
Lo speciale Leonardo from the National Gallery – realizzato tra le sale del museo londinese in occasione della mostra Leonardo da Vinci: pittore alla corte di Milano, curata da Luke Syson nel 2011 – offrirà una panoramica sulla più completa rassegna mai allestita dei dipinti di Leonardo, incluse le due spettacolari versioni della Vergine delle Rocce, conservate rispettivamente in Inghilterra e in Francia. Tra i capolavori leonardeschi, è impossibile dimenticare la Gioconda. Ma chi era veramente la donna immortalata dal maestro toscano? La tradizione vuole che la Gioconda debba il suo nome – riportato per la prima volta dal Vasari – al marito Francesco del Giocondo, ricco mercante fiorentino che ne avrebbe commissionato il ritratto al pittore, già allora al culmine della fama. Eppure il documentario Il segreto di Monna Lisa ipotizza ben altra identità per la misteriosa donna, che avrebbe avuto una relazione clandestina con un membro della famiglia de’ Medici. È forse possibile che la Gioconda sorrida a un figlio segreto, eternando il suo affetto per lui nel capolavoro leonardesco?

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  • Angelov

    Il celeberrimo quadro che Leonardo portava sempre con sé, anche quando si trasferì in Francia, e su cui continuò a lavorare ritoccandolo fino alla fine dei suoi giorni, probabilmente rappresenta sua figlia Giocanda, avuta da una fugace relazione giovanile, e raramente rivista nel corso della sua vita.
    A volte anche all’esegesi critica è lecito prendersi una licenza poetica…

  • Massimo Ravecca

    La tavola, nota anche come Monna Lisa, fu iniziata a Firenze e terminato, se mai fu concluso, in Francia. Del quadro esistono diverse varianti attribuite alla sua bottega e ai suoi allievi, e forse una prima versione di mano del maestro, in possesso di un collezionista privato. Il dipinto divenne universalmente noto con il furto subito al Louvre nel 1911, per mano di un imbianchino italiano, e il successivo recupero quasi tre anni dopo. L’ipotesi principale riguardo al personaggio ritratto è che sia il ritratto di una signora fiorentina, stranamente non consegnato al committente. […]. Carlo Vecce è arrivato ad affermare che, iniziato il ritratto di Lisa Gherardini a Firenze e lasciatolo a mezzo, Leonardo ne avrebbe mutato il soggetto a Roma terminandolo come ritratto di Isabella Gualandi. […]. C’è chi vi ha visto una donna incinta. Martin Kemp vi scorge un’analogia tra la futura madre e l’acqua sullo sfondo come madre della Terra, chi un ideale di bellezza universale, chi un compendio dell’arte e delle conoscenze di Leonardo:
    Monna Lisa contiene nel suo corpo il mondo, è il paesaggio Ma forse il quadro è anche e contemporaneamente un abile gioco di prestigio, un artificio sofisticato, un complesso trucco pittorico, per raffigurare non una persona vera, ma un volto ideale, un concetto. La stessa luce che pervade il dipinto è artificiale, frutto delle conoscenze di ottica dell’autore: L’illuminazione del volto non corrisponde affatto all’illuminazione naturale di una loggia, che dovrebbe ricevere la maggior parte della luce dal lato aperto verso l’esterno. Nel ritratto, tuttavia, Lisa è illuminata da una fonte di luce situata in alto a sinistra, oltre il margine del quadro e non troppo lontana dalla sua superficie. L’illuminazione del volto, veicolo per eccellenza dell’espressione dell’anima, risulta quindi frutto di un artificio. (F. Zöllner, Leonardo da Vinci, Taschen, 2011, trad. it. B. Baroni, L. Butani, S. Candida, F. Pilli, V. Tipertelli, p. 161). […]:l Mario Alinei (1926) ha sostenuto, basandosi su una sua esperienza personale connessa alla morte di una persona cara, e analizzando la personalità e le opere di Leonardo, che sia il ritratto di una giovane donna morta, con gli occhi ancora aperti.
    Sia il ritratto di una donna incinta, che l’autoritratto al femminile di Leonardo, che l’idea di Alinei contengono temi ricorsivi. Nella prima ipotesi abbiamo un volto nascente dentro un altro, nella seconda un volto ne nasconde un altro, nella terza: La Gioconda è, di fatto, due volte finta: finta in quanto opera d’arte, ma finta anche come morta che si finge viva. […]. Proprio come nel gioco di prestigio, in cui non siamo noi a vedere, ma qualcuno che ci fa vedere ciò che vuole. […]. La Gioconda ci appare, così, come una nuova e straordinaria interpretazione della Medusa che Leonardo disegnò da giovane, […] Una Medusa moderna ed eterna, […], ci fa prima sentire il profumo dell’amore, e poi ci conduce a sfiorare la morte lasciandoci, smarriti, sull’orlo di un abisso. (M. Alinei, Il sorriso della Gioconda, Il Mulino, Bologna, 2006, pp. 122-3).
    Nell’inquietante e suggestiva ipotesi di Mario Alinei, la prima opera andata perduta di Leonardo e collegata con l’ultima. Leonardo per soddisfare l’ipotesi di Alinei potrebbe “semplicemente” aver fatto un ritratto ideale di una giovane donna morta basandosi sulle sue esperienze di anatomista. . Alinei potrebbe aver visto giusto. Le varie teorie non si escludono a vicenda, che siano state avanzate e validamente sostenute è comunque significativo. […] Cfr. ebook/kindle. Leonardo e Michelangelo: vita e opere.. Grazie.