Il retro dei dipinti famosi va in mostra a L’Aia. È il progetto “Verso” del brasiliano Vik Muniz

Per oltre quindici anni Vik Muniz ha riprodotto il retro dei grandi capolavori della pittura. Oggi queste opere vanno in mostra al museo olandese Mauritshuis, in qualche caso anche a fianco degli originali.

Vik Muniz, 
”Verso (Starry Night)” (2008
)
Vik Muniz, 
”Verso (Starry Night)” (2008
)

C’è un aspetto dei capolavori della pittura che resta invisibile ai più, anche quando si tratta di opere molto note e infinitamente riprodotte. È la parte che rimane sempre nascosta, la componente a cui non si dà peso, quella che nessuno ha interesse ad osservare. Stiamo parlando del retro, di ciò che si nasconde alle spalle del colore, una superficie che ha spesso tanto da raccontare sull’opera e sulle sue vicissitudini: viaggi, prestiti, restauri, rimaneggiamenti. A queste storie, a questo affascinante “dietro le quinte” si è appassionato l’artista brasiliano Vik Muniz (San Paolo, 1961) che da una quindicina d’anni lavora al progetto Verso, riproducendo con fedeltà fotografica, fino all’ultimo dettaglio, il retro di tanti capolavori della storia dell’arte. Da La Gioconda di Leonardo Da Vinci alla Notte Stellata di Vincent van Gogh, fino a Le Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso.

UN INEDITO PUNTO DI VISTA
Partendo da fotografie in altissima risoluzione, materiale che spesso Muniz ha impiegato anni a reperire, l’artista e il suo team analizzano la superficie nei minimi particolari e poi la riproducono con esattezza maniacale, cercando materiali il più possibile simili agli originali e “falsificando” ogni scritta e ogni superficie.
Ora questo monumentale progetto va per la prima volta in mostra nella sua interezza nelle sale del Mauritshuis Museum de L’Aia, in una straordinaria esposizione aperta fino al 4 settembre. Per l’occasione Muniz ha anche creato cinque versos inediti, scegliendo opere della collezione del museo olandese tra cui la Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, Il Cardellino di Fabritius e La Lezione di Anatomia del Dr. Nicolaes Tulp di Rembrandt. Per tutta l’estate, questi capolavori potranno essere ammirati in una condizione straordinaria e irripetibile: davanti e dietro contemporaneamente.


Valentina Tanni

www.mauritshuis.nl

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.