Gli artisti David Gleeson e Mary Mihelic realizzano un’opera anti Trump. Ma dopo le elezioni la fiera Red Dot di Miami non la vuole più

L’opera è un bus della campagna elettorale di Trump riallestito dai due artisti in maniera ironica. Doveva essere presentato nella prossima edizione di Red Dot, ma dopo le elezioni la fiera ha deciso di non esporlo più: “non è censura

Il bus brandizzato t.Rutt
Il bus brandizzato t.Rutt

Pochi giorni fa vi avevamo raccontato della lettera aperta che la fiera Volta, con le sue sedi di Basilea e New York, aveva inviato alla propria mailing list, rivelando l’esigenza di condividere alcune riflessioni con il proprio pubblico. Gli organizzatori, non prendendo apertamente posizione contro Donald Trump paragonavano tuttavia i risultati delle presidenziali negli Stati Uniti a quelli del referendum della Brexit, sentendo l’esigenza di prendere le distanze da eventuali discorsi di odio e discordia e ribadendo la propria posizione di apertura verso razze, culture e orientamenti sessuali di ogni genere. Sempre dal mondo delle fiere arriva oggi una posizione invece pro-Trump ed è la fiera Red Dot di Miami a farsene portatrice. Secondo Carey Dunne di Hyperallergic, blog in prima linea nella campagna contro Trump (l’editor proprio negli scorsi giorni aveva ribadito postelezioni la propria posizione contro il nuovo Presidente con una lettera aperta ai lettori) sarebbero, anche nel mondo dell’arte, i primi vagiti di un nuovo corso.

NO AL BUS ANTI-REPUBBLICANO
La cronaca dei fatti vede gli artisti David Gleeson e Mary Mihelic, che lavorano insieme sotto il nickname t.Rutt, acquistare lo scorso anno un autobus della campagna di Donald Trump facendolo viaggiare successivamente opportunamente riallestito per gli States. I due artisti avevano poi programmato di esporre l’opera nel corso della art week che si apre nei prossimi giorni in Florida in occasione di Art Basel MB alla fiera satellite Red Dot, nel parcheggio antistante. Ma il giorno dopo l’election.Day hanno ricevuto una mail da parte degli organizzatori della fiera che faceva sapere loro di non voler più il lavoro. Forse “colpevoli” anche gli slogan dipinti sul camion e sulla bandiera mostrata dagli artisti che riprendevano alcune frasi del nuovo Presidente. Ad esempio Make fruit punch great again oppure I did try and fuck her o ancora when you are a star, grab ‘em by the pussy o l’adesivo The Scrotal Mayority. Sull’account twitter degli artisti, dopo il rifiuto della fiera, è comparso un nuovo motto “Obey the Black Swan”, obbedire al cigno nero, cioè Donald Trump. Ma la fiera ha fatto sapere che non si tratta di un atto di censura: il lavoro a parere degli organizzatori sarebbe inutilmente offensivo e quindi non in linea con quanto vogliono fare. È una notizia del passato, avrebbero detto.

www.reddotmiami.com
http://truttartist.com/

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