Il Ministro Carrozza prova ad aumentare le ore di storia dell’arte a scuola e la Commissione Cultura boccia? Balle! Una bufala smascherata da Artribune. Ecco la smentita ufficiale

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Il mitico manuale di storia dell'arte di Argan

Il mitico manuale di storia dell’arte di Argan

Abbiamo sentito al telefono l’onorevole Simona Flavia Malpezzi, deputata Pd, tra i membri della “Commissione Cultura, Scienza e Istruzione” della Camera. Tono seccato, nervoso. Alla domanda su cosa fosse successo in commissione, viste le notizie circolate in queste ore a proposito di una presunta bocciatura del progetto di integrazione delle ore di storia dell’arte, Malpezzi ha risposto secca: “Tutte balle. Non è accaduto proprio nulla. Stiamo lavorando per portare avanti il proposito del Ministro: aumentare le ore di storia dall’arte, ma anche quelle di educazione musicale. La notizia è uscita su qualche blog ed è stata ripresa senza effettuare opportune verifiche. Anzi, smentiremo presto con un comunicato“.
E il comunicato è arrivato. Fandonie e esagerazioni delle rete, quindi. Moltiplicatesi nel tourbillon di blog e testate poco attente alle fonti, e finite nel tritacarne dei social. Ma proviamo a ricostruire. Dopo la presentazione del famoso Decreto Scuola, lo scorso ottobre, era partita una petizione in difesa delle materie storico-artistiche, che raccolse circa 15mila firme. Tra i firmatari c’erano personaggi come Salvatore Settis, Adriano La ReginaCesare De SetaRosi Fontana, Stella Targetti. Quando il decreto arrivò alla Camera, e poi al Senato, le istanze della petizione, insieme ad altre modifiche ed emendamenti, furono accolte ma al momento in assenza di copertura finanziaria. L’approvazione arrivò un mese dopo, a Novembre.

Il Deputato Simona Flavia Malpezzi

Il Deputato Simona Flavia Malpezzi

Ma le recentissime dichiarazioni del Ministro Maria Chiara Carrozza, diffuse tramite il suo profilo Twitter o in alcune interviste, confermavano tutta la volontà di lavorare per trovare un rimedio ai pasticci fatti in precedenza. Tra questi, la mortificazione di una materia a torto considerata elitaria, in realtà di fondamentae importanza per la formazione di tutti gli studenti, da quelli dei licei classici fino a quelli degli istituti tecnici.
Non sappiamo quali siano le fonti su cui si basa questa notizia“, recita il comunicato, “ma sarebbe bastato, per esempio, consultare i resoconti dei lavori della Commissione per scoprire, invece, che il Partito Democratico ha proposto, evitando disorganiche richieste di aumento orario per diverse discipline, il monitoraggio di tutta la Riforma Gelmini, quadri orari compresi, e un riordino delle classi di concorso che consenta di mettere mano agli errori compiuti dal duo Tremonti-Gelmini“.
L’idea, dunque, è di rimettere mano a tutta la riforma. E l’ostacolo, è evidente, sta nella mancanza di risorse. I tagli ci sono stati, sotto il governo Berlusconi, poi con Monti, così come con le larghe intese di Letta e Alfano. Dove trovare i fondi per aumentare, integrare, affinare, migliorare comparti fondamentali, quali la scuola, la sanità, la cultura, l’ambiente, è la domanda delle domande. Che resta, ad oggi, senza risposte. Ma in Commissione Cultura si continua a lavorare per trovare una soluzione dignitosa. Quantomeno la direzione sembra essere chiara: le materie umanistiche non vanno sacrificate. La consapevolezza c’è. Ed è già qualcosa. Bufale ed allarmismi, in questa fase delicata, non sono proprio quello che serve…

– Helga Marsala

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  • anna castoro

    Comunque, a parte la buona volontà da parte del Governo ad affrontare l’argomento dello studio dell’arte nelle scuole dell’obbligo rivedendo i precedenti provvedimenti legislativi, ad oggi c’è di concreto soltanto la dichiarata mancanza di fondi da destinare all’eventuale operazione.
    L’Emendamento di settembre u.s., successivo alla petizione con oltre 15000 firme, risulta bocciato,, e nei provvedimenti legislativi di novembre circa la cultura, non si fa cenno al ripristino dello studio della storia dell’arte nelle scuole.
    Ci rimane la buona volontà.. e la speranza.

