In anteprima da Mantova le immagini della nuova illuminazione artistica delle Pescherie di Giulio Romano. Si accendono i riflettori sulla capitale italiana della cultura 2016

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La nuova illuminazione delle Pescherie di Giulio Romano a Mantova (foto Gaia Cambiaggi)

La nuova illuminazione delle Pescherie di Giulio Romano a Mantova (foto Gaia Cambiaggi)

Riscoprire angoli dimenticati della città, restituendoli agli abitanti attraverso la luce. È con l’inaugurazione della prima tranche di questo ambizioso piano di valorizzazione del centro storico che sabato 13 febbraio ha inizio il programma di eventi di Mantova capitale italiana della Cultura 2016. Saranno riportati alla luce – dopo oltre venti anni di abbandono – il complesso delle Pescherie di Giulio Romano con l’adiacente Lungorio e le sottostanti Beccherie. L’intervento di illuminazione – opera della light designer Giovanna Bellini – fa emergere a filo d’acqua colonne e volte del loggiato delle Beccherie; indirizza lo sguardo dal Lungorio – con gli adiacenti percorsi dei Giardini finalmente illuminati – verso il sottoportico disegnato dall’architetto di Palazzo Te.
Nel buio del cielo, spicca sull’intera area la torre di San Domenico. Un’articolata scenografia d’autore, nella quale la luce ordina piani, motivi ed emergenze architettoniche, restituendo una visione unitaria del complesso ed esaltandone il privilegiato rapporto con l’acqua. In quest’ottica, fino al 28 marzo tutti i week-end, oltre alle visite guidate al Loggiato, mini-crociere lungo il Rio permetteranno di esplorare la città da nuove prospettive. Trenta giorni di cantiere e 80mila euro per un’illuminazione artistica – realizzata in partnership con Guzzini – che punta non solo a suscitare l’interesse dei mantovani, ma anche ad attrarre risorse per i futuri lavori di restauro del complesso. Dopo il blu profondo del premier-artista Edi Rama a Lunetta, un altro passo in avanti del sindaco Mattia Palazzi e dell’assessore Lorenza Baroncelli nella rigenerazione urbana della città attraverso l’arte.

Marta Atzeni

 

 

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