Terremoto, le immagini di San Benedetto polverizzata. Primi bilanci delle perdite per il patrimonio artistico: ma l’Infinito di Leopardi è salvo

Il manoscritto leopardiano era conservato nel museo di Visso, distrutto dal sisma: ma era stato messo in salvo. Danni fino a Roma, a Sant’Ivo alla Sapienza

I danni alla Basilica di San Benedetto a Norcia

Per fortuna, la premessa che puntualmente tutti fanno in casi del genere stavolta non è necessaria: ovvero che prima di parlare dei danni al patrimonio storico-artistico, l’attenzione di tutti deve andare alle vite umane. Perché, a ormai diverse ora dalla gravissima scossa di terremoto che ha scosso per l’ennesima volta in poche settimane l’Italia centrale, si può affermare con certezza che non ci sono state vittime, né dispersi. Quello su cui le forze della natura, invece, si sono accanite, sono appunto palazzi, chiese e centri storici, in alcuni casi – come per Castelluccio di Norcia – letteralmente rasi al suolo. Ma l’immagine che resterà come simbolo di questa tremenda giornata è quella della Basilica di San Benedetto a Norcia, di cui resta in piedi la facciata quasi beffardamente a nascondere un edificio completamente polverizzato. Un simbolo che andava ben al di là dei confini locali: visto che era il riferimento di una diffusissima comunità monastica, ed il titolare San Benedetto è stato proclamato patrono d’Europa fin dal 24 ottobre 1964.

DISTRUTTA LA CONCATTEDRALE DI SANTA MARIA ARGENTEA
Soltanto la facciata e parte delle navate sono rimaste in piedi dell’edificio del XII secolo che sorgeva su quella che secondo la tradizione era la casa natale del santo, nato nel 480 d.C.. Quasi a simbolo della delicatezza e delle problematiche delle ricostruzioni, va notato che proprio la facciata, risalente alla fine del XIV secolo, è rimasta pressoché intatta, mentre sono finito distrutti tutti i muri laterali, sottoposti a un lungo intervento di restauro terminato nel 1958. La basilica era a forma di croce latina, con un’unica navata; con i restauri degli anni ’50 era ricomparso in alto l’arco trionfale trecentesco, unico indizio della preesistente navata gotica. A contribuire alla desolazione che regna nella piazza centrale di Norcia, il crollo dell’altra importante chiesa a pochi metri di distanza, la concattedrale di Santa Maria Argentea, costruita su preesistenze romane e ristrutturata in stile romanico nel X-XI secolo, poi distrutta nel XVI secolo e ricostruita nel Cinquecento. Sempre a causa di un terremoto nel XVIII crollò il campanile gotico, e con la ricostruzione dell’edificio rinascimentale rimase solo il Battistero.

I danni alla concattedrale di Santa Maria Argentea
I danni alla concattedrale di Santa Maria Argentea

ART BONUS APERTO ALLE CHIESE
Ma la conta dei danni al patrimonio artistico dei paesi terremotati è lunga, e si protrarrà ancora per giorni: Norcia resta il centro più colpito: completamente distrutta anche la chiesa della Madonna Addolorata e la chiesa di Santa Rita, mentre sono franati anche molti tratti delle mura medioevali. Ma danni si sono registrati anche a centinaia di chilometri dall’epicontro: fino a Roma, dove la scossa ha provocato lesioni sulla cupola di Sant’Ivo alla Sapienza, capolavoro del Borromini ora chiuso in attesa di verifiche. I primi bilanci, tracciati da Fabio Carapezza Guttuso per il Mibact, parlano di danni anche al Duomo di Urbino, e fino ad Ascoli Piceno – dove si sono lesionati gravemente i campanili della chiesa della Madonna del Ponte e della Chiesa di Sant’Angelo Magno – e a L’Aquila, dove ci sono stati crolli nella chiesa di San Marco, nel centro storico. Nessuna tregua neanche per i centri colpiti dal sisma del 24 agosto: ad Amatrice sono definitivamente crollate la Torre Civica e la chiesa di Sant’Agostino, mentre ad Illica, frazione di Accumuli, è stato distrutto l’edificio dove era stato trasferito il museo civico. A Visso distrutta l’ex Chiesa di Sant’Agostino, sede del Museo Civico Diocesano dove erano conservati ventisette manoscritti originali di Giacomo Leopardi – fra cui un manoscritto dell’Infinito – per fortuna messi in salvo dopo le prime scosse. A Jesi chiusa la chiesa di San Giuseppe dove ha ceduto il tetto, crollata a Calvi la volta di Santa Maria Maddalena. Partita da subito la macchina dei soccorsi, con il coordinamento del Mibact e della Protezione civile: e pare che il ministero abbia in cantiere una modifica delle norme dell’Art Bonus, consentendo che ne beneficino anche edifici religiosi danneggiato dal terremoto.

Massimo Mattioli

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.