Nicola Costantino, ritratto di donna e d’artista. Un film di Natalie Cristiani

È stata Evita Peron per il Padiglione Argentina della Biennale di Venezia, nel 2013. Performer intensa e artista con una cifra molto personale. Nicola Costatino, tra le figure più controverse della scena artistica del Sud America, è la protagonista di un film, dedicatole da una giovane regista italiana. Appena presentato a Londra, approda su Artribune Television con quattro pillole inedite

Print pagePDF pageEmail page

Quando ho conosciuto Nicola Costantino ho subito pensato che volevo fare un film su lei, prima ancora che sulla sua arte. L’ho incontrata nel 2013, quando era appena rientrata dalla Biennale di Venezia dove aveva presentato la sua Eva Peron in “Rapsodia Inconclusa”.Da lì è cominciato il mio viaggio a ritroso fra i materiali del passato e piano piano ho cominciato a scoprire tutti gli artefatti della sua arte”.

Così racconta ad Artribune Natalie Cristiani, regista di The Artefacta, lungometraggio dedicato a una tra le più controverse e interessanti artiste contemporanee del Sud America. Un film (con le musiche di Roberto Paci Dalò) che non è e non vuole essere, però, il classico documentario sull’opera di un autore. L’intento era quello di entrare fra le maglie del pensiero di Nicola Costantino – donna, madre e artista – utilizzando come filtro il suo sguardo, la sua sensibilità, il suo quotidiano, per un’indagine che fosse principalmente umana, autenticamente introspettiva.

L’arte contemporanea e l’arte in generale non è sempre di facile utilizzo per il pubblico”, ha spiegato la regista in una recente intervista su Indiewire. “A volte è scioccante, a volte è noiosa, a volte incomprensibile. Così ho deciso di concentrare la mia ricerca invece sulla vita di Nicola. Penso che in questo modo sia più facile elaborare le informazioni su di lei, senza sentirsi di fronte a una lezione d’arte”.

Nicola Costantino

Nicola Costantino

Così, durante l’esplorazione dei suoi lavori più iconici, quello che arriva è la radice emotiva ed esistenziale del singoli progetti o dell’approccio generale, tra fragilità, rituali, ossessioni, limiti e sovversioni. Come nel caso dei saponi fatti con il grasso del proprio corpo, estratto tramite liposuzione; o come per il calco dei suoi bulbi oculari, realizzato per un autoritratto scultoreo, a cui si accompagna la registrazione del gesto epico e straziante, fra performance e backstage: la colata di gesso versata sugli occhi spalancati. Fino ad arrivare agli abiti, gli oggetti e gli accessori decorati con riproduzioni di capezzoli e orifizi del corpo, per una trasmutazione organica del banale.

Di tutto questo racconta il film, passando dalle inquietudini costanti e le linee sotterranee che orientano l’azione, l’umore ed il pensiero creativo. Proiettato il 17 e 18 ottobre scorso al BFI London Film Festival, The Artefacta arriva su Artribune Television con quattro piccole clip inedite.

Helga Marsala

www.facebook.com/nicolacostantinolaartefacta

 

 

 

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community