Italiani in trasferta. Il giardino interiore di Rudy Cremonini: immagini dalla personale all’Istituto Italiano di Cultura di Strasburgo

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Rudy Cremonini, Le jardin intérieur

Rudy Cremonini, Le jardin intérieur

È una possibilità, un’avventura, un’esperienza. L’artista italiano che espone all’estero non rispecchia più una generazione perduta e in fuga. Va per manifestare nuove idee e proposte, e al contempo per arricchire il proprio modo di operare, un po’ come facevano un tempo gli artisti stranieri che venivano in Italia in cerca di ispirazione, e realizzavano un incontro tra culture e mondi diversi. È in quest’ottica che va letta anche la mostra di Rudy Cremonini (Bologna, 1981) nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Strasburgo (con il contributo della Gallerie Thomas Fuchs e Doris Ghetta): una ventina di opere recenti, realizzate per l’occasione, che aprono un nuovo ciclo pittorico dell’artista bolognese.
“Le jardin intérieur” è il titolo dell’esposizione, in cui una serie di lavori mette in mostra il dato naturale come se fosse una dimensione intima di conoscenza. Un sapere che non viene dal fuori, ma dal dentro: una popolazione di ombre, di cose non nate, di spettri, una marea vischiosa di presenze, una larva di apparizioni. Nulla sale mai veramente alla luce, nulla si fa davvero lampante, tutto rimane elusivo, slittante tra realtà e sogno, ombra e corpo, creazione e dissoluzione. Forse ha ragione Enrico Pitzianti, quando scrive all’amico Cremonini: “I tuoi giardini sono giardini della mente […] dove sognare di essere in altri tempi, altre ere, altri posti...”. Giardini liquidi, acquatici che fanno viaggiare gli occhi e smarrirsi i pensieri, giardini dell’altrove che si muovono in tutti i sensi e in tutte le direzioni, come girandole impazzite e barbare. La mostra resta visibile fino al prossimo 9 novembre: noi ve la raccontiamo nella fotogallery…

Luigi Meneghelli

 

 

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