  • xy

    Tutte balle,eh. Leggete qui la proposta palliativo che avevano fatto i democratici.leggete bene perché parlano anche di troppi soldi da spendere http://antoniosicilia.wordpress.com/2013/12/30/metti-in-circolo-il-pittore-adesioni/

  • Valeria

    visto che le fonti sono importanti, mettereste un link al comunicato ufficiale per favore?

  • Fernendo Nevruz

    Solito fumo negli occhi della sempre più ambiziosa Malpezzi (renziana di ferro) che non aggiunge nulla. Solo parole e fumo negli occhi. Di concreto niente. Non è stata minimamente attaccata o anche solo ridimensionata la Riforma Gelmini e non è stato neanche risolta, ad oggi, la questione

    dei Quota96; esodati della scuola graZie alla Fornero.

    • Helga Marsala

      resta la falsa la notizia di una bocciatura da parte della commissione cultura.

      • Fernendo Nevruz

        rimane anche la granitica certezza che nonostante il Partito Democratico sia al Governo (quale partito di maggioranza relativa) nulla è cambiato nella gestione dell’istruzione in Italia.

      • Fernendo Nevruz

        Siamo stufi di sentire che non ci sono mai i soldi per questi provvedimenti mentre invece velocità e ‘coperture’ sono sempre a disposizione per nuovi acquisti delle armi da guerra (F35) e per risanare le Banche. Con le linee di principio non si fa granché, sarebbe bello vedere (ALMENO nella Scuola e nell’Università / Ricerca) un impegno che porta a qualche tipo di risultato. Il resto sono chiacchiere noiose da Signorine affacciate al palco dell’Opera.

  • Roberto

    La verità è che il nostro paese è sprofondato nel baratro dell’ignoranza da tempo. E poi ci stupiamo quando i nostri ragazzi agli esami di Stato fanno delle magre figure in tutte le discipline. Risparmiare sulla cultura costa molto di più!

  • Scusate ma l’articolo non è chiaro. Nelle scuole italiane attualmente si insegna arte o no? (Io vivo all’estero da anni)

    • Helga Marsala

      Certo che si insegna. La Gelimini non cancellò la storia dell’arte, naturalmente. Ma diminuì le ore in alcuni indirizzi.

      • Gianni

        E quali materie così importanti sono state aggiunte?

    • Fernendo Nevruz

      Si insegna sempre meno perché le ore (poche già prima della Gelmini) sono diminuite o addirittura eliminate. L’Istituto Statale d’Arte per esempio non esiste neanche più. Però di questo su i giornali non si parla mai, l’unico tema sempre presente è la nuova legge elettorale…

      • Gianni

        Poi ci si lamenta della “barbaria”, ( vedi Letta in conferenza stampa con gli Arabi),
        Al parlamento dovrebbero sedere solo persone di cultura e non più politicanti o politici! E in ogni caso a quello attuali andrebbero fatte lezioni di storia dell’ arte e musica, letteratura, matematica. Andrebbero rimandati al liceo insieme a molti altri Italiani.

  • ANDREA COLAIANNI

    SI MA IL VERO PROBLEMA è CHE CHI SPENDE PER LA DIFESA 26 VOLTE PIù DELLA CULTURA è RESPONSABILE DI SCELTE SCIAGURATE CHE SI RIPERUCUOTONO ANCHE NELLA CRIMINALE MANCANZA DI MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO (CON LE RISORSE DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI)…

  • Pingback: L’Arte è morta, viva l’Arte! | Il Codice Davini()

  • Alessio

    In tutto ciò permane l’ora di religione?

