Struttura e luce. Francesco Guerrieri a Catanzaro

Centro per l’arte contemporanea Open Space, Catanzaro – fino al 22 gennaio 2016. Lo spazio espositivo calabrese omaggia uno dei capisaldi del Gruppo 63, scomparso solo qualche mese fa. In mostra le opere di amici e colleghi legati a Francesco Guerrieri, tra ricordo e sperimentazione.

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Strutture infinite di luce. Omaggio a Francesco Guerrieri - veduta della mostra presso il Centro per l’arte contemporanea Open Space, Catanzaro 2015

Strutture infinite di luce. Omaggio a Francesco Guerrieri – veduta della mostra presso il Centro per l’arte contemporanea Open Space, Catanzaro 2015

L’ARTISTA DELLA STRUTTURA
La pittura e gli ideali di Francesco Guerrieri (Borgia, 1931 – Roma, 2015), protagonista fin dai primissimi Anni Sessanta delle ricerche gestaltiche, programmate e strutturaliste, si muovevano in Direzione Infinito, come il titolo della sua antologica presentata nel 2014 da Valmore Studio d’arte, a Vicenza.
Su questa lunghezza d’onda si colloca ora la mostra allestita presso il Centro per l’arte contemporanea Open Space di Catanzaro, curata con attenzione da Teodolinda Coltellaro, per ricordare l’insigne artista calabrese di nascita e romano d’adozione, scomparso lo scorso agosto. Francesco Guerrieri, coltissimo e sensibile signore d’altri tempi, ha sempre cercato un’apertura verso il mondo, anzi in qualche modo la sua ricerca costantemente sperimentale ha proposto un’idea concreta di arte capace di “diventare mondo”, di respirare all’unisono con i ritmi e i battiti quotidiani ed universali della vita, pur rispettando un autonomo codice linguistico sempre messo in discussione.

Omaggio a Francesco Guerrieri - Eduardo Palumbo, Quella luce nel verde, 2015

Omaggio a Francesco Guerrieri – Eduardo Palumbo, Quella luce nel verde, 2015

UNA COLLETTIVA DI AMICI
Proprio per questo è quanto mai opportuno e ben meditato l’omaggio di Catanzaro che unisce Guerrieri (con due opere, una del 1964 e l’altra del 2005) a ventidue artisti di varie generazioni, a lui legati da vincoli d’amicizia e non di rado da una stretta vicinanza di idee creative.
Si va così, fra i nomi presenti, da Vincenzo Arena e Caterina Arcuri a Mirella Bentivoglio (che espone due opere presentate alla fine degli Anni Settanta in una personale allestita nelle galleria romana Spazio Alternativo, fondata proprio da Guerrieri con l’inseparabile Lia Drei ed altri artisti), da Tomaso Binga a Giulio De Mitri, da Franco Giuli a Carlo Lorenzetti, da Achille Pace a Eduardo Palumbo con le sue astrazioni musicali, da Lina Passalacqua a Lamberto Pignotti ed Emiliano Zucchini. Antonio Passa, inoltre, con la sua pittura analitica e ritmicamente scandita in una danza di “virgole” e triangoli, ricorda sia Francesco che la sua amatissima compagna di vita e d’arte Lia Drei, rendendo omaggio alla loro azione coraggiosa e definendoli “I Guerrieri dell’arte”.
Del resto, non si può comprendere pienamente la ricerca di Guerrieri senza pensare a quella di Lia Drei, e viceversa, fino ad immaginare un solo universo creativo e umano in cui le differenti personalità di Lia e Francesco hanno portato in termini qualitativi ad una somma che supera le singole parti.

Omaggio a Francesco Guerrieri - Antonio Passa, Lia e Francesco. I Guerrieri dell'arte

Omaggio a Francesco Guerrieri – Antonio Passa, Lia e Francesco. I Guerrieri dell’arte

INNOVAZIONE E CONTINUITÀ
Lungo tutto il suo percorso, Guerrieri ci ha sorpreso costantemente, opera dopo opera, con una strategia di meditata innovazione nella continuità. E Continuità si intitola non a caso un suo fondamentale ciclo di opere del 1962, in cui il nocciolo essenziale della sua ricerca è già chiaramente identificato nel razionale nitore cartesiano unito a una modulazione musicale in espansione illimitata.
Il continuum, del resto, è stata una delle cifre più potenti di tutto il suo percorso. Ed è, appunto, un obiettivo individuato da Guerrieri fin dal 1962, nelle opere ormai storiche con le fasce parallele alternate, bianche, rosse, nere, di diversa larghezza, modulate da un capo all’altro della tela. Il continuum in Guerrieri è la concretizzazione di un “infinito finito” in cui il ritmo trasfigura la struttura in forma, rovesciando le certezze razionali della geometria per dare voce all’ineffabile e all’assoluto, a quella rete di fili sottili che lega fra loro tutte le cose del mondo e il respiro del tempo. E ora, in quella tessitura di stretti legami, la coinvolgente mostra-omaggio a Guerrieri fa in modo che si rinnovino anche sinceri rapporti d’amicizia fra artisti.

Gabriele Simongini

Catanzaro // fino al 22 gennaio 2016
Strutture infinite di luce. Omaggio a Francesco Guerrieri
a cura di Teodolinda Coltellaro
OPEN SPACE
Via Romagna 55
096161839
[email protected]

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50547/strutture-infinite-di-luce-omaggio-a-francesco-guerrieri/

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