Le mani di Fendi sul Colosseo: quello quadrato dell’Eur, affittato per quindici anni a prezzo di saldo dal magnate della moda Arnault. Il Palazzo della Civiltà Italiana diventa vetrina esclusiva per brand che vanno da Bulgari a Loro Piana

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Il Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur

Il Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur

Venti euro al metro quadro. A questa cifra, in quella zona, non viene via nemmeno un monolocale seminterrato senza finestre non ammobiliato nello stabile peggio servito e più fatiscente. Fa sorridere, allora, leggere che il prezzo da saldi di fine stagione capita a beneficio di quello che Forbes reputa il quarto uomo più ricco al mondo. Scatena fastidi, però, scoprire come l’operazione coinvolga un ente pubblico (statele al 90%, comunale per il restante dieci): che mette in affitto un bene della collettività – fatto di per sé più che legittimo – senza però pubblicare bandi, senza andare a gara, senza quell’evidenza pubblica che avrebbe potuto richiamare anche altri investitori e magari generare maggiori profitti. Perché in questi casi due sono le valutazioni da fare: la prima è sull’opportunità o meno di mettere in affitto un patrimonio della nazionale, un simbolo dell’Italia (che peraltro ora finisce in mani francesi, pensate se la Torre Eiffel se l’affittasse Miuccia Prada); la seconda è che, se si decide che è opportuno, allora deve essere chi offre di più a spuntarla. È destinata a far discutere, e non poco, l’operazione conclusa dal magnate della moda Bernard Arnault, titolare del gruppo LVMH (con i brand Bulgari, Fendi, Louis Vuitton, DKNY e via dicendo) che sigla un contratto di quindici anni e si insedia nei dodicimila metri quadri del Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur, il “Colosseo quadrato” passato dalla megalomania mussoliniana ad essere set privilegiato per campagne pubblicitarie varie e disparate. Costo dell’operazione, secondo la cronaca nazionale de La Repubblica, 240mila euro al mese. Che diviso 12mila fa, appunto, venti euro al metro quadro. Forse un po’ pochino.
Prevedibile allora la bufera attorno ad EUR s.p.a., azienda pubblica – caso più unico che raro, non solo in Italia – responsabile della gestione del patrimonio immobiliare pubblico di un intero quartiere. Un soggetto giuridico istituito nel 1936 in forma di ente, commissariato durante la guerra e poi trasformato in società per azioni nel 2000: il 90% delle quote è in carico al Ministero delle Finanze, il resto al Comune di Roma. Una realtà che sembra attirare grane come la carta moschicida. L’ormai ex amministratore delegato, Riccardo Mancini, è stato da poco scarcerato dopo 45 giorni di gattabuia e altrettanti ai domiciliari per una brutta storia di tangenti legate alla fornitura di nuovi mezzi di trasporto alla Roma Metropolitane; i lavori dell’ormai chimerica Nuvola firmata da Fuksas sono fermi al palo, con il peso di quei 400milioni di euro di debiti contratti dall’azienda che vanno lentamente ma inesorabilmente onorati anche se è proprio di oggi la notizia di un possibile sblocco di finanziamenti. La sfera di cristallo si fa sempre più torbida, rendendo pressoché impossibile leggere nel futuro di un ente che, va da sé, subisce come ogni partecipata gli scodinzolamenti elettorali. In sella ad oggi è Pierluigi Borghini, uomo di centrodestra, lunga carriera di sconfitto di lusso: perse nel 1997 le comunali che videro la riconferma di Rutelli, ha mancato pochi mesi fa l’ingresso in Senato nelle file del Popolo Della Libertà. Una presidenza in fase di esaurimento, che in attesa del cambiamento del Cda e in assenza dell’amministratore delegato spara le proprie ultime cartucce cercando di metter firme bruciando sul tempo le mosse del neo sindaco Ignazio Marino.
C’è poi la storia e la titolarità del Palazzo. Che appartiene a Eur spa, certo, ma che è da anni dato in assegnazione alla Fondazione Valore Italia che vi lavora da lungo tempo per realizzarvi un centro dedicato al made in Italy. Un impegno sul quale lo stato ha investito moltissimo in termini di risorse umane e finanziamenti per il restauro del monumento. Ora, a un passo dalla fine, il progetto cambia di colpo. E cambia ancor prima che quella Fondazione Valore Italia, dichiarata sopprimibile dal Governo Monti, decada ufficialmente, cosa prevista per il prossimo 1 gennaio. Altro cambio, collegato a questa operazione, avviene al Maxxi: il quartier generale di Fendi, infatti, doveva essere realizzato nel lotto edificabile (rimasto non edificato) di fianco al museo e di proprietà della Fondazione Maxxi. Se Fendi ora ha optato per il quartiere Eur, cosa si farà a Via Guido Reni? Chi svilupperà quel lotto? Chi garantirà al Museo delle Arti del XXI Secolo gli introiti che quella operazione immobiliare avrebbe garantito?

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  • BassaAlta

    Ora non resta che aspettare l’opinione di Marino. E quella del Ministro del Tesoro Saccomanni, visto che l’Eur è sua…

  • Sta Miglio

    Mi immagino i soldi che farà LVMH con la ristorazione e con gli eventi nel roof garden!

  • Per fortuna che c’è una società privata che se ne prenderà cura,

    Francese? ma si se sono abili e noi no mica colpa loro… fessi noi!