    • Gianni

      Religione, storia dell’ arte e musica sono strettamente collegate. Come fai ad analizzare ed ammirare “una natività” senza sapere chi è nato?

      • Alessio

        mah, gianni, non credo di essere molto d’accordo con quello che dici.

        • Tommaso Mauro

          se si facesse storia delle religione sarei d’accordo con gianni, ma nel senso di catechismo a scuola no. Ps sono credente praticante il mio discorso segue solo l’eguaglianza tra le religioni.

          • Alessio

            caro tommaso, ma a quel punto dovrebbe integrarsi all’interno delle ore di filosofia. la storia delle religioni è sicuramente importante, così come lo è la storia delle idee umane in generale, ma qui rischiamo di uscire dal tema della discussione. io vorrei sapere se lo stato italiano crede più formativo lasciare l’ora di religione invece di quelle di arte.

          • daria

            mi permetto di inserirmi nella discussione solo per fare una precisazione. L’ora di religione a scola NON E’ CATECHISMO. E’ una disciplina che è finalizzata al CONOSCERE E NON ASSOLUTAMENTE AL CREDERE. Questo è fondamentale. Lo dico da insegnante di religione. Per altro siamo spesso proprio noi insegnanti di religione ( e io sono fra questi) che portano nella scuola la presenza di musulmani, buddhisti, induisti, proprio per promuovere la conoscenza anche di altre esperienze religiose. Fra gli alunni a cui ho dato i voti più alto in questo primo quadrimestre , credo ne vada a messa il 2%………!!!!. Buona serata a tutti!

  • anna r

    basterebbe tagliare i costi della politica per trovare le risorse economiche necessarie a migliorare la situazione in ambito sanitario, educativo, culturale (pensiamo anche solo alle centinaia di migliaia di euro spesi per pensioni da capogiro, per non parlare di rimborsi per nulla inerenti l’attività politica). Chi nega questa necessità semplicemente si rifiuta di riconoscere la realtà dei fatti. La mia non è una provocazione politica, non mi interessa parlare di partiti, ma una verità sotto gli occhi di tutti…più chiara che mai agli occhi di chi vive in paesi meno iniqui del nostro.

  • Pingback: La bufala sulla 'Storia dell'Arte' è pericolosa. L'Italia perde tempo()

  • Renzo Marrucci

    Dobbiamo assolutamente recuperare il grave errore fatto dalla Gelmini ! Che si riportino le materie artistiche e la Storia dell’Arte dentro le scuole e poi si capisca come sviluppare il corso degli studi con la realtà ambientale. Una educazione moderna non può essere sviluppata senza la coscienza del tempo perduto. Occorre riportare le scuole a i livelli che sono indispensabili per avere generazioni all’altezza dei problemi che viviamo.

  • Alessio Cosma

    leggo questo articolo e sono ancora più confuso. dov’è la chiarezza?! la notizia dell’eliminazione dell’insegnamento della storia dell’arte, circola in rete dai tempi della rIforma Gelmini e di recente è ricomparsa, ancor più incompleta…forse per ricostruire la vicenda bisognerebbe dire cos’è successo da allora da oggi?!

  • vito antonio baglivo

    vero o meno che qualche ministro si stia interessando a far aumentare le ore di storia dell’arte nelle scuole……. un dubbio mi assale…… ma visto che la proposta era della geniale gelmini, come mai proprio il “saggio” governo letta la rende esecutiva?….. e poi si dovrebbe attendere il 2017 per un ipotetico taglio dei costi del parlamento?……… strane priorità in questa sempre più triste e sottomessa Italia….

