Paris Updates: una casa a Saint-Germain-des-Près diventa galleria nomade per l’arte italiana

Già l’indirizzo è di quelli ricchi di fascino ed evocatività: rue Saint Sulpice, nel cuore di Saint-Germain-des-Près, la via dove vissero grandi personaggi, come gli scrittori André Gide e Georges Bataille. Una zona dove incontrare la chiesa di Saint Sulpice, celebre per il libro di Dan Brown, Il Codice da Vinci; dove respirare le atmosfere vissute da Picasso, che […]

Marcella Vanzo, The Big Picture
Marcella Vanzo, The Big Picture

Già l’indirizzo è di quelli ricchi di fascino ed evocatività: rue Saint Sulpice, nel cuore di Saint-Germain-des-Près, la via dove vissero grandi personaggi, come gli scrittori André Gide e Georges Bataille. Una zona dove incontrare la chiesa di Saint Sulpice, celebre per il libro di Dan Brown, Il Codice da Vinci; dove respirare le atmosfere vissute da Picasso, che in rue des Grands Augustins dipinse Guernica; dove entrare nella libreria della Taschen disegnata da Philippe Starck. E dove ammirare alcune delle gallerie più brillanti della città, da Georges-Philippe & Nathalie Vallois a Kamel Mennour. È in questa strada che, al numero 38, l’appartamento di Jillian Bell-Irving si riempie nei giorni della FIAC – la fiera d’arte di Parigi aperta dal 19 al 23 ottobre – di arte italiana, ospitando la galleria nomade The Ghost Gallery. Un progetto creativo dell’artista francese – ma da tempo basata a Milano – Sabine Delafon, ospite di volta in volta in spazi di natura diversa: che nell’occasione diventa una vetrina per artisti italiani di diverse generazioni nei serrati giorni della FIAC week.

OPERA CONCETTUALE E SERIALE
Un’artista, la quarantenne originaria di Grenoble, da sempre impegnata su un filone di arte relazionale e performativa: recentemente autrice del progetto Ho fame, incentrato sulla realtà durissima degli homeless e dei questuanti metropolitani milanesi. La mostra si divide in due sezioni: da un lato il lavoro The End, della stessa Delafon, un’opera fortemente concettuale e seriale che ha come punto di partenza le firme degli altri artisti invitati. E che si bilancia e si sdoppia in una mostra collettiva in cui gli stessi ospiti espongono un frammento rappresentativo della proprio ricerca artistica. Si passa da Untitled, lavoro del 2005 di Cesare Pietroiusti, nel quale la vendita dell’opera annulla il suo stesso valore, a Marcella Vanzo con The Big Picture, del 2014, che “racconta storie non ufficiali, desideri inconfessabili, sentimenti mai venuti a galla tra gli album di famiglia”, da Alice Guareschi con Quoted values (virgolette), del 2014, a Luca Pozzi, che manderà dallo Sri Lanka un video live da visualizzare in streaming, fino ai contributi di Ivano Atzori, Jaya Cozzani, Sara Enrico, Lucia Leuci, Gérald Martet, Marta Pierobon, Pino Pipoli, Agne Raceviciute, Gosia Turzeniecka. Dura solo 3 giorni, ed è visibile solo da chi sia a Parigi: noi vi facciamo vedere un po’ di immagini in anteprima…

– Massimo Mattioli

20 – 23 ottobre 2016
The Ghost Gallery at Jillian Bell-Irving
Parigi – 38, rue Saint Sulpice
[email protected]

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.