Il diritto di seguito e la GdF

Si torna a parlare di Diritto di Seguito e delle sanzioni che possono derivare dalla violazione del diritto dell'autore di partecipare al successo delle proprie creazioni artistiche. Se ne torna a parlare anche alla luce dell’inchiesta della Guardia di Finanza.

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Finanza in galleria (foto Guardia di finanza)

Come noto, il diritto di seguito è il diritto irrinunciabile dell’autore di ricevere un compenso sul prezzo di ogni vendita dell’opera successiva alla prima cessione da parte dell’autore stesso. Tale compenso deve essere corrisposto all’autore o agli eredi, nei modi indicati dalla legge, fino a settant’anni dopo la morte dell’autore.
La legge sul diritto d’autore sanziona la violazione di tale normativa con la sospensione dell’attività professionale o commerciale da sei mesi a un anno, nonché con la sanzione amministrativa da € 1.034 a € 5.165.
Nel mese di settembre è circolata la notizia degli accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza – Nucleo speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria, in collaborazione con la SIAE, su 24 gallerie e case d’asta dislocate su tutto il territorio nazionale. All’esito delle verifiche è stata accertata la violazione della normativa sul diritto di seguito per un valore di 2 milioni di euro e della normativa antiriciclaggio per un valore di 17 milioni di euro. In applicazione della legge sul diritto d’autore, è stata sospesa l’attività di una casa d’aste di Roma e di una galleria di Padova per un periodo di sei mesi.

Guardia di FInanza

La notizia ha fatto probabilmente tremare l’intero sistema dell’arte, poiché si parla anche di verifiche per accertare eventuali violazioni sul piano fiscale: sono stati incrociati gli acquisti di opere d’arte con le dichiarazioni dei redditi degli acquirenti, per verificare la coerenza tra le spese sostenute e i redditi dichiarati. Non resta che attendere gli ulteriori sviluppi delle indagini.

Raffaella Pellegrino

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #10

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