Mondo Convenienza denunciato da Flou per aver plagiato un letto. Ma “assolto” dalla perizia firmata Vittorio Sgarbi: voi che ne pensate?

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Il letto Nathalie di Flou

Il letto Nathalie di Flou

Preliminarmente, al fine di preservare la valutazione del caso dall’invilupparsi attorno a perniciosi equivoci, eviterei di tirare in ballo la nozione stessa di opera d’arte, salvo volerne fare, proprio per l’abuso di genericità con cui lo si impiegherebbe, un uso palesemente retorico, o, peggio, arbitrario e strumentale”. Firmato: Vittorio Sgarbi. Segue una lunghissima disquisizione, davvero coinvolgente – come Sgarbi sa benissimo fare, quando riesce a frenare l’istinto aggressivo – sulla nozione stessa di “opera d’arte” e sulla sua applicabilità universale. Ma di che si tratta? Un nuovo saggio che siamo riusciti ad anticipare in esclusiva?
Niente di tutto questo: si tratta di una perizia, che il critico è stato chiamato a redarre per dirimere una controversia legale in materia di arredamento. I fatti: l’azienda Flou, che produce il letto matrimoniale Nathalie su progetto originale di Vico Magistretti, e che sostiene di essere stata plagiata da un prodotto successivo, il letto Max dell’azienda Mondo Convenienza.
Risultato? Un’assoluzione. “Osserverei che il Nathalie del 1978 non può essere considerato alla stregua di un originale plagiato”, conclude Sgarbi, “se é vero che la sua stessa ditta produttrice ha apportato, nel corso del tempo, diverse modifiche rispetto al progetto originario, e che comunque le vicinanze fra Nathalie e Max mi sembrano molto meno sostanziose di quanto non si sia sostenuto finora”. E voi come la pensate? Le immagini le trovate nella fotogallery…

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  • Allegra Armellini

    Direi che stavolta Sgarbi ha stra – ragione

  • Angelov

    Questa situazione ricorda molto da vicino una analoga, in cui Cicerone fu chiamato in causa per dirimere una controversia sorta tra due costruttori di Triclini, uno di Roma e l’altro di Capua; i due triclini vennero inviati nella villa di Cicerone il quale, sdraiatosi prima sull’uno e poi sul secondo, decise che quello più confortevole fosse l’originale, e quindi il plagiato, nonostante fosse stato costruito posteriormente all’altro.
    Questa sentenza, che implicava una reversibilità temporale nel giudizio, la cosiddetta Reversi Tempore, è quanto di più peculiare sia presente nell’ordinamento giuridico-legislativo romano: pare che il sonno della Ragione, quello tanto vituperato dagli Illuministi, sia avvenuto proprio su di un letto o triclinio di siffatta specie.