Viaggiare come atto culturale, economico e civile. Arriva una nuova newsletter di Artribune sul turismo
L’ecosistema mail di Artribune lancia una quarta newsletter verticale incentrata sul turismo culturale come chiave di comprensione dei territori e delle comunità che li abitano. Prima uscita? Il 6 febbraio 2026
Con la nuova newsletter Pax Artribune inaugura un nuovo verticale editoriale che si affianca a Incanti, Render e Tailor, condividendone lo spirito e l’ambizione: osservare la realtà con uno sguardo colto, critico e indipendente, mettendo in relazione cultura, società ed economia.
Pax: la newsletter sul turismo culturale di Artribune
Pax nasce come newsletter quindicinale dedicata al turismo, ma inteso nel suo significato più ampio e profondo: non solo movimento di persone, ma circolazione di idee, saperi, pratiche e responsabilità. L’approccio sarà quello che i lettori di Artribune conoscono bene. Racconteremo l’arte e l’artigianato, l’ospitalità e la ristorazione, la biodiversità e le produzioni agroalimentari come elementi di un unico ecosistema culturale. Accanto a questo, daremo spazio alle dimensioni economiche e sociali del turismo, troppo spesso trattate in modo frammentario o superficiale, nonostante il loro peso reale nel Paese. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla logistica, intesa non solo come infrastrutture e trasporti, ma anche come possibilità di muoversi lentamente e consapevolmente: ciclovie, cammini, percorsi pedonali, accessibilità universale. Il turismo è davvero tale solo quando è inclusivo, quando non esclude chi ha fragilità o disabilità, quando diventa esperienza condivisibile.
Il valore strategico del turismo in Italia
Guarderemo all’Italia intera e al mondo, con una sensibilità speciale per i borghi, le aree interne, le piccole isole. Luoghi che non sono “minori”, ma spesso marginalizzati da politiche disorganiche e da una narrazione sbilanciata su poche grandi città e su pochi monumenti simbolo. Luoghi che possono contribuire in modo decisivo a ridurre l’overtourism e a redistribuire valore, lavoro e qualità della vita. Il turismo, nonostante una crescita evidente, continua a essere considerato un settore secondario rispetto ad altri comparti industriali. Le ragioni sono note: nella storia della Repubblica non sempre ha avuto un ministero dedicato; quando lo ha avuto, è stato spesso percepito come una delega di serie B. La frammentazione delle competenze tra Stato e Regioni, pur con esperienze virtuose, non consente una strategia nazionale strutturata e continuativa, all’altezza dell’attrattività straordinaria del nostro Paese, fondata su un patrimonio storico, artistico e contemporaneo senza eguali.
Un dialogo che sollecita più interlocutori
Nella mia vita professionale, che mi ha portato a viaggiare nei cinque continenti, sono sempre rimasto colpito – e felicemente stupito – dal desiderio ricorrente, quasi universale, di tornare in Italia o di venirci per la prima volta. Questo desiderio è una responsabilità collettiva, non una rendita automatica. Pax, naturalmente non da sola, intende rivolgersi con continuità alle istituzioni – a partire dal Governo – per chiedere maggiore attenzione, più visione e strumenti adeguati. Ma anche i cittadini e gli operatori economici devono fare la loro parte: mantenere e innalzare la qualità dell’offerta, soprattutto nelle aree interne, veri paradisi ancora poco toccati dal turismo di massa, a beneficio di chi vi abita, di chi desidera tornare nei luoghi d’origine e di chi li scopre per la prima volta. In questa direzione va anche il riconoscimento a chi, come ADSI e molti proprietari privati, apre dimore storiche, musei e patrimoni al pubblico, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione di beni che sono insieme privati e collettivi.
Pax è un primo passo. In dialogo con la testata principale, vorrà generare approfondimenti, incontri, eventi, viaggi. Per essere ancora più utili ai lettori che ci seguono e che ringraziamo, e per accogliere nuovi lettori, ai quali diamo fin da ora il nostro benvenuto. Viaggiare, in fondo, è anche questo: costruire pace tra luoghi, persone e tempi diversi.
Paolo Cuccia
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