    Per cui ben vengano quelli di Fendi a rinnovare e usare questo edificio, per quello che riguarda il Maxxi già la sua storia la dice lunga sulle nostre capacità …

  • Ma probabilmente è giusto che sia così! Ma non è meglio avere un luogo ‘gestito’ anche a scopo di lucro piuttosto che lasciarlo marcire nell’indifferenza? È sempre la solita storia, inoperatività e lassismo per anni, poi arriva il privato (per giunta francese) e si grida allo scandalo!
    La verità è che il nostro burocratese ed i soliti furbetti mirano a speculare sui fondi pubblici infischiandosi del valore in se. Con il nuovo gruppo almeno l’edificio vivrà e probabilmente (per quanto macchina di business) diverrà un nuovo polo di aggregazione.

    Povera Italia, se continuiamo a subire le politiche di questi bifolchi finiremo col tempo per vedere tutto per fare cassa.

  • mikros

    Le polemiche non sono dirette verso LVMH in sé, ma per i troppo pochi soldi versati per l’affitto. Il problema grosso è proprio lo Stato stesso che, con le leggi che sono state fatte in passato (tutte disattese) per calmierare i prezzi degli affitti, si ritrova, suo malgrado, a dover rispettare quelle leggi e, soprattutto, a non poter entrare in concorrenza con nessun privato (sancito in Costituzione). Ecco perché l’affitto è così basso.

    • Giorgio

      Venti euro al metro quadro? per quanto le leggi siano rispettate non credo che il valore dell’EUR per l’equo canone sia tale.

      • mario cocco

        forse basterebbe vedere i costi di affitto degli uffici a Roma, zone centrali….20 euro a mq. è la media degli affitti locali per ufficio… non ha senso fare polemiche senza informazioni corrette…poi certamente per dare in affitto edifici di proprietà pubblica di questa dimensione e valore….una gara pubblica sarebbe perlomeno necessaria…. ma per il resto mi pare che affittare..non alienare un edificio pubblico..pressochè inutilizzato.. ultimamente ( dopo essere stato affittato mi pare, al Coni,all’ ordine degli Ingegneri, e alle mostre di Roma comics, non mi sembra una scelta che possa destare scandalo e recriminazioni..se affittato ad un imprenditore francese, che ha regolarmente acquistati Marchi Italiani dai legittimi proprietari che glieli hanno venduti, e che vuole fare di questo Palazzo un centro mondiale di questi marchi.. dov’è lo scandalo…..!!!!

      • Valeria

        Infatti: all’EUR gli appartamenti si affittano a un prezzo che va dagli 11 ai 15 euro a metro quadro a seconda che siano ammobiliati o no. Quindi ‘sta storia del monolocale fatiscente che varrebbe di più di 20 euro a mq è una boiata.

  • Angelov

    Sembra la fotocopia di ciò che è accaduto in Argentina molti anni addietro.
    “Diario del Saccheggio” di Pino Solanas, un documentario che la dice lunga su cosa una burocrazia corrotta può arrivare a fare…

  • troppo tardi

    inutile chiudere quando i buoi son scappati …

  • fashionews

    L’ex Assessore Cultura e Dir. Fondazione Valore Italia, U. Croppi, spiega:
    L’iniziativa appare di assoluta gravità almeno sotto i seguenti profili:
    1) l’intesa è stata sottoscritta dal presidente della società pubblica senza aspettare il ripristino di una condizione di normalità dei suoi organi, stante la vacanza dell’Amministratore Delegato (la cui nomina è prevista in queste ore), con una evidente volontà di precostituire una scelta che, per il suo rilievo, non può avvenire senza la pienezza dei poteri e senza le necessarie valutazioni politiche da parte dei soci (Ministero del Tesoro e Comune di Roma).
    2) Vige ancora la convenzione a suo tempo sottoscritta da ben due ministri, in mancanza di una revoca esplicita della quale l’Eur Spa non può disporre una diversa destinazione dell’immobile.
    3) Il valore simbolico, architettonico e storico del complesso non può consentirne un’utilizzazione che non abbia una forte valenza pubblica ed essere destinato ad un uso privato e commerciale, per giunta a beneficio di un utilizzatore straniero.
    4) Ove pure i soci e le autorità competenti autorizzassero una tale procedura, il raggiungimento del fine non potrebbe avvenire senza un’evidenza pubblica che prevedesse chiaramente il raggiungimento del massimo interesse per lo Stato sia sotto il profilo economico che culturale.
    5) La decisione del Mibac di rinunciare, senza risarcimenti e contropartite, al proprio investimento e al conseguente contratto (tutt’ora in essere) potrebbe giustificarsi, senza l’emersione di un danno erariale, soltanto se il bene venisse destinato ad un uso pubblico, configurandosi viceversa come l’indebita elargizione di 16 milioni di euro di denaro pubblico a beneficio di un privato.
    6) Riguardo infine alla congruità della cifra pattuita c’è da rilevare che a fronte dei 2.800.000 euro annui di cui si parla esiste una valutazione effettuata in data 26 ottobre 2007 (prot. N° 40379/7) dall’Agenzia del Territorio, su istanza dell’Eur Spa, che attribuisce alla porzione del Palazzo in oggetto un valore locativo pari a 4.680.000 (quattromilionisicentottantamila) euro annui.

    http://www.huffingtonpost.it/umberto-croppi/il-colosseo-quadrato-al-gruppo-lvmh-anche-il-simbolo-romano-dellarchitettura-del-900-passerebbe-in-mano-francese_b_3617627.htmlù

  • Carlo

    Bene sarebbe marcito come sta marcendo il Colosseo!

  • Valeria

    Non è vero che con 20 euro al metro quadro non viene via neanche un monolocale fatiscente! All’Eur gli appartamenti si affittano a molto meno di 20 euro al metro quadro, e parlo di appartamenti di un certo prestigio, in villini e altro. Prezzo medio: 15 euro al metro quadro, ammobiliati.

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