Il fuoco sacro di Gianfranco Baruchello. Ecco come l’artista costruirà il falò per la Focara 2016 di Novoli: dove arriverà anche Regina Josè Galindo

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La Focara di Novoli

La libertà d’espressione e di pensiero, il vitalismo culturale, il superamento simbolico dei confini nazionali e dei conflitti internazionali, la rottura delle convenzioni imposte dalla “civiltà”, la riscoperta dell’alterità e la riconciliazione tra i popoli. All’indomani degli attacchi terroristici che hanno recentemente scosso la Francia e la comunità internazionale, sono questi i valori che Gianfranco Baruchello – protagonista di Focararte 2016 – intende trasmettere con la sua opera. Anche per l’edizione 2016, infatti, la Fòcara di Novoli, la splendida “festa del fuoco” dedicata al patrono Sant’Antonio Abate, si colora di arte contemporanea, in un insolito e ormai collaudato connubio tra innovazione artistica e tradizione culturale. Dopo Jannis Kounellis e altri protagonisti del panorama contemporaneo nazionale e internazionale quali Mimmo Paladino, Ugo Nespolo, Hidetoshi Nagasawa, quest’anno sarà Baruchello a dialogare metaforicamente con il falò (la fòcara, appunto) più grande del Mediterraneo. L’accensione della pira – realizzata con tralci di vite 25 metri di altezza e 20 di diametro – è fissata per il 16 gennaio. L’artista livornese ha preparato un doppio intervento/azione in simbiosi con il falò purificatore, costruendo le bandiere dei popoli di tutto il mondo che simboleggiano sia le comunità sperdute che le nazioni recentemente indipendenti, oltre a stati europei ricchi di storia. Alla sfilata di oltre 50 bandiere, innalzate dagli studenti di Novoli con l’aiuto dei maestri costruttori, seguirà il rito solenne dell’introduzione di queste nella parte inferiore della monumentale pira.

AZIONE IN PRIMA MONDIALE DI REGINA JOSÈ GALINDO
Ma Focararte 2016 – coordinata dall’artista Francesca Mele che ne ha realizzato anche il manifesto d’autore, e curata da Giacomo Zaza – si arricchisce inoltre di un’altra azione in prima mondiale che sarà realizzata dall’artista guatemalteca Regina Josè Galindo: il “Nuovo Corpo”. In relazione al tema del fuoco concepito come purificatore e alla concezione della fede religiosa come contenente in sé potenziali rivoluzionari se letta senza i dogmi dettati dalla Chiesa, la Galindo intende trasmettere con la sua opera/azione un messaggio di emancipazione e difesa contro le violenze e le persecuzioni che le donne sono costrette a subire nel sociale. In particolare, l’artista farà costruire intorno al proprio corpo e con l’aiuto degli abitanti di Novoli, un abito alto due metri fatto di fascine. Altra novità è la lectio magistralis sul fuoco e su Sant’Antonio Abate che Vittorio Sgarbi terrà il 17 gennaio, mentre il consueto premio dedicato ai maestri della fotografia sarà quest’anno assegnato – dopo Paola Mattioli – Manoocher Deghati, fotoreporter iraniano che, con la sua opera ha superato idealmente i confini tra i territori divenendo esponente di spicco del fotogiornalismo di guerra. Tante le sorprese anche per quanto riguarda la musica: per tre giorni, dal 16 al 18 gennaio, la festa della Fòcara ospiterà sui suoi palchi artisti che spaziano tra diversi generi musicali, dall’istrionico e poetico Vinicio Capossela, alla grande Antonella Ruggiero (& Coniglioviola), da Masbedo&Marlene Kunz a The Orb e Kid Koala.

Cecilia Pavone

http://www.fondazionefocara.com/

 

 

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