Immagini dall’opening della mostra Streamlines, alla Deichtorhallen di Amburgo. Da Kader Attia ad Alfredo Jaar, gli Oceani come paradigma di transizione

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Alfredo Jaar, Streamlines, Deichtorhallen Hamburg

Alfredo Jaar, Streamlines, Deichtorhallen Hamburg

L’esposizione, curata da Koyo Kouoh, guardando agli Oceani come a un sesto continente, mette in scena 15 visioni artistiche internazionali che riflettono sulle acque come “luoghi di passaggio per flussi di persone e beni, drammatiche transizioni, correnti di comunicazioni e informazioni, storie e esperienze umane”. Parliamo di Streamlines: Oceans, Global Trade and Migration, appena inaugurata negli spazi museali della Deichtorhallen di Amburgo, ex magazzino nella zona portuale della città. In mostra disegni, collage, sculture, installazioni, film e fotografie di artisti come Kader Attia, Mark Boulos, Peter Buggenhout, Ken Bugul, Godfried Donkor, Theo Eshetu, Joana Hadjithomas, Khalil Joreige, Abdoulaye Konaté, Otobong Nkanga, Arin Rungjang, Thomas Rentmeister, Ulrike Ottinger e Wendelien van Oldenborgh.
Grande delicatezza presentano le stampe di Bouchra Khailli che rappresentano i percorsi migratori come costellazioni (The constellations series, 2011), mentre Alfredo Jaar è presente con un’installazione-nuvola di grande impatto scenografico concepita per l’occasione che, sospesa sul soffitto di una stanza buia, “embodies the endless cycle of water between physical forms and across land, air and bodies, permeating all. It reminds us that everything is interconnected and that confinement can never be a solution”, come racconta l’artista nel catalogo pubblicato da Snoeck. Altre suggestioni le lasciamo alle immagini del backstage e della mostra allestita…

Emilia Giorgi

Fino al 13 marzo 2016
Deichtorhallen Hamburg
Deichtorstrasse 1-2 – Hamburg, Germany
www.deichtorhallen.de

 

 

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