Vi ricordate di Pippa Bacca, l’artista viaggiatrice uccisa nel 2008 in Turchia? Ora un libro ne celebra vita, progetti e memoria

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Pippa Bacca in viaggio

Pippa Bacca in viaggio

UN’ARTISTA E IL SUO VIAGGIO CANDIDO, SENZA RITORNO
Pippa Bacca era una guerriera esile esile, mangiatrice di sogni e di chilometri, indisciplinata e piena di slancio, candida come l’abito che l’accompagnò all’inferno, o come l’idea difesa a oltranza, fra la virtù e l’incoscienza. Giovane artista milanese, con un lavoro in un call center e molti progetti in cantiere, quattro sorelle e una famiglia nobile, di una nobiltà non convenzionale, Pippa era nipote del grande Piero Manzoni, fratello della mamma Elena. E morì, Giuseppina Pasqualino di Marineo, durante la sua ultima performance, il 31 marzo del 2008.
Si era messa in testa di attraversare i Balcani, a cavallo delle sue gambe e della sua ostinazione. Un viaggio in autostop, solcando – insieme all’artista Silvia Moro – 11 paesi dilaniati da conflitti armati. Indosso, entrambe, avevano un abito da sposa: la lunga marcia dell’innocenza e della speranza, fra scorie e memorie di guerra. La partenza da Milano, l’arrivo a Gerusalemme, e in mezzo la Bosnia, la Bulgaria, la Croazia. E la Turchia.
Ma non fu mai la meta, mai all’orizzonte fu il confine della Città Santa. Pippa perse la vita in territorio turco, presa da un infame della strada che la caricò su un’auto, la violentò, la strangolò e poi gettò il cadavere fra i rovi, nella terra, vicino l’asfalto. 33 anni lei, spazzati con ferocia; 30 anni di galera per lui, arrestato dopo 11 giorni.

Pippa Bacca, Verso sofia

Pippa Bacca, Verso sofia

DAL TEATRO ALL’EDITORIA: CELEBRANDO PIPPA BACCA
La sua storia, più volte raccontata – ennesimo capitolo osceno, tra i mille capitoli della violenza di genere – è oggi al centro di un libro dal titolo “Sono innamorata di Pippa Bacca. Chiedimi perché!”, scritto da Giulia Morello ed edito da Castelvecchi. 160 pagine per ripercorrere la vicenda tenera e fiera di una vittima ennesima, morta con indosso un simbolo semplice, un pezzetto di tradizione, morta con in testa un desiderio di rivendicazione, d’empatia, di libertà. Morta, infine, mettendo in scena un rito pericoloso e puro, tra il proprio corpo, la vita stessa e una scrittura di codici, di segni, di ardori.
Dopo alcune mostre, varie commemorazioni, una valanga di articoli e uno spettacolo teatrale, diretto dalla stessa Morello, questo libro arriva come uno scrigno giusto, a custodire di lei il ricordo, il senso delle pratiche creative, l’energia, il carattere speciale e tutta la passione profusa nel suo peregrinare.

Helga Marsala

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  • Seli

    Mauro Covacich, La sposa, Bompiani, 2014.

  • Andrea Bezziccheri

    Un bacio a Pippa Bacca!

  • Si la nipote di Manzoni