Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. A Brescia un’immensa coperta handmade srotolata in Piazza Vittoria. Simboli, rituali, sensibilità collettive

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Progetto Viva Vittoria

Progetto Viva Vittoria

LA VIOLENZA IN ROSA: I NUMERI CHE SGOMENTANO
6 milioni e 788mila. Sono le donne che, in Italia, hanno subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Dati ISTAT, pubblicati a giugno 2015 e riferiti al 2014. Si tratta del 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Quanto allo stalking, il dato si attesta intorno al 16% delle donne, ovvero 3 milioni e 466mila. I responsabili? Nei vari casi si tratta soprattutto di partner ed ex partner.
Numeri agghiaccianti. Che all’opinione pubblica consegnano senza sosta casi di cronaca più o meno eclatanti, sempre intollerabili. E il ruolo della cultura, in questo sconfortante quadro, resta basilare. Tanto quanto quello della sicurezza e dell’assistenza. Una partita che si gioca a lungo termine: cambiando, via via, la natura (malata) di certi rapporti-cliché tra uomini e donne, la loro architettura fallace, obsoleta, viziata. La vecchia storia del possesso e del controllo non è poi così vecchia, non è ancora archiviata.

Progetto Viva Vittoria

Progetto Viva Vittoria

15MILA QUADRATI FATTI A MANO. UNA PIAZZA AL FEMMINILE
E se la formazione scolastica e l’educazione familiare sono le fondamenta, anche il mondo dell’arte e della comunicazione continuano a seminare, a costruire tessuti, riferimenti, orizzonti. Lentamente.
È per questo che una giornata come quella internazionale contro la violenza sulle donne, celebrata il 25 novembre, trova un proprio senso: nelle molte attività didattiche, negli spot, nelle campagne sociali e nelle mostre, nei convegni e nelle proiezioni.

A Brescia, ad esempio, arriva quest’anno una bella iniziativa creativa, strumento di riflessone e di sensibilizzazione: Viva Vittoria è una grande installazione collettiva pensata per piazza Vittoria e subito associata a uno dei gesti femminili per eccellenza, fra tradizione e simbologie ancestrali: la tessitura. Un’immensa superficie, composta da quadri a maglia e all’uncinetto lavorati dalle donne bresciane, sarà srotolata in piazza. In tutto sono 15mila i moduli realizzati, uniti tra loro con del filo rosso, in modo da formare delle coperte da un metro per un metro. Il maxi patchwork variopinto, come un’unica scrittura intessuta da mani femminili, diventa metafora di protezione, di relazione, di tepore e di cura. I proventi della vendita delle coperte andranno alla casa di accoglienza per mamme e bambini “Dimora”.

– Helga Marsala

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