  • Felicia Acanfora

    Per chi volesse chiarimenti sulla “notizia” circolata e ampiamente fraintesa del “Ilmediano.it”, ecco il link all’articolo che l’autore scrive in proposito.

    http://www.ilmediano.it/apz/vs_art.aspx?id=8311

  • Laura Samoggia

    …ma vi sembra ormai possibile che possano mettere mano alla
    riforma? da noi (al professionale di grafica, diventato in corso d’opera istituto commerciale-opzione promozione pubblicitaria, ops, si erano dimenticati che esistevamo!) hanno tolto le ore di
    storia dell’arte in prima e seconda, a fatica ne sono state rimesse 2
    ore a partire dal terzo anno, quando prima della
    riforma se ne facevano 3 h settimanali a partire dal primo anno. Gli
    insegnanti di storia dell’arte sono stati dispersi in tutta la provincia e i precari sono scomparsi dalla faccia della
    terra e non avranno più modo di rientrare perchè il loro posto è stato
    dato DEFINITIVAMENTE a insegnanti di francese/spagnolo che sono stati immessi in
    ruolo!
    Per
    non parlare degli insegnnti di fotografia, disegno professionale e
    comunicazioni visive(affidata per “sbaglio”alla classe di concorso di psicologia) completamente eliminati da fisica, chimica ed
    economia aziendale. E questo succede da noi… ma e la stessa cosa è
    successa al turistico con geografia (cercheranno di rimetterne un’ora.. ma in più o togliendo ore a qualcuno?) e a Moda dove storia dell’arte del
    costume è stata completamente soppressa! Ditemi voi come potranno
    licenziare insegnanti immessi in ruolo in questi 4 anni di
    scellerata riforma! Ormai non ci sono più speranze, al di là dei soldi, non è possibile
    aggiugere ore e materie a ragazzi che già così fanno 30 ore settimanali e disperdono energie in una quantità di materie che hanno l’unico effetto di fare andare alla neuro il malcapitato insegnate che si trova a gestire, nella migliore delle ipotesi, 9 classi di primini?

  • ev

    sempre più sconcertato…..terribile!!!

  • Giovanni Cerulo

    Soluzione semplice semplice : abolizione della farsa degli esami di stato o equipararli a quelli di licenza media sul piano economico. Più di cento milioni di euro all’da investire su storua dell’arte per esempio.

  • Anna Castoro

    La situazione attuale è la seguente:dagli anni 2009 e 2010, oltre all’abolizione degli Istituti d’arte, la riforma Gelmini ha imposto la riduzione delle discipline artistiche nei «nuovi» Licei artistici, la cancellazione di «Storia dell’arte» dai bienni dei Licei classici e linguistici, dagli indirizzi Turismo e Grafica degli Istituti tecnici e dei professionali; zero ore per i geometri; cancellazione di «Disegno e Storia dell’arte» dai bienni dei Licei scienze umane e linguistici; cancellazione di «Disegno e Storia dell’arte» dal «nuovo» Liceo sportivo; eliminazione del «Disegno» nei trienni di questi ultimi «ambiti formativi».

    Questi sono i fatti, che poi qualche politico,sull’onda della petizione di 15000 firme e del pressing di molti gruppi culturali, stia cercando di calmare gli animi con buoni propositi, come già detto, queste per ora sono solo idee…
    Di fatto, ancora, giusto per rimanere nell’ambito della cultura che viene affossata, il Governo si è appena rimangiato il provvedimento precedentemente annunciato, di deduzione dalla dichiarazione dei redditi di buona parte di quanto speso per acquisto libri…E questo sicuramente non ci tranquillizza sull’attendibilità dei buoni propositi politici in fatto di cultura..

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  • Anna Castoro

    A completare il quadro disastroso della cultura in Italia c’è la notizia, fresca fresca, che il Governo si è rimangiato l’annuncio strombazzato di deducibilità del 19% per acquisto libri.
    Questo, insieme agli effetti nefasti della legge Gelmini e alla sordità del Governo alle petizioni dei cittadini per reintrodurre lo studio nell’arte nelle scuole (ricreare gli istituti d’arte è purtroppo impossibile)o potenziarlo in altre, ci danno un quadro completo della credibilità che la politica ha. Purtroppo i buoni propositi non fanno testo, sono i fatti che contano…

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