Italiani in trasferta. Loris Cecchini, Ornaghi&Prestinari e Giovanni Ozzola all’Avana nella sede cubana di Galleria Continua: ecco le immagini

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Reyner Leyva Novo, Cancionde ultramar
de la trilogia “El pais que soño ser continente” (foto Paola Martinez Fiterre)

Reyner Leyva Novo, Cancionde ultramar
de la trilogia “El pais que soño ser continente” (foto Paola Martinez Fiterre)

Sotto il titolo di YOU+ME=US, i quatto artisti italiani restituiranno ai loro linguaggi visivi il piacere dell’incontro, della condivisione e del confondersi con l’Altro attraverso lavori che assorbiranno lo spazio, il vuoto e la distanza tra la presenza del “noi” e la malcerta prossimità del “loro”. Quali artisti? Loris Cecchini (1969, Milano), Ornaghi & Prestinari (1986 e 1984, Milano) e Giovanni Ozzola (1982, Firenze): saranno loro che sabato 9 gennaio presenteranno i loro lavori site-specific, per la prima volta in assoluto al pubblico dell’Havana. I progetti appena realizzati confluiranno nella mostra Anclados en el Territorio allestita, a partire dallo scorso 27 novembre, negli spazi di Arte Continua, distaccamento cubano della sangimignanese Galleria Continua.
Nel cuore del quartiere cinese dell’Havana, Continua ha stabilito la propria base all’interno del vecchio cinema/teatro Aguila de Oro, appena restaurato. Sede che dopo aver ospitato, lo scorso maggio, l’installazione site-specific di Daniel Buren (Perimetro) durante la XII Biennale Cubana, attualmente espone i lavori di sei artisti cubani (Alejandro Campins, Elizabet Cerviño, Carlos Garaicoa, Susana Pilar Delahante Matienzo, Reynier Leyva Novo e José Yaque), in attesa di intrecciarsi con i paesaggi di Cecchini, Ornaghi&Prestinari e Ozzola. Noi vi anticipiamo qualche immagine…

Ginevra Bria

Arte Continua Habana
Aguila de Oro
Rayo 108 entre Zanja y Dragones, Barrio Chino, Centro Habana, Cuba
www.galleriacontinua.com

 

 

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  • Whitehouse Blog

    Sarebbe interessante conoscere i prezzi delle opere, ideate da artisti presentati e lanciati esclusivamente dalla Galleria Continua e a costi praticamente nulli. Minima spesa ma poi massima resa all’interno dell’aura della galleria. Anche galleristi attenti non riescono a capire come non serve assolutamente a niente proporre ancora l’ennesima operetta sit-specific, fatta semmai con le ciabatte dei cubani, da rivendere poi per 10.000 o 20.000 dollari. Molto più utile e interessante anche per il mercato di lungo periodo, una riflessione sul valore su cui cerco di coinvolgere i tre toscanacci. Ma prima o poi i nodi verranno al pettine.

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