Scoperto in Israele il palazzo del mitico Re Salomone? Ecco le immagini

Non esistono ancora dati certi, ma il sontuoso edificio risale al X secolo a.C., ovvero proprio al periodo in cui regnò Salomone

Vista aerea dell'immenso palazzo scoperto a Gezer (foto Tel Gezer Excavation Project)
Vista aerea dell'immenso palazzo scoperto a Gezer (foto Tel Gezer Excavation Project)

Di certezze, quando si sta parlando di fatti avvenuti qualcosa come 3mila anni fa, non ce ne possono essere molte: soprattutto all’indomani di una scoperta archeologica, quando ancora sono da analizzare tutti gli aspetti legati al contesto e alla storia del luogo. Eppure c’è un’équipe di archeologi americani che è convinta di aver rinvenuto in Israele il palazzo del mitico Re Salomone, l’ultimo dei Re del regno unificato di Giuda e Israele, figlio di Davide e Betsabea, il cui regno viene considerato dagli ebrei come l’età ideale, paragonata al periodo di Augusto per Roma. L’importante scoperta è stata fatta – secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Haaretz – nell’antica città reale di Gezer, sito archeologico posto a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv, oggi parco nazionale.

SIGNIFICATIVE LE GRANDI DIMENSIONI
Si tratta di un sontuoso edificio risalente – su questo ci sono maggiori certezze – al X secolo a.C., ovvero proprio al periodo in cui regnò Salomone per circa quattro decenni, probabilmente tra il 965 e il 928 a.C.. “Non abbiamo certezze sul fatto che la struttura ospitasse una forma di governo”, ha dichiarato Steve Ortiz, condirettore dello scavo, “ma qualche indicazione ci viene dalle dimensioni del maestoso edificio, notevolmente superiori a quelle delle normali case del tempo, e dalla presenza del cortile centrale“. Inevitabile la corsa di molti a dare per acquisita la scoperta del palazzo di Salomone, notizia di grande impatto per la popolazione israeliana: ma un altro studioso promotore del progetto, Sam Wolff, ha invitato alla prudenza nell’associare queste nuove scoperte ai testi biblici, pur ricordando che un passo della Bibbia dice che “il Faraone conquistò Gezer, uccidendo tutti gli abitanti della città che poi donò a sua figlia, moglie di Salomone, perché la ricostruisse“.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.